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Ecce Homo, sec. XVII

via del Prione 156 - 19121 La Spezia
Telefono: 0187 258570
Ecce Homo, Legno scolpito e dipinto, Sec XVII Ecce Homo, Legno scolpito e dipinto, Sec XVII
Ecce Homo, Legno scolpito e dipinto, Sec XVII (particolare) Anton Maria Carpenino, La Gloria di San Nicola da Tolentino, 1539 (particolare)

Ecce Homo
Legno scolpito e dipinto, sec XVII (anni settanta)

La scultura è di dimensioni contenute, probabilmente in origine destinata ad una cappella; l'ipotesi è suffragata dall'appartenenza alla Chiesa di San Filippo Neri di Varese Ligure e condotta nell'edificio varesino da una suora proveniente dal convento di Savona, da dove portò anche un paliotto.

L'opera, attribuita alla scuola del Maragliano, non trova preciso riscontro tra le consuete tipologie del Maestro e neppure con un accostamento alla bottega. Appare probabile anticipare la datazione entro il settimo decennio del secolo XVII, come avvalorano il panneggio del manto dal raffinato intaglio a pieghe sovrapposte e il decoro a motivi quadrati con losanghe di non grandi dimensioni che ripropone moduli tessili in auge nei primi decenni del secolo e in uso per alcuni lustri, poi sostituiti dal decoro floreale che si fece strada nella bottega dei Torre e in quella del Maragliano.

Il manto è trattenuto da un nodo assai particolare che ritroviamo in dimensioni dilatate nel panneggio del perizoma del Cristo deposto scolpito da Filippo Parodi, su commissione degli Spinola, per la Chiesa di San Luca a Genova nel settimo decennio del seicento e che presenta un movimento delle pieghe molto simile a quello che ritroviamo in scala ridotta nel manto di questo Ecce Homo. Questi particolari hanno una certa rilevanza nel far ritenere questa scultura prodotta in ambito ligure.A prima vista però l'opera sembra appartenere ad un autore il cui linguaggio sembra di derivazione spagnola per il biancore quasi traslucido del corpo in contrasto con i segni insistenti della Passione, evidenziati sul costato e sulle membra in un continuum straziante. Ciò che colpisce di questa scultura è il viso che mostra tracce della levigatezza atemporale dei volti della grande scultura spagnola di Juan Martines Montanes e di Alonso Cano, a cui si sovrappone una dolente caratterizzazione psicologica.

L'ignoto autore sembra dunque operante in Liguria ma con reminiscenze di provenienza spagnola, del resto nella prima metà del XVII secolo giunsero in Liguria  da Napoli gruppi lignei con episodi della Passione di derivazione spagnola. Nel panorama della scultura ligure del Seicento le scelte linguistiche di questo ignoto autore trovano un possibile riscontro di intenti anche nel realismo tragico del bellissimo viso, drammaticamente indagato, del Cristo della Spogliazione della Chiesa dell'Annunziata del Vastato in Genova.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
L'Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano di La Spezia,
Ecce Homo, sec. XVII
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Ecce Homo
Legno scolpito e dipinto, sec XVII (anni settanta)

La scultura è di dimensioni contenute, probabilmente in origine destinata ad una cappella; l'ipotesi è suffragata dall'appartenenza alla Chiesa di San Filippo Neri di Varese Ligure e condotta nell'edificio varesino da una suora proveniente dal convento di Savona, da dove portò anche un paliotto.

L'opera, attribuita alla scuola del Maragliano, non trova preciso riscontro tra le consuete tipologie del Maestro e neppure con un accostamento alla bottega. Appare probabile anticipare la datazione entro il settimo decennio del secolo XVII, come avvalorano il panneggio del manto dal raffinato intaglio a pieghe sovrapposte e il decoro a motivi quadrati con losanghe di non grandi dimensioni che ripropone moduli tessili in auge nei primi decenni del secolo e in uso per alcuni lustri, poi sostituiti dal decoro floreale che si fece strada nella bottega dei Torre e in quella del Maragliano.

Il manto è trattenuto da un nodo assai particolare che ritroviamo in dimensioni dilatate nel panneggio del perizoma del Cristo deposto scolpito da Filippo Parodi, su commissione degli Spinola, per la Chiesa di San Luca a Genova nel settimo decennio del seicento e che presenta un movimento delle pieghe molto simile a quello che ritroviamo in scala ridotta nel manto di questo Ecce Homo. Questi particolari hanno una certa rilevanza nel far ritenere questa scultura prodotta in ambito ligure.A prima vista però l'opera sembra appartenere ad un autore il cui linguaggio sembra di derivazione spagnola per il biancore quasi traslucido del corpo in contrasto con i segni insistenti della Passione, evidenziati sul costato e sulle membra in un continuum straziante. Ciò che colpisce di questa scultura è il viso che mostra tracce della levigatezza atemporale dei volti della grande scultura spagnola di Juan Martines Montanes e di Alonso Cano, a cui si sovrappone una dolente caratterizzazione psicologica.

L'ignoto autore sembra dunque operante in Liguria ma con reminiscenze di provenienza spagnola, del resto nella prima metà del XVII secolo giunsero in Liguria  da Napoli gruppi lignei con episodi della Passione di derivazione spagnola. Nel panorama della scultura ligure del Seicento le scelte linguistiche di questo ignoto autore trovano un possibile riscontro di intenti anche nel realismo tragico del bellissimo viso, drammaticamente indagato, del Cristo della Spogliazione della Chiesa dell'Annunziata del Vastato in Genova.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
L'Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano di La Spezia,