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Madonna del Rosario, Giuseppe Maria Arata, sec. XVII

Via dietro il Teatro - 19038 Levanto (SP)
Madonna del Rosario, Giuseppe Maria Arata, secolo XVII ultimo decennio Madonna del Rosario, Giuseppe Maria Arata, secolo XVII ultimo decennio

Madonna del Rosario, Giuseppe Maria Arata (ante 1702 ?)
Scultura in legno policromo, secolo XVII ultimo decennio

La Madonna del Rosario in trono con il Bambino Gesù, posta nella nicchia a sinistra dell’altar maggiore, poggia su un piedistallo di nuvole da cui fuoriesce una corona di piccoli angeli, ai lati quattro putti sostengono l’abito finemente modellato della Vergine.
Le pieghe del manto conferiscono un certo dinamismo alla figura che mostra il piede destro quasi a fare da contrappunto alla staticità del busto.
I lineamenti del viso e il modellato della capigliatura e le pieghe del manto abilmente accartocciate in una definizione quasi naturalistica delle forme, consentono di sostenere la possibile attribuzione alla bottega di Giovanni Andrea Torre, artista operante nella seconda metà del secolo XVII a Genova dove alimenta una cerchia di abili scultori: tra i suoi allievi più dotati Giuseppe Maria Arata presso il quale, a detta del Ratti, si formò poi Anton Maria Maragliano.
Giuseppe Arata potrebbe essere plausibilmente l’autore di questa scultura. Della sua attività si conservano alcune dignitose testimonianze di primo '700. Lo schema del busto sottile contrapposto alla magniloquenza formale degli atti caratterizza la Madonna del Rosario ed altre opere di questo autore (v. Madonna del Rosario della Chiesa di San Pietro di Novella a Rapallo), così la particolarità somatica del mento sporgente della Vergine che si ritrova nella Madonna dei Sette Dolori dell’Oratorio di Santa Croce di Sarzana e nella già citata scultura di Rapallo. Il motivo a elementi floreali che decora gli abiti della Madonna sarzanese è una sobria interpretazione del più prezioso e fastoso decoro che sigla le sculture del grandioso teatro barocco e che si ripete nel manto del San Giuseppe di Quiliano (Oratorio di San Sebastiano) e nella veste dell’altra Madonna sarzanese.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Girolamo (Sarzana)
Edificio a pianta centrale, è uno dei più interessanti dell'architettura barocca Ligure del Settecento
Madonna del Rosario, Giuseppe Maria Arata, sec. XVII
Via dietro il Teatro 19038 Levanto (SP)

Madonna del Rosario, Giuseppe Maria Arata (ante 1702 ?)
Scultura in legno policromo, secolo XVII ultimo decennio

La Madonna del Rosario in trono con il Bambino Gesù, posta nella nicchia a sinistra dell’altar maggiore, poggia su un piedistallo di nuvole da cui fuoriesce una corona di piccoli angeli, ai lati quattro putti sostengono l’abito finemente modellato della Vergine.
Le pieghe del manto conferiscono un certo dinamismo alla figura che mostra il piede destro quasi a fare da contrappunto alla staticità del busto.
I lineamenti del viso e il modellato della capigliatura e le pieghe del manto abilmente accartocciate in una definizione quasi naturalistica delle forme, consentono di sostenere la possibile attribuzione alla bottega di Giovanni Andrea Torre, artista operante nella seconda metà del secolo XVII a Genova dove alimenta una cerchia di abili scultori: tra i suoi allievi più dotati Giuseppe Maria Arata presso il quale, a detta del Ratti, si formò poi Anton Maria Maragliano.
Giuseppe Arata potrebbe essere plausibilmente l’autore di questa scultura. Della sua attività si conservano alcune dignitose testimonianze di primo '700. Lo schema del busto sottile contrapposto alla magniloquenza formale degli atti caratterizza la Madonna del Rosario ed altre opere di questo autore (v. Madonna del Rosario della Chiesa di San Pietro di Novella a Rapallo), così la particolarità somatica del mento sporgente della Vergine che si ritrova nella Madonna dei Sette Dolori dell’Oratorio di Santa Croce di Sarzana e nella già citata scultura di Rapallo. Il motivo a elementi floreali che decora gli abiti della Madonna sarzanese è una sobria interpretazione del più prezioso e fastoso decoro che sigla le sculture del grandioso teatro barocco e che si ripete nel manto del San Giuseppe di Quiliano (Oratorio di San Sebastiano) e nella veste dell’altra Madonna sarzanese.

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