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Cattedrale di Santa Maria Assunta

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Piazza Nicolò V - 19038 Sarzana (SP)
La facciata La facciata
Il campanile Il campanile
La facciata La facciata
La facciata La facciata

All’inizio del XIII secolo i canonici della Cattedrale di Luni, a seguito del riordino delle sedi vescovili voluto dal papato, decisero di spostare la sede episcopale nel borgo di Sarzana. Venne prescelta la chiesa di San Basilio, una delle due pievi edificate nel XII secolo e situate a poca distanza tra loro. La decisione venne ratificata da Innocenzo III con proprie bolle del 7 marzo 1203 e del 25 marzo 1204 che decretarono il trasferimento della sede episcopale, ma non quello del titolo.  L'opera di ampliamento prese subito corpo e alla metà del XIV secolo la nuova cattedrale di Sarzana poté considerarsi terminata o quasi. Nell’anno 1355 venne apposto sul grande portale d’ingresso il nome di tal Michelino de Vivaldo, considerato autore dell’imponente opera a lieve aggetto, ornata su ogni lato da tre colonnine. Il paramento della facciata presentava blocchi regolari di macigno riferibili a maestranze di probabile origine campionese, ancora visibili nelle parti laterali nella muratura del corpo originario. Della fase medievale rimane il campanile merlato caratterizzato da quattro ordini di aperture, dal basso verso l'alto: monofore, bifore, trifore e quadrifore. Nel 1474 la facciata verrà rivestita da grandi conci marmorei regolari ad opera di Leonardo Riccomanni da Pietrasanta e sempre nel 1474 venne completato il rosone dallo scultore Lorenzo da Pietrasanta, come reca a memoria la scritta sulla facciata.

L’interno, assegnabile nella prima fase a maestranze campionesi, presenta un corpo a tre navate privo di transetto, suddiviso da raffinate e snelle colonne ottagonali in marmo apuano, ridotte a due per lato che sorreggono ampi archi longitudinali perfettamente semi circolari, i bei capitelli delle colonne, arricchiti da fogliette o del tipo a crochet con protomi umane o animali, sono attribuibili invece a maestranze pisane. Derivata dai modelli delle architetture medicanti è la soluzione delle coperture lignee delle navate a capriate che vennero impreziosite da una decorazione pittorica completata alla fine del XV secolo dal maestro Gottardo.

La costruzione delle due grandi cappelle lungo i fianchi della cattedrale, oggi dedicate alla Purificazione a destra e a San Tommaso a sinistra, fu avviata nel maggio 1450 dai maestri Antonio Maffioli da Carrara e da Benedetto Beltrami da Campione, su incarico della madre e del fratellastro di Nicolò V il Cardinale Filippo Calandrini. La prima cappella di sinistra detta di San Tommaso venne completata e inaugurata il 3 ottobre 1460, sulla parete di fondo venne posizionata la Maestà dell’Incoronazione iniziata da Leonardo Riccomanni nel 1432 e portata a termine nel 1447 costruita su più registri sovrapposti, in un ibrido dove convivono connotati in senso gotico e il lessico nuovo delle modanature dei pilastri laterali. La Crocifissione posta al centro appartiene alla maturità di Leonardo, anni ‘40 e fine anni ‘50, quando abbandonata la composta eleganza delle prime opere approda ad un linguaggio più emotivo, coinvolgente e agitato. Nel 1463 gli viene commissionata la Maestà dell’Assunta per l’altare maggiore, progetto protrattosi fino al 1474, oggi collocata nella prima cappella di destra, mentre nel coro si trova tuttora l’alto rilievo dell’Assunzione nell’atto di cedere all’apostolo Tommaso la propria cintura. 

