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Artista lucchese del XVII secolo Cristo Morto (1690) cartapesta

Str. Privata Giudice - 18100 Imperia (IM)
Telefono: 0183 666466
Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce, Artista lucchese: Cristo Morto, 1690 Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce, Artista lucchese: Cristo Morto, 1690

La statua del Cristo morto, collocata in un’urna sotto la mensa dell’altare maggiore, è stata acquisita a Lucca da Bartolomeo Bruno, di ritorno dal viaggio in Terrasanta. Verso l’inizio dell’Ottocento la si trova menzionata nelle memorie dei Notai Gazo, che accennano alla dote miracolosa di propiziare la pioggia in caso di siccità. Anche da questa fama deriva l’alta venerazione popolare per l’immagine sacra, la cui posa disarticolata, gli occhi chiusi e il pathos del volto distorto in una mimica dolorosa suscitano tuttora la commozione dei fedeli. Nel corso delle rappresentazioni della Settimana Santa essa si colloca al centro di un allestimento di forte coinvolgimento emotivo, ereditato dalla teatralità tipica dell’epoca barocca, che prevedeva l’uso di panneggi, luminarie e cartelami, di cui sono sopravvissute alcune sagome di angeli.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di Santa Croce al Monte Calvario di Porto Maurizio
Artista lucchese del XVII secolo Cristo Morto (1690) cartapesta
Str. Privata Giudice 18100 Imperia (IM)
Telefono: 0183 666466

La statua del Cristo morto, collocata in un’urna sotto la mensa dell’altare maggiore, è stata acquisita a Lucca da Bartolomeo Bruno, di ritorno dal viaggio in Terrasanta. Verso l’inizio dell’Ottocento la si trova menzionata nelle memorie dei Notai Gazo, che accennano alla dote miracolosa di propiziare la pioggia in caso di siccità. Anche da questa fama deriva l’alta venerazione popolare per l’immagine sacra, la cui posa disarticolata, gli occhi chiusi e il pathos del volto distorto in una mimica dolorosa suscitano tuttora la commozione dei fedeli. Nel corso delle rappresentazioni della Settimana Santa essa si colloca al centro di un allestimento di forte coinvolgimento emotivo, ereditato dalla teatralità tipica dell’epoca barocca, che prevedeva l’uso di panneggi, luminarie e cartelami, di cui sono sopravvissute alcune sagome di angeli.

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