vai al contenuto vai al footer

Ciclo di affreschi, Giuseppe Galeotti, sec. XVIII

via della Chiesa - 19028 Varese Ligure (SP)
decorazione ad affresco della volta, Giuseppe Galeotti, sec. XVIII decorazione ad affresco della volta, Giuseppe Galeotti, sec. XVIII
decorazione ad affresco della volta, Giuseppe Galeotti, sec. XVIII (particolare con la Lavanda dei piedi) decorazione ad affresco della volta, Giuseppe Galeotti, sec. XVIII (particolare con la Lavanda dei piedi)
decorazione ad affresco della volta, Giuseppe Galeotti, sec. XVIII (particolare della Lavanda dei piedi) decorazione ad affresco della volta, Giuseppe Galeotti, sec. XVIII (particolare della Lavanda dei piedi)

San Rocco intercede per gli appestati, San Antonio Abate nel deserto, Lavanda dei piedi, Giuseppe Galeotti (Firenze 1709 - Genova 1777)
ciclo di affreschi, quarto decennio secolo XVIII

La narrazione affrontata nei tre affreschi rappresenta la ragione teologica e devozionale che sostiene l'attività della Confraternita delle Cinque Piaghe: preghiera e carità. Gli statuti del 1654 raccomandano con precise norme e prescrizioni questi doveri. In particolare in relazione alle "azioni" da svolgere il Giovedì Santo è scritto: "…dispensa del pane a' poveri e focacce a confratelli, come della lavazione de piedi ed altre devozioni sia congregata la compagnia dei confratelli" (Spagiari, 1989).
Nella descrizione storico artistica di Varese Ligure del 1850, Giuseppe Casalis menziona stucchi, dorature ed affreschi dell'Oratorio dei Santi Rocco e Antonio Abate. I Remondini nel 1889 riprendono tali note aggiungendo una precisa attribuzione: "…e il Casalis parlando di questo Oratorio lo loda per la ricchezza dei stucchi, per dorature e per gli affreschi del Galeotti".

La stesura dei tre affreschi non è del tutto omogenea nella resa narrativa che appare maggiormente convincente nell'ovale raffigurante la Lavanda dei piedi, opera in cui il personale linguaggio dell'autore accoglie stimoli precisi da un filone della cultura visiva diffusa a Genova in quegli anni, ad esempio l'immobilità preziosa derivata dal Marcantonio Franceschini (1648 – 1729) degli affreschi dell'oratorio di San Filippo a Genova, la grazia nel segno e nell'accostamento cromatico che rimanda al gusto di Jacopo Antonio Boni (1688–1766).
La composizione dei tre affreschi, il riferimento a moduli controllati e a passaggi di colore di composizione scenografica, smentiscono una generica attribuzione al Galeotti, qualora lo si identifichi in Sebastiano Galeotti (1676–1741). Appare invece accettabile l'attribuzione al figlio Giuseppe. Nel ricordare alcuni momenti del percorso artistico di questo pittore si può ritenere l'Annunciazione del Santuario della Madonnetta (1738), peraltro attribuita da Alizeri a Sebastiano, un'opera ancora influenzata dal linguaggio paterno. Nel 1740 Giuseppe Galeotti opera a Chiavari dove affresca San Giovanni Battista e San Giacomo di Rupinaro. Scrive Alizeri "in quegli anni… la copia di dipinti che egli fornisce a quasi tutti i luoghi della provincia rende agevolmente credibile questa diversità di operare" e continua "…cade anche sospetto che egli conformi le fatiche alle mercedi piuttosto che ai luoghi or mostrandosi accorato e studioso di bellezze in paesi oscuri ed ora poco meno che cattivo a Genova". Nel 1748 dipinse per San Francesco d'Albaro alcune tele e gli affreschi murali.
La datazione degli affreschi di Varese agli anni '40 del Settecento appare convincente in riferimento anche alla coeva produzione genovese in San Francesco di Albaro. In particolare Il miracolo del piede e Il Miracolo dei Santi Nazario e Celso offrono attendibili elementi di confronto con gli affreschi di Varese.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio dei S.S. Antonio e Rocco (Lerici)
L’oratorio dei Santi Antonio e Rocco, situato accanto alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è legato alla fondazione della confraternita omonima, costituitasi nel 1451, tutt'ora attiva, e da cui prese il nome l’edificio.
Ciclo di affreschi, Giuseppe Galeotti, sec. XVIII
via della Chiesa 19028 Varese Ligure (SP)

