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Oratorio di Santa Croce al Monte Calvario di Porto Maurizio

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Str. Privata Giudice - 18100 Imperia (IM)
Telefono: 0183 666466
Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce al Calvario, esterno Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce al Calvario, esterno
Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce al Calvario, particolare del sagrato con le tre croci Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce al Calvario, particolare del sagrato con le tre croci
Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce al Calvario, veduta sul mare dal piazzale antistante la chiesa Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce al Calvario, veduta sul mare dal piazzale antistante la chiesa
Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce, vista dell’interno con l’altare maggiore Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce, vista dell’interno con l’altare maggiore
Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce, altare di S. Pietro d'Alcantara, sec. XVIII Imperia Porto Maurizio, Santuario di Santa Croce, altare di S. Pietro d'Alcantara, sec. XVIII

Ha sede in vetta al colle a ponente di Porto Maurizio, un tempo denominato Monte Gagliardone per diventare “il Calvario” alla fine del Seicento, allorché il sacerdote Bartolomeo Bruno, di ritorno dalla Palestina, vi sotterrò una zolla raccolta sul luogo della Passione, dando disposizioni per l’erezione di un santuario, che poté essere realizzato grazie al determinante contributo di Teresa Acquarone, vedova Ricci. A ridosso dell’edificio sacro venne aggiunto un convento, in cui nel 1706 s’insediò la confraternita della Santissima Trinità per il riscatto degli schiavi, collegata all’ordine omonimo istituito in Francia alla fine del secolo XII dai Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois e rifondata a Porto Maurizio l’anno prima. Nel 1723 si costruì la loggia antistante e tra il 1727 e il 1789 si aggiunsero le due ali laterali.

La pianta dell’oratorio risulta costruita su un ottagono irregolare, con due cappelle laterali simmetriche: quella di destra è dedicata a S. Antonio di Padova, l’altra a S. Pietro d’Alcantara. La macchina d’altare della prima, documentata al 1705, è opera del ticinese Pietro Riva e proviene dalla chiesa della SS. Annunziata in Porto Maurizio presso l’attuale Piazza Roma, demolita alla fine dell’Ottocento.  L’ancona, acquistata a Roma per la somma di 1200 lire, fu eseguita da Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio (Genova 1639 - Roma 1709). Su una parete della cappella sta lo stemma della famiglia Guarnieri, antica titolare.

L’altare di S. Pietro d’Alcantara, donato dalla famiglia Ricci, proviene pure dalla chiesa dell’Annunziata ed è sormontato dalla Deposizione di Gesù dalla Croce di Francesco Bruno (Porto Maurizio, 1643 - 1721), cugino del fondatore del santuario. Dello stesso artista sono le tele dell’Immacolata Concezione e di S. Pietro d’Alcantara, nonché lo stendardo della confraternita, raffigurante su un lato la Trinità che impone le mani a uno schiavo e sull’altro la Madonna del Buon Rimedio in atto di donare ai Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois i simboli dell’Ordine dei Trinitari. Nella cappella dei Ricci si conservava la trecentesca scultura provenzale della Madonna col Bambino, che si trova ora nell’annesso museo delle Confraternite.

L’altare maggiore, in marmi policromi con mensole sporgenti, è sormontato da una pala di Francesco Carrega (Porto Maurizio, 1706 - 1781) eseguita nel 1756 e raffigurante La Trinità con i Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois. Nella teca sotto la mensa sta il Cristo deposto, detto “Taumaturgo”, acquistato a Lucca sulla fine del Seicento da Bartolomeo Bruno al ritorno dal pellegrinaggio in Terrasanta. A destra della balaustra è collocata la cassa processionale dei Santi fondatori dell’Ordine trinitario, eseguita nel 1923 nel laboratorio di Ferdinando Stuflesser in Val Gardena. Sul lato sinistro si ammira l’altro gruppo ligneo della stessa bottega, raffigurante la Trinità. Nel coro erano collocate le due tele di S. Pasquale che adora il Sacramento e di S. Diego che risana il cieco di Giovanni Odazzi (Roma 1663-1731), allievo del Baciccio, trasferite nel museo.

Il Giovedì Santo la confraternita partecipa in processione, assieme agli altri sodalizi portorini, alla visita ai sepolcri allestiti nelle varie chiese, in ognuna delle quali ha luogo una sosta scandita da canti tradizionali. Lo stesso giorno si svolge nell’oratorio il rito della lavanda dei piedi. L’indomani, Venerdì Santo, si compie presso il Duomo di S. Maurizio il rituale più suggestivo: la calata dalla Croce, rievocante il momento in cui Gesù Cristo viene schiodato dal patibolo per essere deposto nel sepolcro. Nella circostanza un’apposita immagine sacra articolata, che si conserva nella stessa concattedrale, viene inserita in una pittoresca scenografia costruita nel presbiterio dai confratelli della Trinità per rievocare la scena del Golgota.

