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Francesco Bruno (Porto Maurizio, 1648 - 1721) La Madonna col Bambino e i Santi Maria Maddalena dei Pazzi, Antonio da Padova e Bartolomeo (1682) olio su tela

Piazza Monte Calvario, Santuario di Santa Croce - 18100 Imperia (IM)
Telefono: +393398861464
Francesco Bruno
(Porto Maurizio, 1648 - 1721)
La Madonna col Bambino e i Santi Maria Maddalena dei Pazzi, Antonio da Padova e Bartolomeo (1682)
olio su tela Francesco Bruno (Porto Maurizio, 1648 - 1721) La Madonna col Bambino e i Santi Maria Maddalena dei Pazzi, Antonio da Padova e Bartolomeo (1682) olio su tela

Il dipinto, che proviene dal mercato antiquariale, reca la firma e la data 1682 e rappresenta una testimonianza di primo piano nella ricostruzione del percorso evolutivo del Bruno, di cui resta da accertare la portata delle esperienze avute durante il soggiorno nella capitale dei Papi. Si riscontrano in effetti riprese da Pietro da Cortona nella figura del putto di spalle e da Carlo Maratta in quella del Bimbo, all’interno di una tessitura spaziale romana in cui affiorano gli accenni leggiadri, di lontana ascendenza raffaellesca, destinati a rafforzarsi nelle realizzazioni successive, nelle quali si afferma un dinamismo consono allo spirito settecentesco nell’allungamento delle figure di cui si ha un bell’esempio, nella chiesa, nella Deposizione sull’altare di S. Pietro d’Alcantara.

Francesco Bruno (Porto Maurizio, 1648 - 1721) La Madonna col Bambino e i Santi Maria Maddalena dei Pazzi, Antonio da Padova e Bartolomeo (1682) olio su tela
Piazza Monte Calvario, Santuario di Santa Croce 18100 Imperia (IM)
Telefono: +393398861464

Il dipinto, che proviene dal mercato antiquariale, reca la firma e la data 1682 e rappresenta una testimonianza di primo piano nella ricostruzione del percorso evolutivo del Bruno, di cui resta da accertare la portata delle esperienze avute durante il soggiorno nella capitale dei Papi. Si riscontrano in effetti riprese da Pietro da Cortona nella figura del putto di spalle e da Carlo Maratta in quella del Bimbo, all’interno di una tessitura spaziale romana in cui affiorano gli accenni leggiadri, di lontana ascendenza raffaellesca, destinati a rafforzarsi nelle realizzazioni successive, nelle quali si afferma un dinamismo consono allo spirito settecentesco nell’allungamento delle figure di cui si ha un bell’esempio, nella chiesa, nella Deposizione sull’altare di S. Pietro d’Alcantara.

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