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Chiesa di San Giovanni di Pré

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Genova

La doppia chiesa che affianca la Commenda, si affaccia sulla piazza omonima con un prospetto composto da un porticato a piano terra ed una serie di sei bifore a livello della chiesa superiore; essa non presenta una articolazione monumentale autonoma ed è conclusa da un tetto a capanna. La pianta della chiesa inferiore, a forma di "T", presenta tre navate scandite da colonnine con capitelli sfero-cubici e coperte con crociere ed archi traversi; l'asse longitudinale termina in una profonda abside centrale con pseudo-finestre molto strombate e due absidi laterali rettilinee.

L'impianto romanico delle pareti perimetrali e del catino absidale, è articolato su colonne (quelle addossate al perimetro possiedono capitelli gotici a croquet) che sembrano appartenere ad una ristrutturazione di fine Trecento. Nel corso dell'ultimo restauro (1996) sono stati ritrovati affreschi medioevali nella volta della campata centrale dell'endonartece, nella crociera della cappella absidale destra e nel sottarco di accesso alla parte sud del catino.

Il primo ciclo di dipinti è di indubbia ascendenza bizantina e, posto a ridosso del portale di ingresso (endonartece), presenta una serie di cornici sulle nervature della volta, raccordate al centro da un tondo raffigurante l'Agnus Dei. I Quattro esseri viventi dell'Apocalisse (derivati dai Serafini descritti da Isaia) rappresentati nelle unghie della crociera si contrappongono alle diciotto figure di santi diaconi a mezzo busto rinvenute sui due sottarchi (cfr. Santa Sofia di Trebisonda - 1260).

Nel sottarco dell'abside, invece, si trova una fascia angolare composta da undici medaglioni con scene dal Giudizio Finale mentre i brani di affreschi nelle unghie della crociera della cappella absidale raccontano le vicende del Martirio di Santa Margherita (il cui culto era assai diffuso nel Medioevo) e sembrano affondare le proprie radici nel linguaggio delle "leaping figures" miniate nei codici anglosassoni del XII secolo.

Sul lato sinistro dell'abside si trova una tomba ad arcosolio con conci bicromi (XIV sec.), tipologicamente assimilabile a quelle dei Doria nel chiostro di San Fruttuoso di Capodimonte. Dalla metà del XVI secolo la chiesa viene suddivisa e trasformata in oratori; nello spazio centrale si ricavano alcune cappelle tra le quali emergono quelle dedicate a Sant'Ugo ed alla Esaltazione della Croce, la cui decorazione pittorica tardo manierista viene eseguita a "trompe l'oeil".

La monumentale chiesa superiore a tre navate su colonne circolari in pietra e pseudo-transetto, edificata insieme alla inferiore (1180-1249), è caratterizzata dalla sobrietà decorativa dei manufatti antelamici; la conduzione del cantiere da parte dei Magistri, infatti, è avvalorata dall'uso dei conci squadrati, dalle archeggiature delle navate a doppia ghiera e dai costoloni a sezione rettangolare. Dal punto di vista statico, l'utilizzo della crociera costolonata a copertura di tutta la navata maggiore non ha precedenti nel romanico genovese.

Luoghi d'arte collegati

Commenda di San Giovanni di Prè
Il complesso di San Giovanni di Prè, costruito dai Gerosolimitani nel 1180 su un'antica domus dei Canonici Regolari del Santo Sepolcro, rappresenta una delle poche strutture ospitaliere medioevali ancora conservate nel Mediterraneo. La sua localizzazione nel burgus Sancti Thomae (lungo l'attuale via Gramsci), dove tra il XII e XIII secolo l'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme diventa il maggior proprietario dei suoli, si rivela subito non casuale: la città medioevale destina la vasta area suburbana ad accogliere gli insediamenti di importanti infrastrutture portuali, tra cui la Darsena e l'Arsenale, e dei servizi assistenziali, con la costruzione di diversi ospedali oltre a quello dei Giovanniti
MUSEOTEATRO DELLA COMMENDA DI PRE'
L’Ospitale della Commenda di San Giovanni di Prè ospita il Museoteatro. La Commenda, nata per dare ospitalità a pellegrini e viandanti collegando popoli e culture diverse, è essenzialmente a carattere multimediale e veicola il concetto di interculturalità.

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario
Chiesa di San Giovanni di Pré
Tipologia: Edifici religiosi
Genova

La doppia chiesa che affianca la Commenda, si affaccia sulla piazza omonima con un prospetto composto da un porticato a piano terra ed una serie di sei bifore a livello della chiesa superiore; essa non presenta una articolazione monumentale autonoma ed è conclusa da un tetto a capanna. La pianta della chiesa inferiore, a forma di "T", presenta tre navate scandite da colonnine con capitelli sfero-cubici e coperte con crociere ed archi traversi; l'asse longitudinale termina in una profonda abside centrale con pseudo-finestre molto strombate e due absidi laterali rettilinee.

L'impianto romanico delle pareti perimetrali e del catino absidale, è articolato su colonne (quelle addossate al perimetro possiedono capitelli gotici a croquet) che sembrano appartenere ad una ristrutturazione di fine Trecento. Nel corso dell'ultimo restauro (1996) sono stati ritrovati affreschi medioevali nella volta della campata centrale dell'endonartece, nella crociera della cappella absidale destra e nel sottarco di accesso alla parte sud del catino.

Il primo ciclo di dipinti è di indubbia ascendenza bizantina e, posto a ridosso del portale di ingresso (endonartece), presenta una serie di cornici sulle nervature della volta, raccordate al centro da un tondo raffigurante l'Agnus Dei. I Quattro esseri viventi dell'Apocalisse (derivati dai Serafini descritti da Isaia) rappresentati nelle unghie della crociera si contrappongono alle diciotto figure di santi diaconi a mezzo busto rinvenute sui due sottarchi (cfr. Santa Sofia di Trebisonda - 1260).

Nel sottarco dell'abside, invece, si trova una fascia angolare composta da undici medaglioni con scene dal Giudizio Finale mentre i brani di affreschi nelle unghie della crociera della cappella absidale raccontano le vicende del Martirio di Santa Margherita (il cui culto era assai diffuso nel Medioevo) e sembrano affondare le proprie radici nel linguaggio delle "leaping figures" miniate nei codici anglosassoni del XII secolo.

Sul lato sinistro dell'abside si trova una tomba ad arcosolio con conci bicromi (XIV sec.), tipologicamente assimilabile a quelle dei Doria nel chiostro di San Fruttuoso di Capodimonte. Dalla metà del XVI secolo la chiesa viene suddivisa e trasformata in oratori; nello spazio centrale si ricavano alcune cappelle tra le quali emergono quelle dedicate a Sant'Ugo ed alla Esaltazione della Croce, la cui decorazione pittorica tardo manierista viene eseguita a "trompe l'oeil".

La monumentale chiesa superiore a tre navate su colonne circolari in pietra e pseudo-transetto, edificata insieme alla inferiore (1180-1249), è caratterizzata dalla sobrietà decorativa dei manufatti antelamici; la conduzione del cantiere da parte dei Magistri, infatti, è avvalorata dall'uso dei conci squadrati, dalle archeggiature delle navate a doppia ghiera e dai costoloni a sezione rettangolare. Dal punto di vista statico, l'utilizzo della crociera costolonata a copertura di tutta la navata maggiore non ha precedenti nel romanico genovese.

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