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Torre Embriaci

Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
- Genova
La Torre La Torre

Le prime fonti documentarie che attestano l'esistenza della consorteria degli Embriaci attorno al complesso di Santa Maria in Passione risalgono agli ultimi decenni del XII secolo, epoca nella quale più torri appartenenti alla stessa famiglia vengono erette in funzione difensiva proprio al culmine della loro contrada.

La Torre Embriaci che si innalza ancora perfettamente conservata sulle pendici di Castello, si poneva in stretta relazione con quella di Bonifacio Embriaco (1308), oggi non più esistente, situata sul percorso di crinale che, dopo aver attraversato la stessa collina, dava accesso al palazzo fortificato del Vescovo. Proprio lungo tale percorso dovevano allinearsi le case della famiglia durante tutto il periodo medioevale, come risulta da studi compiuti sugli insediamenti nobiliari urbani del XV secolo (E. Poleggi-L. Grossi Bianchi).

L'importanza degli Embriaci, oltre all'attivita mercantile in Medio Oriente, sembra soprattutto legata all'origine viscontile ed alla posizione politica di preminenza assunta già al tempo dei primi governi consolari. Inoltre, il prestigio conquistato da Guglielmo Embriaco in Terra Santa pare abbia consentito alla famiglia di eludere l'ordinanza che imponeva la costruzione di torri superiori agli 80 piedi (circa 24 m), mantenendo intatta l'altezza dell'edificio (41 m).

Il paramento murario è realizzato in conci bugnati di pietra a vista, bucato in altezza da sottili feritoie per l'illuminazione dello spazio interno e concluso da una robusta cornice di tre ordini di archetti pensili in aggetto. Il coronamento a merlatura guelfa di forma quadrata posto al termine della costruzione è frutto di un intervento di restauro eseguito da Orlando Grosso tra il 1926 e il 1927, primo atto di una lunga stagione di attività nel settore della tutela e del restauro dei monumenti della città.

Torre Embriaci
Tipologia: Castelli e fortificazioni
Genova

Le prime fonti documentarie che attestano l'esistenza della consorteria degli Embriaci attorno al complesso di Santa Maria in Passione risalgono agli ultimi decenni del XII secolo, epoca nella quale più torri appartenenti alla stessa famiglia vengono erette in funzione difensiva proprio al culmine della loro contrada.

La Torre Embriaci che si innalza ancora perfettamente conservata sulle pendici di Castello, si poneva in stretta relazione con quella di Bonifacio Embriaco (1308), oggi non più esistente, situata sul percorso di crinale che, dopo aver attraversato la stessa collina, dava accesso al palazzo fortificato del Vescovo. Proprio lungo tale percorso dovevano allinearsi le case della famiglia durante tutto il periodo medioevale, come risulta da studi compiuti sugli insediamenti nobiliari urbani del XV secolo (E. Poleggi-L. Grossi Bianchi).

L'importanza degli Embriaci, oltre all'attivita mercantile in Medio Oriente, sembra soprattutto legata all'origine viscontile ed alla posizione politica di preminenza assunta già al tempo dei primi governi consolari. Inoltre, il prestigio conquistato da Guglielmo Embriaco in Terra Santa pare abbia consentito alla famiglia di eludere l'ordinanza che imponeva la costruzione di torri superiori agli 80 piedi (circa 24 m), mantenendo intatta l'altezza dell'edificio (41 m).

Il paramento murario è realizzato in conci bugnati di pietra a vista, bucato in altezza da sottili feritoie per l'illuminazione dello spazio interno e concluso da una robusta cornice di tre ordini di archetti pensili in aggetto. Il coronamento a merlatura guelfa di forma quadrata posto al termine della costruzione è frutto di un intervento di restauro eseguito da Orlando Grosso tra il 1926 e il 1927, primo atto di una lunga stagione di attività nel settore della tutela e del restauro dei monumenti della città.