vai al contenuto vai al footer

Coppia di tele con i Santi Erasmo e Gerolamo, Santo Vescovo e San Pantaleo, Carlo Braccesco, tempera su tela, sec. XV

via del Prione 156 - 19121 La Spezia
Telefono: 0187 258570
coppia di tele con i Santi Erasmo e Gerolamo, Santo Vescovo e San Pantaleo, Carlo Braccesco, tempera su tela, sec. XV fine (tela con  Santo Vescovo e San Pantaleo) coppia di tele con i Santi Erasmo e Gerolamo, Santo Vescovo e San Pantaleo, Carlo Braccesco, tempera su tela, sec. XV fine (tela con Santo Vescovo e San Pantaleo)
particolare della tela con Santo Vescovo e San Pantaleo, Carlo Braccesco, tempera su tela, sec. XV fine particolare della tela con Santo Vescovo e San Pantaleo, Carlo Braccesco, tempera su tela, sec. XV fine

I Santi Erasmo e Gerolamo, Santo Vescovo e San Pantaleo, Carlo da Milano detto Carlo Braccesco (Milano, ... – post 1501)
coppia di tele, tempera su tela, secolo XV fine

I due dipinti sono unanimemente ritenuti i resti della cortina protettiva della Maestà fornita da Carlo Andrea da Milano, detto il Braccesco, alla chiesa levantese di Sant'Andrea in data anteriore al 25 gennaio 1495.
Il pregio dell'opera è intrinseco e a questo si unisce la sua rarità: le cortine protettive dei dipinti andavano infatti incontro ad una rapida usura.

La fortuna critica dell'opera è assai rilevante.
Il primo a documentarla fu Santo Varni nel 1869. Egli visitando la chiesa parrocchiale rilevò la presenza "due piccole tele de' primordi del secolo XVI, assai pregevoli per disegno e bontà di condotta; nell'una delle quali sono ritratti i Santi Girolamo e Biagio e nell'altra un Santo Vescovo e forse San Pantaleone".
Una successiva testimonianza si trova negli appunti di Alfredo d'Andrade che copiò parti della seconda teletta nel 1893 durante una sua visita.
Formentini nel 1924 accennò alla "foggia quasi tedesca del copricapo di San Pantaleo".
Nel 1951 prima Morassi poi Castelnovi collegarono queste tele a Carlo Braccesco, personalità ricostruita nel 1942 da Roberto Longhi. Fu proprio il Castelnovi a mettere per la prima volta le due tele in relazione con i documenti pubblicati da Alizeri a proposito della Maestà eseguita da Carlo Braccesco per conto della comunità levantese.
Nel 1986 Mauro Natale riconduce i due dipinti di Levanto al Maestro dell'Annunciazione del Louvre.
A Piero Donati si deve l'individuazione della parte centrale della predella della Maestà eseguita dal Braccesco per la chiesa di Levanto, identificata nel Martirio di Sant'Andrea ospitato alla Ca' d'Oro di Venezia e connotato dall'incantevole brano paesistico, trascrizione del panorama che si ammira dal Castello di Levanto.
In merito alla raffigurazione dei quattro Santi è stato rilevato come la cifra dominante fosse l'accentuata ricerca fisiognomica mentre i Santi del Louvre fossero "più astraenti e più improntati alla ricerca volumetrica". Nelle due tele si coglie una personale ricerca nella resa del paesaggio; in particolare nella teletta con i Santi Erasmo e Girolamo, accanto agli scabri segni di chiara matrice lombarda si colgono spunti descrittivi su uno sfondo di una certa rarefatta atmosfericità, mentre in quella con San Pantaleo prevalgono elementi realistico-descrittivi evidenziati nella resa dei particolari come la rappresentazione, assai rara, dei merli a doppia fenditura delle mura che circondano un edificio.
Queste due telette che guardano alla caratterizzazione psicologica ed ad una nuova sensibilità paesistica sono state definite "uno dei vertici della pittura italiana del ‘400".

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
L'Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano di La Spezia,
Coppia di tele con i Santi Erasmo e Gerolamo, Santo Vescovo e San Pantaleo, Carlo Braccesco, tempera su tela, sec. XV
via del Prione 156 19121 La Spezia
Telefono: 0187 258570

I Santi Erasmo e Gerolamo, Santo Vescovo e San Pantaleo, Carlo da Milano detto Carlo Braccesco (Milano, ... – post 1501)
coppia di tele, tempera su tela, secolo XV fine

I due dipinti sono unanimemente ritenuti i resti della cortina protettiva della Maestà fornita da Carlo Andrea da Milano, detto il Braccesco, alla chiesa levantese di Sant'Andrea in data anteriore al 25 gennaio 1495.
Il pregio dell'opera è intrinseco e a questo si unisce la sua rarità: le cortine protettive dei dipinti andavano infatti incontro ad una rapida usura.

La fortuna critica dell'opera è assai rilevante.
Il primo a documentarla fu Santo Varni nel 1869. Egli visitando la chiesa parrocchiale rilevò la presenza "due piccole tele de' primordi del secolo XVI, assai pregevoli per disegno e bontà di condotta; nell'una delle quali sono ritratti i Santi Girolamo e Biagio e nell'altra un Santo Vescovo e forse San Pantaleone".
Una successiva testimonianza si trova negli appunti di Alfredo d'Andrade che copiò parti della seconda teletta nel 1893 durante una sua visita.
Formentini nel 1924 accennò alla "foggia quasi tedesca del copricapo di San Pantaleo".
Nel 1951 prima Morassi poi Castelnovi collegarono queste tele a Carlo Braccesco, personalità ricostruita nel 1942 da Roberto Longhi. Fu proprio il Castelnovi a mettere per la prima volta le due tele in relazione con i documenti pubblicati da Alizeri a proposito della Maestà eseguita da Carlo Braccesco per conto della comunità levantese.
Nel 1986 Mauro Natale riconduce i due dipinti di Levanto al Maestro dell'Annunciazione del Louvre.
A Piero Donati si deve l'individuazione della parte centrale della predella della Maestà eseguita dal Braccesco per la chiesa di Levanto, identificata nel Martirio di Sant'Andrea ospitato alla Ca' d'Oro di Venezia e connotato dall'incantevole brano paesistico, trascrizione del panorama che si ammira dal Castello di Levanto.
In merito alla raffigurazione dei quattro Santi è stato rilevato come la cifra dominante fosse l'accentuata ricerca fisiognomica mentre i Santi del Louvre fossero "più astraenti e più improntati alla ricerca volumetrica". Nelle due tele si coglie una personale ricerca nella resa del paesaggio; in particolare nella teletta con i Santi Erasmo e Girolamo, accanto agli scabri segni di chiara matrice lombarda si colgono spunti descrittivi su uno sfondo di una certa rarefatta atmosfericità, mentre in quella con San Pantaleo prevalgono elementi realistico-descrittivi evidenziati nella resa dei particolari come la rappresentazione, assai rara, dei merli a doppia fenditura delle mura che circondano un edificio.
Queste due telette che guardano alla caratterizzazione psicologica ed ad una nuova sensibilità paesistica sono state definite "uno dei vertici della pittura italiana del ‘400".

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
L'Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano di La Spezia,