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Il Futurismo nel Golfo dei Poeti.

Il Golfo della Spezia fu un luogo elettivo per Marinetti che lo definì “Golfo delle Meraviglie” per aver realizzato la più elegante fusione tra bellezza naturale e plastico intervento umano. La città della Spezia, alla fine degli anni venti, per la presenza di ben due aeroporti, che riverberavano la fama delle trasvolate degli idrovolanti di Balbo, diede impulso all'aerovita. Il successivo connubio tra lo spezzino Renato Righetti e l'aeropittore Fillia resero negli anni '30 l'ambiente artistico e culturale della città del tutto sprovincializzato, straordinario e quasi epico.

Primo risultato di questo sodalizio fu la Mostra del ‘32 Aereopittura Arte Sacra Futurista che si tenne alla Casa d’Arte. Marinetti partecipò all'evento con due conferenze, la presentazione del volume di latta Poemi Simultanei Futuristi e con il pranzo futurista tenuto sulla terrazza dell'Albergo Croce di Malta. Il secondo fu la stampa dei sette numeri della rivista Terra dei Vivi dove apparvero contributi culturali e iniziative destinate a lasciare il segno, collaborarono Marinetti, Prampolini, Oriani, D’Errico. Sul numero d'esordio che aveva come assunto programmatico "glorificare in ogni numero tutti gli aspetti naturali dei paesaggi italiani perfezionati e divinizzati dalla veloce vita aerea” apparve il Bando del Premio Nazionale di Pittura Golfo della Spezia. Furono ammessi 86 artisti con 154 opere, la giuria fu presieduta da Marinetti, composta da Ojetti, Casorati, Fillia, Prampolini, Mariani e Carmassi, spezzino.

Il primo premio venne assegnato al grande vedutista Gerardo Dottori per il trittico Il Golfo Armato, di quest'opera sono andati smarriti i due pannelli laterali, nel frattempo Marinetti lancia la sua sfida ai poeti d'Italia, invitandoli a cantare il Golfo della Spezia. Raccolsero la sfida 92 poeti, la giuria formata da Prampolini, Fillia, Orazi, Mazzoni e Costa ne selezionò 14 che si affrontarono al Teatro Civico il 3 e 4 Ottobre 1935. Venne proclamato vincitore Marinetti con il parolibero Aeropoema del Golfo della Spezia, gli altri premiati furono: Covoni, Farfa, Righetti, Steiner e Scurto. Col gran finale della serata al Civico e, di lì a poco, con l'inaugurazione del Palazzo delle Poste dell'architetto Mazzoni e la realizzazione del mosaico Le Telecomunicazioni di Fillia e Prampolini si avviava a conclusione l'esplosiva aerovita spezzina.

Il Futurismo ebbe alla Spezia anche un ruolo di grande rilievo nell'espansione edilizia, con il dinamismo di una progettualità risolta in chiave eclettica, modernista, futurista e razionalista. Nel 1933 una vera e propria pattuglia futurista percorse in lungo e in largo le sponde e le soprastanti colline del Golfo, primi fra tutti Fillia e Prampolini, Di Bosso, Perruzzi, la Mori e lo spezzino Balestri. Lerici e il suo Castello, così come Portovenere e il Golfo, furono protagonisti della geografia paesaggistico ambientale del secondo Futurismo e dell'attività di Fillia che espresse un'estetica del paesaggio in una chiave intensamente toccata dal rapporto tra uomo e ambiente, dovuta al suo interrogarsi sul misterioso mondo superumano e sul rinnovamento che la civiltà meccanica imprimeva a questo rapporto.

La tarda scoperta futurista della città e la nuova visione virata del paesaggio ebbe un velocissimo declino, in primo luogo a causa della scomparsa improvvisa e precoce di due grandi protagonisti della scena futurista in città. L’architetto Costa muore nel luglio del '36, alcuni mesi prima la tubercolosi aveva posto fine alla vita di Fillia, entrambi avevano accolto con entusiasmo il fascismo, ma con lo sguardo rivolto al Futurismo diciannovista che si era configurato come movimento d'avanguardia, carico di grande forza provocatoria. L'attualità dei principi futuristi verranno trasmessi alla nuova arte italiana del dopoguerra, divenendo "vera e propria tradizione operante", diramatasi per diversi aspetti nei linguaggi di Fontana, Burri, Dorazio e Vedova fino ai neodada e alla cosiddetta pop romana.