Le caratteristiche della pala, stigmatizzate dal volto pieno della Vergine, dal gioco delle pieghe del manto, e dalla sapiente distribuzione delle figure angeliche, persuadono a collocare l’esecuzione prima del 1470 quando l’autore giunge ad una dimensione d’insistente inquietudine. Ad un anonimo collaboratore spettano i tre santi posti alla sinistra di chi guarda (Nicola di Bari, Filippo Evangelista, Pietro), mentre i tre santi posti sull’altro lato (Paolo, Andrea e Giovanni Battista) sono da attribuirsi al nipote Francesco Riccomanni. Completata la chiesa, con l'intitolazione a Santa Maria Assunta, fu papa Paolo II nel 1465 a trasferire il titolo episcopale e relativi diritti da Luni a Sarzana, elevando la chiesa di Santa Maria Assunta al titolo di cattedrale della nuova diocesi di Luni-Sarzana.
Nuovi lavori di abbellimento, soprattutto legati alle nuove forme artistiche barocche, si compirono nel XVII secolo, con la sistemazione dell'abside. Lungo le navate laterali si aprirono quattro cappelle, ciascuna con altare in marmi policromi. In fondo ad ognuna delle due navate laterali si aprono due ulteriori cappelle: quella di destra è dedicata al Santissimo Sacramento e al  culto del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo,” che secondo la leggenda di Leobino era giunto nell’ottavo secolo insieme alla scultura del volto di Gesù sulla spiaggia di Luni. Nell'ancona dell'altare della cappella di sinistra, è custodita la preziosa Croce del 1138 dipinta di Mastro Guglielmo. Il vescovo Giovanni Battista Salvago (1590-1632) commissionò a Domenico Fiasella (1569-1669) i pannelli raffiguranti i Santi Giovanni Battisti e Maria Maddalena e i Santi Stefano e Francesco, destinati a proteggere l’opera e oggi trasferiti nel Museo Diocesano. Successivamente il futuro Cardinale Lorenzo Casoni (1645-1720), dopo la rinuncia della famiglia Cattani al giuspatronato della cappella di San Giovanni, mise mano all’ampliamento e alla decorazione della medesima, facendola rivestire di marmi rossi, violacei e gialli scanditi dal lesene in onice, adornandola con gli Angeli ploranti di Giovanni Baratta (1670-1747) e nel 1684 fece realizzare i dipinti della volta da Pietro Andrea Barbieri da Fosdinovo. Il fulcro dell’intera cappella doveva essere la pala d’altare del napoletano Francesco Solimena (1657-1747), oggi collocata in coro, che doveva fungere da teca. La navata centrale termina con la profonda abside semicircolare, interamente occupata dal presbiterio rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa che ospita al centro l'altare maggiore marmoreo. Nel 1617 la cappella dei signori Griffi era stata destinata da Giovan Battista Salvago alla custodia delle sacre reliquie, furono Giacomo e Michele Guidi di Carrara a realizzare il nuovo altare, il rivestimento marmoreo delle pareti laterali e il pavimento. Nel 1626 i protettori dell’opera affidarono sempre a Fiasella l’esecuzione di due dipinti da collocare nella stessa cappella raffiguranti San Lazzaro, Niccolò di Bari e San Giorgio e Santa Apollonia, Lucia e Santa Barbara, opera in cui si coglie l’omaggio del pittore al Raffaello della Santa Cecilia di Bologna.  

continua

Il pittore sarzanese completò la decorazione delle pareti con La Gloria del Preziosissimo Sangue e i due lunettoni raffiguranti il Martirio di Sant’Andrea e la Strage degli Innocenti. Cattedrale costruita fra XIII e XV secolo (di questa fase è testimonianza il campanile merlato), modificata ed ampliata alla fine del XVII secolo. Da segnalare il crocifisso dipinto di Maestro Guglielmo (1138); un reliquiario dell'orafo genovese Nicolò Saluzzo (1615), nonché opere di Domenico Fiasella, Giovanni Cibei, Francesco e Leonardo Riccomanni e Giuseppe Maria Crespi

continua

Un ulteriore rinnovamento della cappella delle reliquie venne affidato a Giovanni Baratta (1670-1747), scultore pienamente affermato, mentre al suo erede Antonio Cybei (1706-1784) realizzò l’incorniciatura marmorea dell’Assunta quattrocentesca e le statue del secondo altare della navata destra dedicato a Sant’Agostino raffiguranti San Giovanni Nepomuceno, Santa Caterina Fieschi e la Fede e la Carità. Il ciclo delle dieci statue di Santi, poste lungo il cordolo interno, vennero affidate a Baldassarre Casoni nel 1740, mentre le sculture dei Santi Eutichiano, Niccolò V e Sergio IV sulla sommità della facciata esterna, sono da attribuirsi a Casoni e Baratta. Venne così definitivamente a prendere forma quell’assetto sei-settecentesco che ancora oggi contraddistingue l’interno della cattedrale e che troverà il suo completamento con la realizzazione del soffitto ligneo da parte di Pietro Giambelli. 

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Tipologia: Edifici religiosi
Piazza Nicolò V 19038 Sarzana (SP)

All’inizio del XIII secolo i canonici della Cattedrale di Luni, a seguito del riordino delle sedi vescovili voluto dal papato, decisero di spostare la sede episcopale nel borgo di Sarzana. Venne prescelta la chiesa di San Basilio, una delle due pievi edificate nel XII secolo e situate a poca distanza tra loro. La decisione venne ratificata da Innocenzo III con proprie bolle del 7 marzo 1203 e del 25 marzo 1204 che decretarono il trasferimento della sede episcopale, ma non quello del titolo.  L'opera di ampliamento prese subito corpo e alla metà del XIV secolo la nuova cattedrale di Sarzana poté considerarsi terminata o quasi. Nell’anno 1355 venne apposto sul grande portale d’ingresso il nome di tal Michelino de Vivaldo, considerato autore dell’imponente opera a lieve aggetto, ornata su ogni lato da tre colonnine. Il paramento della facciata presentava blocchi regolari di macigno riferibili a maestranze di probabile origine campionese, ancora visibili nelle parti laterali nella muratura del corpo originario. Della fase medievale rimane il campanile merlato caratterizzato da quattro ordini di aperture, dal basso verso l'alto: monofore, bifore, trifore e quadrifore. Nel 1474 la facciata verrà rivestita da grandi conci marmorei regolari ad opera di Leonardo Riccomanni da Pietrasanta e sempre nel 1474 venne completato il rosone dallo scultore Lorenzo da Pietrasanta, come reca a memoria la scritta sulla facciata.

L’interno, assegnabile nella prima fase a maestranze campionesi, presenta un corpo a tre navate privo di transetto, suddiviso da raffinate e snelle colonne ottagonali in marmo apuano, ridotte a due per lato che sorreggono ampi archi longitudinali perfettamente semi circolari, i bei capitelli delle colonne, arricchiti da fogliette o del tipo a crochet con protomi umane o animali, sono attribuibili invece a maestranze pisane. Derivata dai modelli delle architetture medicanti è la soluzione delle coperture lignee delle navate a capriate che vennero impreziosite da una decorazione pittorica completata alla fine del XV secolo dal maestro Gottardo.

La costruzione delle due grandi cappelle lungo i fianchi della cattedrale, oggi dedicate alla Purificazione a destra e a San Tommaso a sinistra, fu avviata nel maggio 1450 dai maestri Antonio Maffioli da Carrara e da Benedetto Beltrami da Campione, su incarico della madre e del fratellastro di Nicolò V il Cardinale Filippo Calandrini. La prima cappella di sinistra detta di San Tommaso venne completata e inaugurata il 3 ottobre 1460, sulla parete di fondo venne posizionata la Maestà dell’Incoronazione iniziata da Leonardo Riccomanni nel 1432 e portata a termine nel 1447 costruita su più registri sovrapposti, in un ibrido dove convivono connotati in senso gotico e il lessico nuovo delle modanature dei pilastri laterali. La Crocifissione posta al centro appartiene alla maturità di Leonardo, anni ‘40 e fine anni ‘50, quando abbandonata la composta eleganza delle prime opere approda ad un linguaggio più emotivo, coinvolgente e agitato. Nel 1463 gli viene commissionata la Maestà dell’Assunta per l’altare maggiore, progetto protrattosi fino al 1474, oggi collocata nella prima cappella di destra, mentre nel coro si trova tuttora l’alto rilievo dell’Assunzione nell’atto di cedere all’apostolo Tommaso la propria cintura. 

