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Pittore della Liguria di Ponente (secolo XVII, prima metà) La Maddalena penitente e San Massimino olio su tela

via San Maurizio - 18100 Imperia (IM)
Pittore della Liguria di Ponente
 (secolo XVII, prima metà)
La Maddalena penitente e San Massimino
olio su tela Pittore della Liguria di Ponente (secolo XVII, prima metà) La Maddalena penitente e San Massimino olio su tela

La Maddalena in ginocchio, con manto giallo che lascia scoperta la metà superiore del corpo, tiene le mani giunte e alza lo sguardo al cielo. Di fronte stanno il crocefisso, il teschio, la disciplina, il libro e la teca dell’unguento. A destra S. Massimino (primo vescovo di Aix-en Provence secondo la Legenda Aurea), allarga le braccia e volge gli occhi verso la Trinità al centro, in uno squarcio luminoso tra nubi. Il culto della Penitente, divulgato in Italia nella seconda metà del Duecento attraverso opere come la Tavola del Maestro della Maddalena all’Accademia di Firenze, si diffonde in Liguria tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, in rapporto con la seconda ondata flagellante dei “Penitenti bianchi”, mantenendosi vitale anche dopo la Controriforma. Dal punto di vista stilistico l’opera risulta palesemente influenzata da Guido Reni è si può ricollegare anch’essa, sia pur in maniera dubitativa, alla bottega dei Niggi.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio della Confraternita femminile di Santa Caterina d’Alessandria a Porto Maurizio
Pittore della Liguria di Ponente (secolo XVII, prima metà) La Maddalena penitente e San Massimino olio su tela
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La Maddalena in ginocchio, con manto giallo che lascia scoperta la metà superiore del corpo, tiene le mani giunte e alza lo sguardo al cielo. Di fronte stanno il crocefisso, il teschio, la disciplina, il libro e la teca dell’unguento. A destra S. Massimino (primo vescovo di Aix-en Provence secondo la Legenda Aurea), allarga le braccia e volge gli occhi verso la Trinità al centro, in uno squarcio luminoso tra nubi. Il culto della Penitente, divulgato in Italia nella seconda metà del Duecento attraverso opere come la Tavola del Maestro della Maddalena all’Accademia di Firenze, si diffonde in Liguria tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, in rapporto con la seconda ondata flagellante dei “Penitenti bianchi”, mantenendosi vitale anche dopo la Controriforma. Dal punto di vista stilistico l’opera risulta palesemente influenzata da Guido Reni è si può ricollegare anch’essa, sia pur in maniera dubitativa, alla bottega dei Niggi.

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