Puoi consultare le tappe dell'itinerario dalla mappa interattiva o dall'elenco sottostante
Il Futurismo nel Golfo dei Poeti.

Il Golfo della Spezia fu un luogo elettivo per Marinetti che lo definì “Golfo delle Meraviglie” per aver realizzato la più elegante fusione tra bellezza naturale e plastico intervento umano. La città della Spezia, alla fine degli anni venti, per la presenza di ben due aeroporti, che riverberavano la fama delle trasvolate degli idrovolanti di Balbo, diede impulso all'aerovita. Il successivo connubio tra lo spezzino Renato Righetti e l'aeropittore Fillia resero negli anni '30 l'ambiente artistico e culturale della città del tutto sprovincializzato, straordinario e quasi epico.

Primo risultato di questo sodalizio fu la Mostra del ‘32 Aereopittura Arte Sacra Futurista che si tenne alla Casa d’Arte. Marinetti partecipò all'evento con due conferenze, la presentazione del volume di latta Poemi Simultanei Futuristi e con il pranzo futurista tenuto sulla terrazza dell'Albergo Croce di Malta. Il secondo fu la stampa dei sette numeri della rivista Terra dei Vivi dove apparvero contributi culturali e iniziative destinate a lasciare il segno, collaborarono Marinetti, Prampolini, Oriani, D’Errico. Sul numero d'esordio che aveva come assunto programmatico "glorificare in ogni numero tutti gli aspetti naturali dei paesaggi italiani perfezionati e divinizzati dalla veloce vita aerea” apparve il Bando del Premio Nazionale di Pittura Golfo della Spezia. Furono ammessi 86 artisti con 154 opere, la giuria fu presieduta da Marinetti, composta da Ojetti, Casorati, Fillia, Prampolini, Mariani e Carmassi, spezzino.

Il primo premio venne assegnato al grande vedutista Gerardo Dottori per il trittico Il Golfo Armato, di quest'opera sono andati smarriti i due pannelli laterali, nel frattempo Marinetti lancia la sua sfida ai poeti d'Italia, invitandoli a cantare il Golfo della Spezia. Raccolsero la sfida 92 poeti, la giuria formata da Prampolini, Fillia, Orazi, Mazzoni e Costa ne selezionò 14 che si affrontarono al Teatro Civico il 3 e 4 Ottobre 1935. Venne proclamato vincitore Marinetti con il parolibero Aeropoema del Golfo della Spezia, gli altri premiati furono: Covoni, Farfa, Righetti, Steiner e Scurto. Col gran finale della serata al Civico e, di lì a poco, con l'inaugurazione del Palazzo delle Poste dell'architetto Mazzoni e la realizzazione del mosaico Le Telecomunicazioni di Fillia e Prampolini si avviava a conclusione l'esplosiva aerovita spezzina.

Il Futurismo ebbe alla Spezia anche un ruolo di grande rilievo nell'espansione edilizia, con il dinamismo di una progettualità risolta in chiave eclettica, modernista, futurista e razionalista. Nel 1933 una vera e propria pattuglia futurista percorse in lungo e in largo le sponde e le soprastanti colline del Golfo, primi fra tutti Fillia e Prampolini, Di Bosso, Perruzzi, la Mori e lo spezzino Balestri. Lerici e il suo Castello, così come Portovenere e il Golfo, furono protagonisti della geografia paesaggistico ambientale del secondo Futurismo e dell'attività di Fillia che espresse un'estetica del paesaggio in una chiave intensamente toccata dal rapporto tra uomo e ambiente, dovuta al suo interrogarsi sul misterioso mondo superumano e sul rinnovamento che la civiltà meccanica imprimeva a questo rapporto.

La tarda scoperta futurista della città e la nuova visione virata del paesaggio ebbe un velocissimo declino, in primo luogo a causa della scomparsa improvvisa e precoce di due grandi protagonisti della scena futurista in città. L’architetto Costa muore nel luglio del '36, alcuni mesi prima la tubercolosi aveva posto fine alla vita di Fillia, entrambi avevano accolto con entusiasmo il fascismo, ma con lo sguardo rivolto al Futurismo diciannovista che si era configurato come movimento d'avanguardia, carico di grande forza provocatoria. L'attualità dei principi futuristi verranno trasmessi alla nuova arte italiana del dopoguerra, divenendo "vera e propria tradizione operante", diramatasi per diversi aspetti nei linguaggi di Fontana, Burri, Dorazio e Vedova fino ai neodada e alla cosiddetta pop romana.