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Museo delle Confraternite

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Piazza Monte Calvario, Santuario di Santa Croce - 18100 Imperia
Telefono: +393398861464
Imperia, Porto Maurizio, Complesso di Santa Croce al Calvario, sede del Museo delle Confraternite Imperia, Porto Maurizio, Complesso di Santa Croce al Calvario, sede del Museo delle Confraternite
Imperia, Porto Maurizio, Museo delle Confraternite, la processione Imperia, Porto Maurizio, Museo delle Confraternite, la processione
Imperia, Porto Maurizio, Museo delle Confraternite, allestimento della terza sala con la tela del Bensa Imperia, Porto Maurizio, Museo delle Confraternite, allestimento della terza sala con la tela del Bensa
Imperia, Porto Maurizio, Museo delle Confraternite, catena da piedi in ferro, sec. XVIII Imperia, Porto Maurizio, Museo delle Confraternite, catena da piedi in ferro, sec. XVIII

Istituito nel 2011 nelle stanze dell’ex convento dei Trinitari all’indomani di un impegnativo restauro dell’intero complesso portato avanti a partire dal 2002, documenta la storia del sodalizio religioso insediato sul Monte Calvario nel 1706 per iniziativa di don Bartolomeo Bruno, in ideale collegamento con l’ordine istituito in Francia nel 1198 dai Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois. Lo scopo principale dell’iniziativa è stato peraltro quello di salvaguardare la memoria del fenomeno confraternale nel suo insieme, dando spazio ad arredi sacri e altro oggetti forniti da istituti analoghi.

Nelle sale del percorso espositivo sono state trasferite alcune testimonianze artistiche già nella chiesa, senza peraltro pervenire a una loro decontestualizzazione. Non va dimenticato infatti come, in oltre tre secoli di storia, il santuario si sia arricchito di opere eseguite per destinazioni diverse, di cui le più importanti sono la Madonna col Bambino di scuola provenzale - donata da un privato - e l’Apparizione della Vergine a S. Antonio da Padova di Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio, traslocata in seguito alla demolizione del convento francescano dell’Annunziata assieme all’altare e alle due tele di Giovanni Odazzi descritte nelle rispettive schede. In questo lasso di tempo il convento si è trovato a ospitare, oltre ai Trinitari, i padri Cappuccini, le suore Carmelitane, l’artista inglese Edgar Wood (Middleton 1860 - Imperia 1935) e infine il nucleo di Emergenza e Protezione Civile, costituitosi nel 1986 come ramo umanitario della confraternita della Trinità.

Nella progettazione del museo ci si è imposto l’obiettivo di non alterare l’aspetto originario degli spazi, conservando gli infissi preesistenti ed evitando sistemi d’illuminazione aggressivi o apparati didattici ridondanti. Si è invece pensato di favorire la flessibilità espositiva, sia per organizzare mostre, sia in vista di un eventuale accrescimento delle collezioni in conseguenza di lasciti, o rinvenimenti sul genere di quelli avvenuti in occasione del restauro. Nella circostanza sono stati scoperti nel sottotetto, nascosti con ogni probabilità durante periodo bellico per sottrarli alle truppe tedesche, alcuni dipinti di buona mano riferibili in parte a Francesco Bruno (Porto Maurizio 1648-1721) e a Bernardo Castello (Genova 1557-1629).

Tra le opere esposte è notevole per antichità la citata scultura medievale in pietra con tracce di policromia della Madonna col Bambino, alla quale sono stati affiancati nell’allestimento un capitello e una candelabra in marmo che servivano a formare un’acquasantiera, a proposito della quale correva la voce che fosse stata sezionata e sepolta nel giardino per salvarla dai saccheggi delle truppe napoleoniche. Tra le altre testimonianze scultoree si segnala il busto del Fondatore, opera di Salvatore Revelli (Taggia 1816 - Roma 1859) con la probabile collaborazione dell’allievo Filippo Ghersi.

Nella saletta dedicata ai pittori locali, oltre ai pezzi superstiti di una Via Crucis realizzata dalla bottega dei Carrega, si trova ben rappresentato Francesco Bruno (cugino del fondatore del santuario), di cui è stata di recente acquisita una tela con la data 1682. Nel locale successivo troviamo la Madonna con Bambino e Sante di Carlo Bensa, per molti anni ospitata nei depositi della Pinacoteca civica, nonché i due dipinti già ricordati di Giovanni Odazzi (Roma, 1663 - 1731) che raffigurano rispettivamente San Pasquale Baylon in adorazione del Sacramento e San Diego d’Alcala in atto di risanare un cieco. Fino all’ultimo decennio dell’Ottocento essi si trovavano nella distrutta chiesa dell’Annunziata sull’attuale piazza Roma, dove affiancavano la pala della Madonna con Bambino e S. Antonio da Padova di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, nato a Genova nel 1639 e morto a Roma nel 1709, maestro dell’Odazzi, rimasta quest’ultima nel santuario della Santa Croce.

