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Scultore ligure (fine sec. XV - inizio sec. XVI) Rilievo raffigurante sant’Anna, la Vergine e il Bambino Marmo bianco rosato

Via Scarincio 50 - 18100 Imperia (IM)
Scultore ligure
(fine sec. XV - inizio sec. XVI)
Rilievo raffigurante sant’Anna, la Vergine e il Bambino
Marmo bianco rosato Scultore ligure (fine sec. XV - inizio sec. XVI) Rilievo raffigurante sant’Anna, la Vergine e il Bambino Marmo bianco rosato

La scultura di sant’Anna Metterza (dal latino met tertia, “io come terza persona”), già di proprietà del marchese Gandolfo e passata nel 1773 alla famiglia Cambiaso, venne collocata probabilmente all’inizio dell’Ottocento nella cappella del Corpus Domini presso l’antica parrocchiale di San Maurizio. Dalla lì fu trasferita il 5 ottobre 1838 nella chiesetta di sant’Antonio Abate alla Marina e, dopo la sua demolizione, passò all’attuale sede nell’ultimo decennio del XIX secolo. Indicata nei testi come opera di scuola lombarda riconducibile a un seguace di Domenico Gagini (o Gaggini), presenta dei richiami allo stile toscano, non incompatibili peraltro con la cosmopolita personalità del Gagini, nato a Bissone nel Canton Ticino nel 1420 e morto a Palermo più di settant’anni dopo, che dimorò per qualche tempo nella casa del Brunelleschi.

Luoghi d'arte collegati

Chiesa Ave Maris Stella alla Marina di Porto Maurizio
Scultore ligure (fine sec. XV - inizio sec. XVI) Rilievo raffigurante sant’Anna, la Vergine e il Bambino Marmo bianco rosato
Via Scarincio 50 18100 Imperia (IM)

La scultura di sant’Anna Metterza (dal latino met tertia, “io come terza persona”), già di proprietà del marchese Gandolfo e passata nel 1773 alla famiglia Cambiaso, venne collocata probabilmente all’inizio dell’Ottocento nella cappella del Corpus Domini presso l’antica parrocchiale di San Maurizio. Dalla lì fu trasferita il 5 ottobre 1838 nella chiesetta di sant’Antonio Abate alla Marina e, dopo la sua demolizione, passò all’attuale sede nell’ultimo decennio del XIX secolo. Indicata nei testi come opera di scuola lombarda riconducibile a un seguace di Domenico Gagini (o Gaggini), presenta dei richiami allo stile toscano, non incompatibili peraltro con la cosmopolita personalità del Gagini, nato a Bissone nel Canton Ticino nel 1420 e morto a Palermo più di settant’anni dopo, che dimorò per qualche tempo nella casa del Brunelleschi.

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