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Scultore ligure (?) (XV-XVI secolo) Crocifisso ("Cristo Nero") legno scolpito, intagliato e dipinto

Salita S. Pietro - 18100 Imperia (IM)
Scultore ligure (?)
 (XV-XVI secolo)
Crocifisso ("Cristo Nero") 
legno scolpito, intagliato e dipinto Scultore ligure (?) (XV-XVI secolo) Crocifisso ("Cristo Nero") legno scolpito, intagliato e dipinto

Una antica tradizione orale, poi ripresa da vari testi, vuole che questa scultura sia stata recuperata nel 1612 sulla spiaggia ai confini tra Porto e Oneglia: due territori all’epoca con diverse sovranità. Aggiudicata ai Portorini dopo qualche contrasto, trovò posto nella cappella dell’Unione presso la collegiata di S. Maurizio, subendo delle modifiche per adattarsi alla nuova sede. Dopo la chiusura dell’edificio sacro, avvenuta il 5 marzo 1837, fu trasferita con l’altare nell’oratorio di San Pietro e messa in una nicchia costruita per la circostanza dietro L'Incoronazione della Vergine di Francesco Bruno che, a seconda delle esigenze liturgiche, veniva sollevata con un meccanismo a scorrimento. Il restauro eseguito nel 2004 ha drasticamente mutato l’aspetto dell’opera, già rivestita da una patina caliginosa che giustificava l’appellativo di “Cristo nero”. Riguardo all’assetto plastico si è invece mantenuta la configurazione assunta nel secolo XVII, nell’impossibilità di ricostruire con esattezza quella originaria.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio della Confraternita di San Pietro Apostolo a Porto Maurizio
Scultore ligure (?) (XV-XVI secolo) Crocifisso ("Cristo Nero") legno scolpito, intagliato e dipinto
Salita S. Pietro 18100 Imperia (IM)

Una antica tradizione orale, poi ripresa da vari testi, vuole che questa scultura sia stata recuperata nel 1612 sulla spiaggia ai confini tra Porto e Oneglia: due territori all’epoca con diverse sovranità. Aggiudicata ai Portorini dopo qualche contrasto, trovò posto nella cappella dell’Unione presso la collegiata di S. Maurizio, subendo delle modifiche per adattarsi alla nuova sede. Dopo la chiusura dell’edificio sacro, avvenuta il 5 marzo 1837, fu trasferita con l’altare nell’oratorio di San Pietro e messa in una nicchia costruita per la circostanza dietro L'Incoronazione della Vergine di Francesco Bruno che, a seconda delle esigenze liturgiche, veniva sollevata con un meccanismo a scorrimento. Il restauro eseguito nel 2004 ha drasticamente mutato l’aspetto dell’opera, già rivestita da una patina caliginosa che giustificava l’appellativo di “Cristo nero”. Riguardo all’assetto plastico si è invece mantenuta la configurazione assunta nel secolo XVII, nell’impossibilità di ricostruire con esattezza quella originaria.

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