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Palazzo Spinola (via di Pellicceria)

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
- Genova

Nei stretti carrugi del cuore della Genova medievale, nello slargo di piazza della Pellicceria, si erge l'imponente e nobile palazzo, il più importante e conosciuto tra i palazzi genovesi appartenuti alla famiglia Spinola e l'unica dimora genovese rimasta inalterata. Costruito nel 1593 da Francesco Grimaldi, viene successivamente ereditato dalla famiglia degli Ansaldo-Pallavicino, poi da quella dei Doria, dei Fieschi infine, verso lal metà del XVIII secolo, degli Spinola, che ne curano una parziale ristrutturazione.

Nel 1958 gli eredi lasciano l'intera proprietà, con gli arredi e la preziosa raccolta d'arte, allo Stato Italiano, con la clausola inderogabile che ne venga mantenuto l'aspetto di dimora: nasce la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, una delle maggiori quadrerie della città. Le decorazioni del palazzo sono, in fasi successive, opera di Lazzaro Tavarone, Sebastiano Galeotti, Giovanni Battista Natali e Lorenzo De Ferrari.

Nell'atrio a colonne, abbellito da una fontana settecentesca, c'è il monumento funebre a Francesco Spinola realizzato in forme gotiche forse da Michele dell'Aria e destinato alla scomparsa chiesa di San Domenico. Al primo piano, nella sala affrescata dal Tavarone, sono custodite tele di scuola genovese e fiamminga; i vari salotti sono impreziositi da arredi in "barocchetto" genovese, porcellane cinesi, ceramiche di Albisola seicentesche e pregevoli tele di artisti italiani, come la Giustizia di Giovanni Pisano e l'Ecce Homo di Antonello da Messina.

La stessa ricchezza si ritrova al piano superiore, dove particolare interesse rivestono il Ritratto di fanciullo di Van Dyck, la Madonna addolorata di Bernardo Strozzi nel Salotto Verde e la Madonna orante di Joos Van Cleve. La Galleria degli Specchi è una delle stanze più famose del palazzo. Affrescata da Lorenzo De Ferrari è tutta in stile Luigi XVI: dai tessuti, agli arredi, alle eleganti specchiere che la rivestono interamente.

Nella sala da pranzo i quattro Evangelisti di Van Dyck sono le tele più interessanti. Di recente sono state restaurate e riaperte al pubblico anche le splendide cucine. Il palazzo ospita anche mostre temporanee allestite dal ministero dei Beni Culturali ed espone molti degli oggetti conservati nelle cantine, appartenuti alla famiglia Spinola, opere acquistate dallo stato e ceramiche medievali provenienti da scavi archeologici.

Palazzo Spinola (via di Pellicceria)
Tipologia: Ville e palazzi
Genova

Nei stretti carrugi del cuore della Genova medievale, nello slargo di piazza della Pellicceria, si erge l'imponente e nobile palazzo, il più importante e conosciuto tra i palazzi genovesi appartenuti alla famiglia Spinola e l'unica dimora genovese rimasta inalterata. Costruito nel 1593 da Francesco Grimaldi, viene successivamente ereditato dalla famiglia degli Ansaldo-Pallavicino, poi da quella dei Doria, dei Fieschi infine, verso lal metà del XVIII secolo, degli Spinola, che ne curano una parziale ristrutturazione.

Nel 1958 gli eredi lasciano l'intera proprietà, con gli arredi e la preziosa raccolta d'arte, allo Stato Italiano, con la clausola inderogabile che ne venga mantenuto l'aspetto di dimora: nasce la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, una delle maggiori quadrerie della città. Le decorazioni del palazzo sono, in fasi successive, opera di Lazzaro Tavarone, Sebastiano Galeotti, Giovanni Battista Natali e Lorenzo De Ferrari.

Nell'atrio a colonne, abbellito da una fontana settecentesca, c'è il monumento funebre a Francesco Spinola realizzato in forme gotiche forse da Michele dell'Aria e destinato alla scomparsa chiesa di San Domenico. Al primo piano, nella sala affrescata dal Tavarone, sono custodite tele di scuola genovese e fiamminga; i vari salotti sono impreziositi da arredi in "barocchetto" genovese, porcellane cinesi, ceramiche di Albisola seicentesche e pregevoli tele di artisti italiani, come la Giustizia di Giovanni Pisano e l'Ecce Homo di Antonello da Messina.

La stessa ricchezza si ritrova al piano superiore, dove particolare interesse rivestono il Ritratto di fanciullo di Van Dyck, la Madonna addolorata di Bernardo Strozzi nel Salotto Verde e la Madonna orante di Joos Van Cleve. La Galleria degli Specchi è una delle stanze più famose del palazzo. Affrescata da Lorenzo De Ferrari è tutta in stile Luigi XVI: dai tessuti, agli arredi, alle eleganti specchiere che la rivestono interamente.

Nella sala da pranzo i quattro Evangelisti di Van Dyck sono le tele più interessanti. Di recente sono state restaurate e riaperte al pubblico anche le splendide cucine. Il palazzo ospita anche mostre temporanee allestite dal ministero dei Beni Culturali ed espone molti degli oggetti conservati nelle cantine, appartenuti alla famiglia Spinola, opere acquistate dallo stato e ceramiche medievali provenienti da scavi archeologici.