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Questo luogo appartiene all'itinerario
Oratorio di Santa Croce al Monte Calvario di Porto Maurizio
Tipologia: Edifici religiosi
Str. Privata Giudice 18100 Imperia (IM)
Telefono: 0183 666466

Ha sede in vetta al colle a ponente di Porto Maurizio, un tempo denominato Monte Gagliardone per diventare “il Calvario” alla fine del Seicento, allorché il sacerdote Bartolomeo Bruno, di ritorno dalla Palestina, vi sotterrò una zolla raccolta sul luogo della Passione, dando disposizioni per l’erezione di un santuario, che poté essere realizzato grazie al determinante contributo di Teresa Acquarone, vedova Ricci. A ridosso dell’edificio sacro venne aggiunto un convento, in cui nel 1706 s’insediò la confraternita della Santissima Trinità per il riscatto degli schiavi, collegata all’ordine omonimo istituito in Francia alla fine del secolo XII dai Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois e rifondata a Porto Maurizio l’anno prima. Nel 1723 si costruì la loggia antistante e tra il 1727 e il 1789 si aggiunsero le due ali laterali.

La pianta dell’oratorio risulta costruita su un ottagono irregolare, con due cappelle laterali simmetriche: quella di destra è dedicata a S. Antonio di Padova, l’altra a S. Pietro d’Alcantara. La macchina d’altare della prima, documentata al 1705, è opera del ticinese Pietro Riva e proviene dalla chiesa della SS. Annunziata in Porto Maurizio presso l’attuale Piazza Roma, demolita alla fine dell’Ottocento.  L’ancona, acquistata a Roma per la somma di 1200 lire, fu eseguita da Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio (Genova 1639 - Roma 1709). Su una parete della cappella sta lo stemma della famiglia Guarnieri, antica titolare.

L’altare di S. Pietro d’Alcantara, donato dalla famiglia Ricci, proviene pure dalla chiesa dell’Annunziata ed è sormontato dalla Deposizione di Gesù dalla Croce di Francesco Bruno (Porto Maurizio, 1643 - 1721), cugino del fondatore del santuario. Dello stesso artista sono le tele dell’Immacolata Concezione e di S. Pietro d’Alcantara, nonché lo stendardo della confraternita, raffigurante su un lato la Trinità che impone le mani a uno schiavo e sull’altro la Madonna del Buon Rimedio in atto di donare ai Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois i simboli dell’Ordine dei Trinitari. Nella cappella dei Ricci si conservava la trecentesca scultura provenzale della Madonna col Bambino, che si trova ora nell’annesso museo delle Confraternite.

L’altare maggiore, in marmi policromi con mensole sporgenti, è sormontato da una pala di Francesco Carrega (Porto Maurizio, 1706 - 1781) eseguita nel 1756 e raffigurante La Trinità con i Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois. Nella teca sotto la mensa sta il Cristo deposto, detto “Taumaturgo”, acquistato a Lucca sulla fine del Seicento da Bartolomeo Bruno al ritorno dal pellegrinaggio in Terrasanta. A destra della balaustra è collocata la cassa processionale dei Santi fondatori dell’Ordine trinitario, eseguita nel 1923 nel laboratorio di Ferdinando Stuflesser in Val Gardena. Sul lato sinistro si ammira l’altro gruppo ligneo della stessa bottega, raffigurante la Trinità. Nel coro erano collocate le due tele di S. Pasquale che adora il Sacramento e di S. Diego che risana il cieco di Giovanni Odazzi (Roma 1663-1731), allievo del Baciccio, trasferite nel museo.

Il Giovedì Santo la confraternita partecipa in processione, assieme agli altri sodalizi portorini, alla visita ai sepolcri allestiti nelle varie chiese, in ognuna delle quali ha luogo una sosta scandita da canti tradizionali. Lo stesso giorno si svolge nell’oratorio il rito della lavanda dei piedi. L’indomani, Venerdì Santo, si compie presso il Duomo di S. Maurizio il rituale più suggestivo: la calata dalla Croce, rievocante il momento in cui Gesù Cristo viene schiodato dal patibolo per essere deposto nel sepolcro. Nella circostanza un’apposita immagine sacra articolata, che si conserva nella stessa concattedrale, viene inserita in una pittoresca scenografia costruita nel presbiterio dai confratelli della Trinità per rievocare la scena del Golgota.

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