vai al contenuto vai al footer

La chiesa di San Marco al Molo

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
via del Molo - Genova

La costruzione romanica, di cui sono state riportate a vista le superstiti strutture interne, venne innalzata tra il 1173 e il 1185 sul primo molo da un ricco mercante della famiglia Streliaporco, che ne fece dono al Capitolo della Cattedrale.

Oggi abbiamo difficoltà a immaginare la chiesa circondata da tre lati dall'acqua, sormontata dalla torre nolare e con le absidi rivolte verso la terraferma. Per accedervi bisognava raggiungere il promontorio delle Grazie, percorrere tutta la scogliera e tornare indietro sul molo, di cui la stessa doveva occupare il tratto terminale.

Si trovava dunque vicino all'imbocco del canale d'accesso alla piccola darsena, ricavata tra la scogliera naturale e lo stesso sbarramento artificiale su cui era stata costruita e che rientrava a ferro di cavallo in direzione della riva. La facciata guardava a ovest, verso il mare aperto. Già nella seconda metà del XIII secolo lo spostamento a ponente dell'asse dei traffici portuali, il progressivo interramento del primo porto medievale e lo sviluppo urbano dell'area dove era sorta ne hanno determinato il ruolo di parrocchia, che si è così aggiunto a quello di chiesa per i naviganti.

Nel 1510 venne ampliata di una campata per garantire ai parrocchiani e ai foresti di poter meglio presenziare alle liturgie festive. Qualche anno dopo, in seguito alla costruzione delle fortificazioni a mare tra cui primeggia la Porta del Molo progettata dall'Alessi, l'edificio sacro subì l'inversione di orientamento e pesanti modifiche a tutto il corpo di fabbrica. È tuttora considerata la chiesa del porto.

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario
La chiesa di San Marco al Molo
Tipologia: Edifici religiosi
via del Molo Genova

La costruzione romanica, di cui sono state riportate a vista le superstiti strutture interne, venne innalzata tra il 1173 e il 1185 sul primo molo da un ricco mercante della famiglia Streliaporco, che ne fece dono al Capitolo della Cattedrale.

Oggi abbiamo difficoltà a immaginare la chiesa circondata da tre lati dall'acqua, sormontata dalla torre nolare e con le absidi rivolte verso la terraferma. Per accedervi bisognava raggiungere il promontorio delle Grazie, percorrere tutta la scogliera e tornare indietro sul molo, di cui la stessa doveva occupare il tratto terminale.

Si trovava dunque vicino all'imbocco del canale d'accesso alla piccola darsena, ricavata tra la scogliera naturale e lo stesso sbarramento artificiale su cui era stata costruita e che rientrava a ferro di cavallo in direzione della riva. La facciata guardava a ovest, verso il mare aperto. Già nella seconda metà del XIII secolo lo spostamento a ponente dell'asse dei traffici portuali, il progressivo interramento del primo porto medievale e lo sviluppo urbano dell'area dove era sorta ne hanno determinato il ruolo di parrocchia, che si è così aggiunto a quello di chiesa per i naviganti.

Nel 1510 venne ampliata di una campata per garantire ai parrocchiani e ai foresti di poter meglio presenziare alle liturgie festive. Qualche anno dopo, in seguito alla costruzione delle fortificazioni a mare tra cui primeggia la Porta del Molo progettata dall'Alessi, l'edificio sacro subì l'inversione di orientamento e pesanti modifiche a tutto il corpo di fabbrica. È tuttora considerata la chiesa del porto.

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario