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Gloria di San Nicola da Tolentino, Anton Maria Carpenino, 1539

via del Prione 156 - 19121 La Spezia
Telefono: 0187 258570
Anton Maria Carpenino, La Gloria di San Nicola da Tolentino, 1539 Anton Maria Carpenino, La Gloria di San Nicola da Tolentino, 1539
Anton Maria Carpenino, La Gloria di San Nicola da Tolentino, 1539 (particolare) Anton Maria Carpenino, La Gloria di San Nicola da Tolentino, 1539 (particolare)
Anton Maria Carpenino, La Gloria di San Nicola da Tolentino, 1539 (particolare) Anton Maria Carpenino, La Gloria di San Nicola da Tolentino, 1539 (particolare)

Gloria di San Nicola da Tolentino, Anton Maria da Carpena detto il Carpenino (Carpena, FC ... – 1564 circa)
Olio  su tavola, 1539

Soggetto dell'opera è la figura dell'eremita agostiniano, raffigurato in modo statuario sopra un plinto a specchiature policrome con i tradizionali attributi: crocifisso, giglio e stella sul petto. Nel campo superiore si dispiega la triplice incoronazione con al vertice Dio Padre in una gloria di cherubini, al di sotto sulla destra la Vergine col Bambino, a sinistra Sant'Agostino in abiti episcopali; due angeli con gigli pongono la terza ed ultima corona sul capo di San Nicola. Nel campo inferiore, attorno alla figura del Santo, raffigurato in un interno, i fedeli assistono inginocchiati al sacro evento.

E' stato osservato da tempo come la complessità e solennità della composizione della parte superiore fosse in qualche modo contrapposto al tono "di popolare naturalizza nella folla dei devoti". Quest'ultima sembra guardare infatti riguardare la vita quotidiana dei personaggi rappresentati. Colpiscono lo studio delle fisionomie e anatomie, il tratto veristico e la complessità dell'impianto compositivo nonché la capacità di costruzione dei volumi e l'uso sapiente del chiaroscuro.

Firmata e datata nel cartiglio pieghettato su cui è leggibile Antonius Carpeninus Spediensis pingebat MDXXXIXè ritenuta il capolavoro di Antonio Carpenino, unimamente considerato testimone di un linguaggio che da Genova aveva assorbito il lessico fiammingo e le novità di quella nuova comunità creatasi nella capitale della Repubblica; il tutto mediato dalla conoscenza della pittura lucchese e forse anche debitore nelle ascendenze toscane del padre, Joanne Maria Pictor.

La tavola fu probabilmente commissionata all'autore dalla confraternita di San Nicola, che aveva sede nell'antica chiesa degli agostiniani della Spezia. Fu eseguita per una cappella del convento di Sant’Agostino, dove rimase fino al dicembre 1797 anno della soppressione. Passò quindi all’ex convento delle monache Clarisse dove rimase finché, verso il 1870, fu portata in Municipio. Nel 1873 venne restaurata dal pittore fiorentino Fioruzzi: in quella occasione fu dotata della preziosa cornice dorata con magniloquente stemma e l'iscrizione  nel cartiglio (municipj spediensis r. 1873). Restaurata nuovamente negli anni '50, il collaudo fu firmato dall’ispettore competente, Giovanni Torriti. 

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
L'Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano di La Spezia,
Gloria di San Nicola da Tolentino, Anton Maria Carpenino, 1539
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Telefono: 0187 258570

Gloria di San Nicola da Tolentino, Anton Maria da Carpena detto il Carpenino (Carpena, FC ... – 1564 circa)
Olio  su tavola, 1539

Soggetto dell'opera è la figura dell'eremita agostiniano, raffigurato in modo statuario sopra un plinto a specchiature policrome con i tradizionali attributi: crocifisso, giglio e stella sul petto. Nel campo superiore si dispiega la triplice incoronazione con al vertice Dio Padre in una gloria di cherubini, al di sotto sulla destra la Vergine col Bambino, a sinistra Sant'Agostino in abiti episcopali; due angeli con gigli pongono la terza ed ultima corona sul capo di San Nicola. Nel campo inferiore, attorno alla figura del Santo, raffigurato in un interno, i fedeli assistono inginocchiati al sacro evento.

E' stato osservato da tempo come la complessità e solennità della composizione della parte superiore fosse in qualche modo contrapposto al tono "di popolare naturalizza nella folla dei devoti". Quest'ultima sembra guardare infatti riguardare la vita quotidiana dei personaggi rappresentati. Colpiscono lo studio delle fisionomie e anatomie, il tratto veristico e la complessità dell'impianto compositivo nonché la capacità di costruzione dei volumi e l'uso sapiente del chiaroscuro.

Firmata e datata nel cartiglio pieghettato su cui è leggibile Antonius Carpeninus Spediensis pingebat MDXXXIXè ritenuta il capolavoro di Antonio Carpenino, unimamente considerato testimone di un linguaggio che da Genova aveva assorbito il lessico fiammingo e le novità di quella nuova comunità creatasi nella capitale della Repubblica; il tutto mediato dalla conoscenza della pittura lucchese e forse anche debitore nelle ascendenze toscane del padre, Joanne Maria Pictor.

La tavola fu probabilmente commissionata all'autore dalla confraternita di San Nicola, che aveva sede nell'antica chiesa degli agostiniani della Spezia. Fu eseguita per una cappella del convento di Sant’Agostino, dove rimase fino al dicembre 1797 anno della soppressione. Passò quindi all’ex convento delle monache Clarisse dove rimase finché, verso il 1870, fu portata in Municipio. Nel 1873 venne restaurata dal pittore fiorentino Fioruzzi: in quella occasione fu dotata della preziosa cornice dorata con magniloquente stemma e l'iscrizione  nel cartiglio (municipj spediensis r. 1873). Restaurata nuovamente negli anni '50, il collaudo fu firmato dall’ispettore competente, Giovanni Torriti. 

Luoghi d'arte collegati

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
L'Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano di La Spezia,