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Giovanni Battista Gaulli, il Baciccio (Genova, 1639 - Roma 1709) La Vergine presenta il Bambino a sant'Antonio da Padova olio su tela

Str. Privata Giudice - 18100 Imperia (IM)
Telefono: 0183 666466
Giovanni Battista Gaulli, il Baciccio 
(Genova, 1639 - Roma 1709)
La Vergine presenta il Bambino a sant'Antonio da Padova
olio su tela Giovanni Battista Gaulli, il Baciccio (Genova, 1639 - Roma 1709) La Vergine presenta il Bambino a sant'Antonio da Padova olio su tela

La pala proviene dalla cappella Guarnieri, già nella distrutta chiesa dei Frati Minori a Porto Maurizio, assieme ai due laterali di cappella (ora nel museo delle Confraternite) di Giovanni Odazzi, all’altare di marmo con la relativa balaustrata, al crocifisso e ai candelabri di bronzo. La commissione all’affermato artista venne probabilmente propiziata da Antonio Filippo Lombardi, banchiere taggiasco bene inserito nell’ambiente romano. Un bozzetto in olio su ardesia sta nella collezione Marcello Fagiolo nella Capitale, mentre due disegni preparatori si trovano al Kunstmuseum di Düsseldorf. Nelle soluzioni cromatiche vediamo stemperarsi il drammatico luminismo barocco, con un’apertura al classicismo marattesco, più rispondente al gusto della committenza del tempo.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di Santa Croce al Monte Calvario di Porto Maurizio
Giovanni Battista Gaulli, il Baciccio (Genova, 1639 - Roma 1709) La Vergine presenta il Bambino a sant'Antonio da Padova olio su tela
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La pala proviene dalla cappella Guarnieri, già nella distrutta chiesa dei Frati Minori a Porto Maurizio, assieme ai due laterali di cappella (ora nel museo delle Confraternite) di Giovanni Odazzi, all’altare di marmo con la relativa balaustrata, al crocifisso e ai candelabri di bronzo. La commissione all’affermato artista venne probabilmente propiziata da Antonio Filippo Lombardi, banchiere taggiasco bene inserito nell’ambiente romano. Un bozzetto in olio su ardesia sta nella collezione Marcello Fagiolo nella Capitale, mentre due disegni preparatori si trovano al Kunstmuseum di Düsseldorf. Nelle soluzioni cromatiche vediamo stemperarsi il drammatico luminismo barocco, con un’apertura al classicismo marattesco, più rispondente al gusto della committenza del tempo.

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