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Vestizione di Santa Chiara, Domenico Fiasella, 1648

Piazza Firmafede 1 - 19038 Levanto (SP)
Telefono: 0187 734503
Vestizione di Santa Chiara, Domenico Fiasella, 1648 Vestizione di Santa Chiara, Domenico Fiasella, 1648
Vestizione di Santa Chiara, Domenico Fiasella, 1648 (particolare) Vestizione di Santa Chiara, Domenico Fiasella, 1648 (particolare)

Vestizione di Santa Chiara Domenico Fiasella (Sarzana, 12 agosto 1589 – 19 ottobre 1669)
Olio su tela, 1648

L’opera proveniente dalla Chiesa di Sant’Andrea, venne realizzata dal Fiasella in età avanzata per la Chiesa del monastero delle Clarisse di Sarzana, come omaggio alla sorella Deodata suora in quel convento, ricordata dal pittore nel testamento con un legato a lei destinato. Il dipinto firmato e datato 1648, pur non collocandosi tra le opere migliori del pittore sarzanese, realizzato in un periodo di stretta collaborazione con Giovanbattista Casoni e in un momento di intensa attività della bottega genovese dell’autore, conferma gli stretti legami con la terra natia. L’introduzione di un suo autoritratto è un evidente richiamo all’identità e affettuoso tributo alla sorella suora.
La rappresentazione della vestizione si diffonde sul portato sacrale dell’avvenimento nell’intermediazione di San Francesco con il divino, in questo caso rappresentato dal quadro dell’Immacolata ancona dell’altare della Consacrazione (Donati 2008).

Luoghi d'arte collegati

Oratorio della Misericordia Museo Diocesano (Sarzana)
Vestizione di Santa Chiara, Domenico Fiasella, 1648
Piazza Firmafede 1 19038 Levanto (SP)
Telefono: 0187 734503

Vestizione di Santa Chiara Domenico Fiasella (Sarzana, 12 agosto 1589 – 19 ottobre 1669)
Olio su tela, 1648

L’opera proveniente dalla Chiesa di Sant’Andrea, venne realizzata dal Fiasella in età avanzata per la Chiesa del monastero delle Clarisse di Sarzana, come omaggio alla sorella Deodata suora in quel convento, ricordata dal pittore nel testamento con un legato a lei destinato. Il dipinto firmato e datato 1648, pur non collocandosi tra le opere migliori del pittore sarzanese, realizzato in un periodo di stretta collaborazione con Giovanbattista Casoni e in un momento di intensa attività della bottega genovese dell’autore, conferma gli stretti legami con la terra natia. L’introduzione di un suo autoritratto è un evidente richiamo all’identità e affettuoso tributo alla sorella suora.
La rappresentazione della vestizione si diffonde sul portato sacrale dell’avvenimento nell’intermediazione di San Francesco con il divino, in questo caso rappresentato dal quadro dell’Immacolata ancona dell’altare della Consacrazione (Donati 2008).

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Oratorio della Misericordia Museo Diocesano (Sarzana)