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Parato di manifattura fiorentina, secolo XV

Piazza Firmafede 1 - 19038 Levanto (SP)
Telefono: 0187 734503
parato di manifattura fiorentina, secolo XV parato di manifattura fiorentina, secolo XV
parato di manifattura fiorentina, secolo XV (particolare della dalmatica) parato di manifattura fiorentina, secolo XV (particolare della dalmatica)

Casula, dalmatica, tonacella e relativi annessi, Manifattura fiorentina?
velluto tagliato operato a due corpi laminato e riccio, secolo XV, terzo quarto

Il parato di velluto operato è con tutta probabilità da attribuire a manifattura fiorentina e costituisce una delle più eleganti interpretazioni del motivo della "griccia" in auge a Firenze nel secolo XV parimenti al motivo dei camini. Il tronco ricurvo, sul quale si innestano fiori di cardo ed altri motivi vegetali scandisce il disegno con le sue sinuose spire, nelle anse si inseriscono motivi a pigna iscritti in ogiva aperta da cui fuoriescono ulteriori motivi floreali ascendenti. Proprio l’apertura del motivo a pigna, che fino a metà secolo inoltrato si presenta del tutto chiusa, fa propendere per una datazione successiva alla metà del secolo e in particolare al settimo decennio del secolo. La storiografia prevalente ritiene invece di anticipare l'opera alsesto decennio, data di inaugurazione della cappella. Lussureggiante è il gioco cromatico tra oro e rosso e tra le diverse intensità dell'oro e le quattro tonalità del rosso.

Il parato fu donato da Filippo Calandrini (Sarzana 1403 - Bagnoregio 1476), fratello per parte di madre di Papa Tommaso Parentuccelli Niccolo V "suae cappellae", come attesta l’inventario del 1505. La donazione dunque fu fatta per la cappella di San Tommaso inaugurata il 3 ottobre 1460 con una solenne cerimonia alla quale intervennero oltre al cardinale Calandrini anche Francesco da Pietrasanta vescovo di Luni. La cappella venne dotata di due ancone: per il braccio sinistro "L'Incoronazione" realizzata dallo scultore pietrosantino Leonardo Riccomanni e portata a termine nel 1460 e, per il braccio destro, la "Purificazione" commissionata alla bottega dei Riccomanni e portata a termine nel 1471. Ciò avvalora l'ipotesi di una donazione riferibile a quel decennio.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio della Misericordia Museo Diocesano (Sarzana)
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velluto tagliato operato a due corpi laminato e riccio, secolo XV, terzo quarto

Il parato di velluto operato è con tutta probabilità da attribuire a manifattura fiorentina e costituisce una delle più eleganti interpretazioni del motivo della "griccia" in auge a Firenze nel secolo XV parimenti al motivo dei camini. Il tronco ricurvo, sul quale si innestano fiori di cardo ed altri motivi vegetali scandisce il disegno con le sue sinuose spire, nelle anse si inseriscono motivi a pigna iscritti in ogiva aperta da cui fuoriescono ulteriori motivi floreali ascendenti. Proprio l’apertura del motivo a pigna, che fino a metà secolo inoltrato si presenta del tutto chiusa, fa propendere per una datazione successiva alla metà del secolo e in particolare al settimo decennio del secolo. La storiografia prevalente ritiene invece di anticipare l'opera alsesto decennio, data di inaugurazione della cappella. Lussureggiante è il gioco cromatico tra oro e rosso e tra le diverse intensità dell'oro e le quattro tonalità del rosso.

Il parato fu donato da Filippo Calandrini (Sarzana 1403 - Bagnoregio 1476), fratello per parte di madre di Papa Tommaso Parentuccelli Niccolo V "suae cappellae", come attesta l’inventario del 1505. La donazione dunque fu fatta per la cappella di San Tommaso inaugurata il 3 ottobre 1460 con una solenne cerimonia alla quale intervennero oltre al cardinale Calandrini anche Francesco da Pietrasanta vescovo di Luni. La cappella venne dotata di due ancone: per il braccio sinistro "L'Incoronazione" realizzata dallo scultore pietrosantino Leonardo Riccomanni e portata a termine nel 1460 e, per il braccio destro, la "Purificazione" commissionata alla bottega dei Riccomanni e portata a termine nel 1471. Ciò avvalora l'ipotesi di una donazione riferibile a quel decennio.

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