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Francesco Carrega (Porto Maurizio, 1706 - 1781) La Trinità e i Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois (1756) Olio su tela

Str. Privata Giudice - 18100 Imperia (IM)
Francesco Carrega (Porto Maurizio, 1706 - 1781)
La Trinità e i Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois (1756) Olio su tela Francesco Carrega (Porto Maurizio, 1706 - 1781) La Trinità e i Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois (1756) Olio su tela

La pala dell’altare maggiore, erroneamente attribuita a Francesco Bruno dal Lagorio (in realtà dipinta più di trent’anni dopo la morte dell’artista), celebra l’origine dell’Ordine trinitario: a sinistra i Santi fondatori Giovanni di Matha e Felice di Valois assistono all’apparizione della Trinità nelle persone dello Spirito Santo, del Padre e del Figlio. Quest’ultimo è rappresentato secondo un’iconografia inusuale come Cristo deposto, in omaggio alla statua che costituisce l’elemento di maggiore attrazione devozionale del santuario. Una luce vivida ne rischiara il corpo, accentuando la drammaticità della scena secondo soluzioni attestate in altre opere del pittore e assimilate nella Deposizione dipinta nel 1805 dal figlio Maurizio per la confraternita di San Pietro.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di Santa Croce al Monte Calvario di Porto Maurizio
Francesco Carrega (Porto Maurizio, 1706 - 1781) La Trinità e i Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois (1756) Olio su tela
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La pala dell’altare maggiore, erroneamente attribuita a Francesco Bruno dal Lagorio (in realtà dipinta più di trent’anni dopo la morte dell’artista), celebra l’origine dell’Ordine trinitario: a sinistra i Santi fondatori Giovanni di Matha e Felice di Valois assistono all’apparizione della Trinità nelle persone dello Spirito Santo, del Padre e del Figlio. Quest’ultimo è rappresentato secondo un’iconografia inusuale come Cristo deposto, in omaggio alla statua che costituisce l’elemento di maggiore attrazione devozionale del santuario. Una luce vivida ne rischiara il corpo, accentuando la drammaticità della scena secondo soluzioni attestate in altre opere del pittore e assimilate nella Deposizione dipinta nel 1805 dal figlio Maurizio per la confraternita di San Pietro.

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