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Orefice senese, seguace di Guccio di Mannaia. Croce-Reliquiario, secolo XIV, primo decennio. Argento fuso, inciso, cesellato, dorato e smalti traslucidi

Piazza Firmafede 1 - 19038 Sarzana (SP)
Croce-Reliquiario, orefice senese, secolo XIV (primo decennio) Croce-Reliquiario, orefice senese, secolo XIV (primo decennio)

La croce reliquiario proviene dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, accostabile per le strette affinità tecniche alla croce reliquiario stazionale della Cattedrale di Padova, va collocata tra quelle opere che attestano la diffusione, tra la fine del secolo XIII e l’inizio del successivo, della tecnica degli smalti traslucidi.

Donata Devoti assegna la croce ad un maestro senese strettamente legato a Guccio di Mannaia e sottolinea la stupefacente capacità tecnica dell’artefice che l’esiguità dello spazio destinato alle figurazioni sembra evidenziare. La Croce venne restaurata senza subire manomissioni mantenendo la presenza dei tituli in smalto blu originali.

La posizione privilegiata e apicale riservata ad un frammento “de Capte S. Andree” ha consentito di ipotizzare che fosse stata commissionata per la Pieve di Sant’Andrea, infatti negli anni in cui la croce presumibilmente fu eseguita l’edificazione della cattedrale era in itinere. La presenza delle reliquie di San Francesco e San Domenico è una chiara allusione alla “traditio” relativa all’incontro dei due santi fuori dalle mura di Sarzana. 

Luoghi d'arte collegati

Oratorio della Misericordia Museo Diocesano (Sarzana)
Orefice senese, seguace di Guccio di Mannaia. Croce-Reliquiario, secolo XIV, primo decennio. Argento fuso, inciso, cesellato, dorato e smalti traslucidi
Piazza Firmafede 1 19038 Sarzana (SP)

La croce reliquiario proviene dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, accostabile per le strette affinità tecniche alla croce reliquiario stazionale della Cattedrale di Padova, va collocata tra quelle opere che attestano la diffusione, tra la fine del secolo XIII e l’inizio del successivo, della tecnica degli smalti traslucidi.

Donata Devoti assegna la croce ad un maestro senese strettamente legato a Guccio di Mannaia e sottolinea la stupefacente capacità tecnica dell’artefice che l’esiguità dello spazio destinato alle figurazioni sembra evidenziare. La Croce venne restaurata senza subire manomissioni mantenendo la presenza dei tituli in smalto blu originali.

La posizione privilegiata e apicale riservata ad un frammento “de Capte S. Andree” ha consentito di ipotizzare che fosse stata commissionata per la Pieve di Sant’Andrea, infatti negli anni in cui la croce presumibilmente fu eseguita l’edificazione della cattedrale era in itinere. La presenza delle reliquie di San Francesco e San Domenico è una chiara allusione alla “traditio” relativa all’incontro dei due santi fuori dalle mura di Sarzana. 

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Oratorio della Misericordia Museo Diocesano (Sarzana)