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Chiesa di Santa Maria delle Vigne

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Genova

La chiesa è inserita nell'area del centro storico che intorno al X secolo era occupata dalle vigne vescovili, da cui prende il nome. La zona fu oggetto di intensa edificazione in epoca medievale e di una consistente riqualificazione nel Cinquecento. L'edificio attuale risulta dalla ricostruzione e trasformazione (fine Cinquecento) della collegiata delle Vigne (fine X-inizi XI secolo, edificio a tre navate e nove campate originarie, di cui sono sopravvissute alcune strutture e il campanile.

I lavori di trasformazione allungarono le due absidi laterali con la realizzazione di due cappelle affiancate al presbiterio. Solo nel 1646, per volere del Cardinale Stefano Durazzo, la struttura originaria viene sconvolta dalla realizzazione di un unico ambiente separato da colonne binate. L'intervento del 1646, su progetto di Daniele Casella, salva i muri perimetrali medievali ma realizza uno spazio nuovo con cinque ampie campate; all'incrocio del transetto il tiburio medievale viene trasformato nell'attuale tamburo su cui poggia la cupola.

L'opera viene completata da altre decorazioni a stucco e affreschi di gusto neoclassico che grazie alla luminosita dell'ambiente conferiscono alla chiesa un aspetto sontuoso. Il rivestimento in marmo della facciata settecentesca, opera di Ippolito Cremona secondo il gusto neoclassico, risale al 1842. Da segnalare le opere di Lazzaro Tavarone (1612); Giuseppe Palmieri e Gerolamo Brusco (XVIII); Giuseppe Passano (1842); dei polittici del XV secolo attribuiti a Giovanni Mazone e Francesco de' Ferrari; Andrea Carlone; Daniele Solari; Domenico Piola (1690); Giacomo Ponsonelli (1730); una scultura lignea policroma attribuita al Maragliano; Bartolomeo Guidobuono; Carlo Giuseppe Ratti (1770); Bernardo Castello (1580).

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario
Chiesa di Santa Maria delle Vigne
Tipologia: Edifici religiosi
Genova

La chiesa è inserita nell'area del centro storico che intorno al X secolo era occupata dalle vigne vescovili, da cui prende il nome. La zona fu oggetto di intensa edificazione in epoca medievale e di una consistente riqualificazione nel Cinquecento. L'edificio attuale risulta dalla ricostruzione e trasformazione (fine Cinquecento) della collegiata delle Vigne (fine X-inizi XI secolo, edificio a tre navate e nove campate originarie, di cui sono sopravvissute alcune strutture e il campanile.

I lavori di trasformazione allungarono le due absidi laterali con la realizzazione di due cappelle affiancate al presbiterio. Solo nel 1646, per volere del Cardinale Stefano Durazzo, la struttura originaria viene sconvolta dalla realizzazione di un unico ambiente separato da colonne binate. L'intervento del 1646, su progetto di Daniele Casella, salva i muri perimetrali medievali ma realizza uno spazio nuovo con cinque ampie campate; all'incrocio del transetto il tiburio medievale viene trasformato nell'attuale tamburo su cui poggia la cupola.

L'opera viene completata da altre decorazioni a stucco e affreschi di gusto neoclassico che grazie alla luminosita dell'ambiente conferiscono alla chiesa un aspetto sontuoso. Il rivestimento in marmo della facciata settecentesca, opera di Ippolito Cremona secondo il gusto neoclassico, risale al 1842. Da segnalare le opere di Lazzaro Tavarone (1612); Giuseppe Palmieri e Gerolamo Brusco (XVIII); Giuseppe Passano (1842); dei polittici del XV secolo attribuiti a Giovanni Mazone e Francesco de' Ferrari; Andrea Carlone; Daniele Solari; Domenico Piola (1690); Giacomo Ponsonelli (1730); una scultura lignea policroma attribuita al Maragliano; Bartolomeo Guidobuono; Carlo Giuseppe Ratti (1770); Bernardo Castello (1580).

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