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Calice, argentiere parigino, 1532-1533

via del Prione 156 - 19121 La Spezia
Telefono: 0187 258570
Calice, Argentiere parigino Calice, Argentiere parigino
particolare del calice, Argentiere parigino particolare del calice, Argentiere parigino
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Calice, argentiere parigino
Argento fuso, sbalzato, cesellato e dorato, (1532-1533)
sull'orlo della coppa il punzone di Parigi (Giglio Coronato) e dell'orafo (illeggibile) e il punzone datario (lettera d in "minuscola gotica coronata");
sui cartigli i nomi dei profeti.

Il calice, proveniente dalla chiesa di Sant'Andrea a Levanto presenta una base a dodici lobi con profili ad arco gotico ribassato. Entro ogni lobo sono inserite placchette figuranti profeti con cartiglio, in smalto traslucido. Il corpo della base è segmentato da una serie di fitte baccellature rastremate con sbalzo accentuato. Il nodo di raccordo presenta una cornice finemente cesellata e il fusto cilindrico è decorato a ghirlande con andamento diagonale. Il grande nodo centrale sferoidale schiacciato è ornato da mezze foglie d'acanto e d'alloro e reca incastonate placchette ovali figuranti gli apostoli, oggi prive degli smalti originali. La coppa è connotata da grandi foglie d'acanto alternate a foglie d'alloro con nervature sapientemente rilevate; la doratura, probabilmente riferibile all'intervento voluto dalla masseria nel 1818, appesantisce la raffinatezza dell'esecuzione.

L'opera venne presentata alla "Mostra d'Arte Sacra" del 1923. Fu nuovamente esposta da Morazzoni nel 1950 attribuita ad argenteria ligure del XV secolo. L'autore accenna alla tradizione locale che voleva il calice fosse stato donato a Giovanni Gioacchino da Passano (1465-1551), esponente dell'antica famiglia levantese, ambasciatore alla Corte di Erico VIII d'Inghilterra per conto della reggente di Francia Luisa di Savoia e dello Stato pontificio. Nel 1993 è stato esposto alla mostra di Levanto e riferito da Donata Devoti alla cultura orafa francese:è raffrontabile ad alcuni esemplari conservati nella chiesa di St Quiriace in Provenza, nella Cattedrale di Sens e nel Kunsthistorisches Museum a Berna.

Si rileva come il calice di Levanto introduca un apparato decorativo marcatamente rinascimentale: foglie d'alloro, d'acanto, ghirlande coordinate alla presenza degli smalti traslucidi, forse una della loro più tarde e vitali attestazioni. La datazione e la provenienza sono confermate dalla presenza del punzone e dall'iniziale dell'orefice.
La particolare raffinatezza e aggiornamento stilistico del calice sembrano confermare la tradizione che lo indicava come dono di un sovrano a Giovanni Gioacchino da Passano in Francia come ambasciatore in anni pertinenti alla datazione del manufatto.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
L'Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano di La Spezia,
Calice, argentiere parigino, 1532-1533
via del Prione 156 19121 La Spezia
Telefono: 0187 258570

Calice, argentiere parigino
Argento fuso, sbalzato, cesellato e dorato, (1532-1533)
sull'orlo della coppa il punzone di Parigi (Giglio Coronato) e dell'orafo (illeggibile) e il punzone datario (lettera d in "minuscola gotica coronata");
sui cartigli i nomi dei profeti.

Il calice, proveniente dalla chiesa di Sant'Andrea a Levanto presenta una base a dodici lobi con profili ad arco gotico ribassato. Entro ogni lobo sono inserite placchette figuranti profeti con cartiglio, in smalto traslucido. Il corpo della base è segmentato da una serie di fitte baccellature rastremate con sbalzo accentuato. Il nodo di raccordo presenta una cornice finemente cesellata e il fusto cilindrico è decorato a ghirlande con andamento diagonale. Il grande nodo centrale sferoidale schiacciato è ornato da mezze foglie d'acanto e d'alloro e reca incastonate placchette ovali figuranti gli apostoli, oggi prive degli smalti originali. La coppa è connotata da grandi foglie d'acanto alternate a foglie d'alloro con nervature sapientemente rilevate; la doratura, probabilmente riferibile all'intervento voluto dalla masseria nel 1818, appesantisce la raffinatezza dell'esecuzione.

L'opera venne presentata alla "Mostra d'Arte Sacra" del 1923. Fu nuovamente esposta da Morazzoni nel 1950 attribuita ad argenteria ligure del XV secolo. L'autore accenna alla tradizione locale che voleva il calice fosse stato donato a Giovanni Gioacchino da Passano (1465-1551), esponente dell'antica famiglia levantese, ambasciatore alla Corte di Erico VIII d'Inghilterra per conto della reggente di Francia Luisa di Savoia e dello Stato pontificio. Nel 1993 è stato esposto alla mostra di Levanto e riferito da Donata Devoti alla cultura orafa francese:è raffrontabile ad alcuni esemplari conservati nella chiesa di St Quiriace in Provenza, nella Cattedrale di Sens e nel Kunsthistorisches Museum a Berna.

Si rileva come il calice di Levanto introduca un apparato decorativo marcatamente rinascimentale: foglie d'alloro, d'acanto, ghirlande coordinate alla presenza degli smalti traslucidi, forse una della loro più tarde e vitali attestazioni. La datazione e la provenienza sono confermate dalla presenza del punzone e dall'iniziale dell'orefice.
La particolare raffinatezza e aggiornamento stilistico del calice sembrano confermare la tradizione che lo indicava come dono di un sovrano a Giovanni Gioacchino da Passano in Francia come ambasciatore in anni pertinenti alla datazione del manufatto.

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
L'Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano di La Spezia,