Le caratteristiche della pala, stigmatizzate dal volto pieno della Vergine, dal gioco delle pieghe del manto, e dalla sapiente distribuzione delle figure angeliche, persuadono a collocare l’esecuzione prima del 1470 quando l’autore giunge ad una dimensione d’insistente inquietudine. Ad un anonimo collaboratore spettano i tre santi posti alla sinistra di chi guarda (Nicola di Bari, Filippo Evangelista, Pietro), mentre i tre santi posti sull’altro lato (Paolo, Andrea e Giovanni Battista) sono da attribuirsi al nipote Francesco Riccomanni. Completata la chiesa, con l'intitolazione a Santa Maria Assunta, fu papa Paolo II nel 1465 a trasferire il titolo episcopale e relativi diritti da Luni a Sarzana, elevando la chiesa di Santa Maria Assunta al titolo di cattedrale della nuova diocesi di Luni-Sarzana.
Nuovi lavori di abbellimento, soprattutto legati alle nuove forme artistiche barocche, si compirono nel XVII secolo, con la sistemazione dell'abside. Lungo le navate laterali si aprirono quattro cappelle, ciascuna con altare in marmi policromi. In fondo ad ognuna delle due navate laterali si aprono due ulteriori cappelle: quella di destra è dedicata al Santissimo Sacramento e al  culto del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo,” che secondo la leggenda di Leobino era giunto nell’ottavo secolo insieme alla scultura del volto di Gesù sulla spiaggia di Luni. Nell'ancona dell'altare della cappella di sinistra, è custodita la preziosa Croce del 1138 dipinta di Mastro Guglielmo. Il vescovo Giovanni Battista Salvago (1590-1632) commissionò a Domenico Fiasella (1569-1669) i pannelli raffiguranti i Santi Giovanni Battisti e Maria Maddalena e i Santi Stefano e Francesco, destinati a proteggere l’opera e oggi trasferiti nel Museo Diocesano. Successivamente il futuro Cardinale Lorenzo Casoni (1645-1720), dopo la rinuncia della famiglia Cattani al giuspatronato della cappella di San Giovanni, mise mano all’ampliamento e alla decorazione della medesima, facendola rivestire di marmi rossi, violacei e gialli scanditi dal lesene in onice, adornandola con gli Angeli ploranti di Giovanni Baratta (1670-1747) e nel 1684 fece realizzare i dipinti della volta da Pietro Andrea Barbieri da Fosdinovo. Il fulcro dell’intera cappella doveva essere la pala d’altare del napoletano Francesco Solimena (1657-1747), oggi collocata in coro, che doveva fungere da teca. La navata centrale termina con la profonda abside semicircolare, interamente occupata dal presbiterio rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa che ospita al centro l'altare maggiore marmoreo. Nel 1617 la cappella dei signori Griffi era stata destinata da Giovan Battista Salvago alla custodia delle sacre reliquie, furono Giacomo e Michele Guidi di Carrara a realizzare il nuovo altare, il rivestimento marmoreo delle pareti laterali e il pavimento. Nel 1626 i protettori dell’opera affidarono sempre a Fiasella l’esecuzione di due dipinti da collocare nella stessa cappella raffiguranti San Lazzaro, Niccolò di Bari e San Giorgio e Santa Apollonia, Lucia e Santa Barbara, opera in cui si coglie l’omaggio del pittore al Raffaello della Santa Cecilia di Bologna.  

continua

Il pittore sarzanese completò la decorazione delle pareti con La Gloria del Preziosissimo Sangue e i due lunettoni raffiguranti il Martirio di Sant’Andrea e la Strage degli Innocenti. Cattedrale costruita fra XIII e XV secolo (di questa fase è testimonianza il campanile merlato), modificata ed ampliata alla fine del XVII secolo. Da segnalare il crocifisso dipinto di Maestro Guglielmo (1138); un reliquiario dell'orafo genovese Nicolò Saluzzo (1615), nonché opere di Domenico Fiasella, Giovanni Cibei, Francesco e Leonardo Riccomanni e Giuseppe Maria Crespi

continua

Un ulteriore rinnovamento della cappella delle reliquie venne affidato a Giovanni Baratta (1670-1747), scultore pienamente affermato, mentre al suo erede Antonio Cybei (1706-1784) realizzò l’incorniciatura marmorea dell’Assunta quattrocentesca e le statue del secondo altare della navata destra dedicato a Sant’Agostino raffiguranti San Giovanni Nepomuceno, Santa Caterina Fieschi e la Fede e la Carità. Il ciclo delle dieci statue di Santi, poste lungo il cordolo interno, vennero affidate a Baldassarre Casoni nel 1740, mentre le sculture dei Santi Eutichiano, Niccolò V e Sergio IV sulla sommità della facciata esterna, sono da attribuirsi a Casoni e Baratta. Venne così definitivamente a prendere forma quell’assetto sei-settecentesco che ancora oggi contraddistingue l’interno della cattedrale e che troverà il suo completamento con la realizzazione del soffitto ligneo da parte di Pietro Giambelli. 

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