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Ostensorio, argentiere lombardo, sec. XVI

via del Prione 156 - 19121 La Spezia
Telefono: 0187 258570
Ostensorio, argentiere lombardo, sec. XVI Ostensorio, argentiere lombardo, sec. XVI
Ostensorio, argentiere lombardo, sec. XVI (particolare) Ostensorio, argentiere lombardo, sec. XVI (particolare)
Ostensorio, argentiere lombardo, sec. XVI (particolare) Ostensorio, argentiere lombardo, sec. XVI (particolare)

Ostensorio, argentiere lombardo
argento fuso, sbalzato, cesellato e dorato, smalti traslucidi e paste vitree, secolo XVI inizi

Proveniente dalla Chiesa di Sant'Andrea a Levanto l'ostensorio, di tipo architettonico, presenta una base ottagonale mistilinea di forma tronco conica, suddivisa in sei facce su tre delle quali sono rappresentati, entro serti di alloro, la Madonna col Bambino, il Cristo nell'avello e Sant'Andrea alternati a decorazioni a racemi cuoriformi che includono cherubini e satiri.
Il fusto è costituito da un grande nodo centrale a tempietto gotico con pianta esagonale formato da sei bifore sormontate da timpani con pinnacoli su volute aggettanti. Su una coppa tronco conica a sei facce poggia la teca sostenuta da cornici traforate; all'interno la lunetta porta ostia. Si evidenziano le incisioni a bassissimo rilievo con effetti di niello.
L'ostensorio si conclude con coperchio a cupola emisferica decorata a grottesche e sorretta da due sottili lesene con figure a smalto policromo. La cupola è sormontata da una sferetta baccellata su cui poggia la statua del Cristo benedicente.

L'opera che venne esposta nella Mostra di Arte Sacra del 1923 fu giudicata dal Labò e poi da Morazzoni "di fattura genovese" e datata alla metà del XV secolo (Morazzoni 1951).
Santo Varni nei suoi Appunti Artistici ricordava due ostensori fra le anticaglie della chiesa genovese di Santa Maria "nella forma pressoché identici al predetto ostensorio di Levanto". Una delibera della masseria della chiesa del 1818 riporta che era stato deciso di "far indorare l'ostensorio alla mosaica e calice antico" (Ribolla 1986).
Donata Devoti (1993) sottolinea come proprio la definizione "alla mosaica" usata per qualificare l'ostensorio è una voce dotta che fa riferimento alla oreficeria mosana, una fra le più antiche della produzione d'oltralpe. La studiosa sottolinea che l'ostensorio si diversifica dai due coevi di Savona ed Alassio, segnalati dal Morazzoni, per l'apparato decorativo e per la tecnica che, su persistenze tardo gotiche, introduce innovazioni rinascimentali. Viene rilevato come vi siano notevoli concordanze con oggetti conservati nei musei del Castello a Milano, donati dalla famiglia Parravicino e realizzati tra Comasco e Valtellina.
L'opera di Levanto è assegnabile concordemente alla fine del XV e l'inizio del XVI e, secondo tradizione, è stata donata alla Chiesa di Sant'Andrea dal munifico Giovanni Gioacchino da Passano insieme al più prezioso calice. L'originale destinazione è quasi certamente attestata dalla presenza sulla base dell'immagine del Santo titolare della chiesa.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
L'Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano di La Spezia,
Ostensorio, argentiere lombardo, sec. XVI
via del Prione 156 19121 La Spezia
Telefono: 0187 258570

Ostensorio, argentiere lombardo
argento fuso, sbalzato, cesellato e dorato, smalti traslucidi e paste vitree, secolo XVI inizi

Proveniente dalla Chiesa di Sant'Andrea a Levanto l'ostensorio, di tipo architettonico, presenta una base ottagonale mistilinea di forma tronco conica, suddivisa in sei facce su tre delle quali sono rappresentati, entro serti di alloro, la Madonna col Bambino, il Cristo nell'avello e Sant'Andrea alternati a decorazioni a racemi cuoriformi che includono cherubini e satiri.
Il fusto è costituito da un grande nodo centrale a tempietto gotico con pianta esagonale formato da sei bifore sormontate da timpani con pinnacoli su volute aggettanti. Su una coppa tronco conica a sei facce poggia la teca sostenuta da cornici traforate; all'interno la lunetta porta ostia. Si evidenziano le incisioni a bassissimo rilievo con effetti di niello.
L'ostensorio si conclude con coperchio a cupola emisferica decorata a grottesche e sorretta da due sottili lesene con figure a smalto policromo. La cupola è sormontata da una sferetta baccellata su cui poggia la statua del Cristo benedicente.

L'opera che venne esposta nella Mostra di Arte Sacra del 1923 fu giudicata dal Labò e poi da Morazzoni "di fattura genovese" e datata alla metà del XV secolo (Morazzoni 1951).
Santo Varni nei suoi Appunti Artistici ricordava due ostensori fra le anticaglie della chiesa genovese di Santa Maria "nella forma pressoché identici al predetto ostensorio di Levanto". Una delibera della masseria della chiesa del 1818 riporta che era stato deciso di "far indorare l'ostensorio alla mosaica e calice antico" (Ribolla 1986).
Donata Devoti (1993) sottolinea come proprio la definizione "alla mosaica" usata per qualificare l'ostensorio è una voce dotta che fa riferimento alla oreficeria mosana, una fra le più antiche della produzione d'oltralpe. La studiosa sottolinea che l'ostensorio si diversifica dai due coevi di Savona ed Alassio, segnalati dal Morazzoni, per l'apparato decorativo e per la tecnica che, su persistenze tardo gotiche, introduce innovazioni rinascimentali. Viene rilevato come vi siano notevoli concordanze con oggetti conservati nei musei del Castello a Milano, donati dalla famiglia Parravicino e realizzati tra Comasco e Valtellina.
L'opera di Levanto è assegnabile concordemente alla fine del XV e l'inizio del XVI e, secondo tradizione, è stata donata alla Chiesa di Sant'Andrea dal munifico Giovanni Gioacchino da Passano insieme al più prezioso calice. L'originale destinazione è quasi certamente attestata dalla presenza sulla base dell'immagine del Santo titolare della chiesa.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
L'Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano di La Spezia,