San Rocco intercede per gli appestati, San Antonio Abate nel deserto, Lavanda dei piedi, Giuseppe Galeotti (Firenze 1709 - Genova 1777)
ciclo di affreschi, quarto decennio secolo XVIII

La narrazione affrontata nei tre affreschi rappresenta la ragione teologica e devozionale che sostiene l'attività della Confraternita delle Cinque Piaghe: preghiera e carità. Gli statuti del 1654 raccomandano con precise norme e prescrizioni questi doveri. In particolare in relazione alle "azioni" da svolgere il Giovedì Santo è scritto: "…dispensa del pane a' poveri e focacce a confratelli, come della lavazione de piedi ed altre devozioni sia congregata la compagnia dei confratelli" (Spagiari, 1989).
Nella descrizione storico artistica di Varese Ligure del 1850, Giuseppe Casalis menziona stucchi, dorature ed affreschi dell'Oratorio dei Santi Rocco e Antonio Abate. I Remondini nel 1889 riprendono tali note aggiungendo una precisa attribuzione: "…e il Casalis parlando di questo Oratorio lo loda per la ricchezza dei stucchi, per dorature e per gli affreschi del Galeotti".

La stesura dei tre affreschi non è del tutto omogenea nella resa narrativa che appare maggiormente convincente nell'ovale raffigurante la Lavanda dei piedi, opera in cui il personale linguaggio dell'autore accoglie stimoli precisi da un filone della cultura visiva diffusa a Genova in quegli anni, ad esempio l'immobilità preziosa derivata dal Marcantonio Franceschini (1648 – 1729) degli affreschi dell'oratorio di San Filippo a Genova, la grazia nel segno e nell'accostamento cromatico che rimanda al gusto di Jacopo Antonio Boni (1688–1766).
La composizione dei tre affreschi, il riferimento a moduli controllati e a passaggi di colore di composizione scenografica, smentiscono una generica attribuzione al Galeotti, qualora lo si identifichi in Sebastiano Galeotti (1676–1741). Appare invece accettabile l'attribuzione al figlio Giuseppe. Nel ricordare alcuni momenti del percorso artistico di questo pittore si può ritenere l'Annunciazione del Santuario della Madonnetta (1738), peraltro attribuita da Alizeri a Sebastiano, un'opera ancora influenzata dal linguaggio paterno. Nel 1740 Giuseppe Galeotti opera a Chiavari dove affresca San Giovanni Battista e San Giacomo di Rupinaro. Scrive Alizeri "in quegli anni… la copia di dipinti che egli fornisce a quasi tutti i luoghi della provincia rende agevolmente credibile questa diversità di operare" e continua "…cade anche sospetto che egli conformi le fatiche alle mercedi piuttosto che ai luoghi or mostrandosi accorato e studioso di bellezze in paesi oscuri ed ora poco meno che cattivo a Genova". Nel 1748 dipinse per San Francesco d'Albaro alcune tele e gli affreschi murali.
La datazione degli affreschi di Varese agli anni '40 del Settecento appare convincente in riferimento anche alla coeva produzione genovese in San Francesco di Albaro. In particolare Il miracolo del piede e Il Miracolo dei Santi Nazario e Celso offrono attendibili elementi di confronto con gli affreschi di Varese.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio dei S.S. Antonio e Rocco (Lerici)
L’oratorio dei Santi Antonio e Rocco, situato accanto alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è legato alla fondazione della confraternita omonima, costituitasi nel 1451, tutt'ora attiva, e da cui prese il nome l’edificio.