Nella sala dedicata alla storia della compagnia trinitaria sono esposte in una vetrata alcune espressioni di arte minore, tra cui le catene di ferro portate in voto al santuario da qualche schiavo liberato. Nel corridoio è stata infine simulata una processione con manichini indossanti vesti già appartenute alla confraternita della SS. Annunziata di Pietrabruna.

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario
Museo delle Confraternite
Tipologia: Edifici religiosi
Piazza Monte Calvario, Santuario di Santa Croce 18100 Imperia
Telefono: +393398861464

Istituito nel 2011 nelle stanze dell’ex convento dei Trinitari all’indomani di un impegnativo restauro dell’intero complesso portato avanti a partire dal 2002, documenta la storia del sodalizio religioso insediato sul Monte Calvario nel 1706 per iniziativa di don Bartolomeo Bruno, in ideale collegamento con l’ordine istituito in Francia nel 1198 dai Santi Giovanni di Matha e Felice di Valois. Lo scopo principale dell’iniziativa è stato peraltro quello di salvaguardare la memoria del fenomeno confraternale nel suo insieme, dando spazio ad arredi sacri e altro oggetti forniti da istituti analoghi.

Nelle sale del percorso espositivo sono state trasferite alcune testimonianze artistiche già nella chiesa, senza peraltro pervenire a una loro decontestualizzazione. Non va dimenticato infatti come, in oltre tre secoli di storia, il santuario si sia arricchito di opere eseguite per destinazioni diverse, di cui le più importanti sono la Madonna col Bambino di scuola provenzale - donata da un privato - e l’Apparizione della Vergine a S. Antonio da Padova di Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio, traslocata in seguito alla demolizione del convento francescano dell’Annunziata assieme all’altare e alle due tele di Giovanni Odazzi descritte nelle rispettive schede. In questo lasso di tempo il convento si è trovato a ospitare, oltre ai Trinitari, i padri Cappuccini, le suore Carmelitane, l’artista inglese Edgar Wood (Middleton 1860 - Imperia 1935) e infine il nucleo di Emergenza e Protezione Civile, costituitosi nel 1986 come ramo umanitario della confraternita della Trinità.

Nella progettazione del museo ci si è imposto l’obiettivo di non alterare l’aspetto originario degli spazi, conservando gli infissi preesistenti ed evitando sistemi d’illuminazione aggressivi o apparati didattici ridondanti. Si è invece pensato di favorire la flessibilità espositiva, sia per organizzare mostre, sia in vista di un eventuale accrescimento delle collezioni in conseguenza di lasciti, o rinvenimenti sul genere di quelli avvenuti in occasione del restauro. Nella circostanza sono stati scoperti nel sottotetto, nascosti con ogni probabilità durante periodo bellico per sottrarli alle truppe tedesche, alcuni dipinti di buona mano riferibili in parte a Francesco Bruno (Porto Maurizio 1648-1721) e a Bernardo Castello (Genova 1557-1629).

Tra le opere esposte è notevole per antichità la citata scultura medievale in pietra con tracce di policromia della Madonna col Bambino, alla quale sono stati affiancati nell’allestimento un capitello e una candelabra in marmo che servivano a formare un’acquasantiera, a proposito della quale correva la voce che fosse stata sezionata e sepolta nel giardino per salvarla dai saccheggi delle truppe napoleoniche. Tra le altre testimonianze scultoree si segnala il busto del Fondatore, opera di Salvatore Revelli (Taggia 1816 - Roma 1859) con la probabile collaborazione dell’allievo Filippo Ghersi.

Nella saletta dedicata ai pittori locali, oltre ai pezzi superstiti di una Via Crucis realizzata dalla bottega dei Carrega, si trova ben rappresentato Francesco Bruno (cugino del fondatore del santuario), di cui è stata di recente acquisita una tela con la data 1682. Nel locale successivo troviamo la Madonna con Bambino e Sante di Carlo Bensa, per molti anni ospitata nei depositi della Pinacoteca civica, nonché i due dipinti già ricordati di Giovanni Odazzi (Roma, 1663 - 1731) che raffigurano rispettivamente San Pasquale Baylon in adorazione del Sacramento e San Diego d’Alcala in atto di risanare un cieco. Fino all’ultimo decennio dell’Ottocento essi si trovavano nella distrutta chiesa dell’Annunziata sull’attuale piazza Roma, dove affiancavano la pala della Madonna con Bambino e S. Antonio da Padova di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, nato a Genova nel 1639 e morto a Roma nel 1709, maestro dell’Odazzi, rimasta quest’ultima nel santuario della Santa Croce.

Nella sala dedicata alla storia della compagnia trinitaria sono esposte in una vetrata alcune espressioni di arte minore, tra cui le catene di ferro portate in voto al santuario da qualche schiavo liberato. Nel corridoio è stata infine simulata una processione con manichini indossanti vesti già appartenute alla confraternita della SS. Annunziata di Pietrabruna.

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