vai al contenuto vai al footer

Madonna e San Bernardino, fine sec. XVII inizi sec. XVIII

- Lerici
Madonna e San Bernardino, fine sec. XVII inizi sec. XVIII Madonna e San Bernardino, fine sec. XVII inizi sec. XVIII

Madonna e San Bernardino, fine sec. XVII inizi sec. XVIII, Bottega di Anton Maria Maragliano (Genova 1664 - 1741)
Legno dipinto e dorato

La figura della Madonna, soave e regale, posta su nubi e attorniata da Angeli, si rivolge in un elegante colloquio a San Bernardino con  espressione di soave umanità.
La composizione ha un ritmo dinamico impresso dalle linee spezzate della veste della Vergine che acquista preziose intonazioni, esaltate dal contrasto tra il cremisi e il verde dell’ornato floreale e la lucentezza dell’oro. In questa scultura si manifesta lo stretto rapporto con il noto  scultore genovese ,evidenziato dalla pertinenza al grandioso schema del teatro barocco e dalla ricercatezza dell’ornato finemente inciso, espresso nel decoro dell’abito della Vergine e nell’intaglio accentuatamente realistico mosso dei capelli.
Dal confronto con l’immagine pubblicata da P. Colotto nel testo Lerici e le sue Chiese del 1980, appaiono mancanti i tre angeli che attorniavano le nubi su cui poggia la statua della Madonna.
La presenza del Santo patrono indica l’originalità della provenienza anche se il modellato vigoroso, meno incisivo ma comunque raffinato come indicano i dettagli delle mani e le scomposte chiome, fanno propendere per interventi differenziati tra gli allievi del Maragliano. 

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino (Lerici)
Madonna e San Bernardino, fine sec. XVII inizi sec. XVIII
Lerici

Madonna e San Bernardino, fine sec. XVII inizi sec. XVIII, Bottega di Anton Maria Maragliano (Genova 1664 - 1741)
Legno dipinto e dorato

La figura della Madonna, soave e regale, posta su nubi e attorniata da Angeli, si rivolge in un elegante colloquio a San Bernardino con  espressione di soave umanità.
La composizione ha un ritmo dinamico impresso dalle linee spezzate della veste della Vergine che acquista preziose intonazioni, esaltate dal contrasto tra il cremisi e il verde dell’ornato floreale e la lucentezza dell’oro. In questa scultura si manifesta lo stretto rapporto con il noto  scultore genovese ,evidenziato dalla pertinenza al grandioso schema del teatro barocco e dalla ricercatezza dell’ornato finemente inciso, espresso nel decoro dell’abito della Vergine e nell’intaglio accentuatamente realistico mosso dei capelli.
Dal confronto con l’immagine pubblicata da P. Colotto nel testo Lerici e le sue Chiese del 1980, appaiono mancanti i tre angeli che attorniavano le nubi su cui poggia la statua della Madonna.
La presenza del Santo patrono indica l’originalità della provenienza anche se il modellato vigoroso, meno incisivo ma comunque raffinato come indicano i dettagli delle mani e le scomposte chiome, fanno propendere per interventi differenziati tra gli allievi del Maragliano. 

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino (Lerici)