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Chiesa di San Luca a Genova

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Genova

La chiesa di San Luca prospetta su una piccola piazza posta a lato dell'antico percorso che collegava la "civitas" (la prima città murata) e il "burgus" di S. Siro. Importante asse commerciale parallelo alla Ripa, via San Luca è sede, dal XII al XVII secolo dell'insediamento dei Grimaldi e degli Spinola, due delle quattro famiglie genovesi (con i Doria e i Fieschi) di nobiltà medievale.

Edificata nel 1188 sull'area di proprietà di Oberto Grimaldi per volere del suocero Oberto Spinola - come viene riportato da una lapide posta al centro dell'architrave del portale d'accesso - la chiesa diventa nel 1485 collegiata per volere di Innocenzo VIII e successivamente, nel 1589, parrocchia gentilizia delle due famiglie. Dopo il XV secolo lungo la via e sulla piazza gli edifici medievali, prendendo a modello i nuovi palazzi di Strada Nuova, si trasformano in più sontuose dimore rinascimentali: si chiudono i portici inserendo atrii e cortili, si risistemano i prospetti.

La chiesa, conseguentemente, è riedificata tra il 1626 e il 1650 su un progetto che la critica recente ascrive a Bartolomeo Bianco nell'impianto planivolumetrico e all'architetto lombardo Carlo Mutone, riconosciuto autore della chiesa dei SS. Croce e Camillo (1667), nella risoluzione della facciata. Lo schema planimetrico ad aula unica, con l'asse longitudinale privilegiato dall'atrio e dal profondo presbiterio con coro curvilineo, è espressione della transizione dal tardomanierismo al barocco proprio per quell'allungamento della pianta centrale che diventera consueto nell'architettura ligure dei decenni successivi.

Al centro una cupola su alto tamburo è impostata su quattro ampi archi a tutto sesto, due dei quali individuano le cappelle poco profonde e a tutta altezza che permettono la dilatazione trasversale della navata. All'interno la decorazione ad affresco, pensata unitariamente per tutte le superfici e realizzata interamente da Domenico Piola con l'unico aiuto del quadraturista Padre Filippino Antonio Haffner nelle cornici e nell'architettura dipinta, accentua la centralita dell'aula; la luce che penetra dai finestroni lunettati del tamburo e dal cupolino fonde in un "unicum" spazio architettonico e apparato decorativo.

All'esterno la facciata (1650 circa), modulata da un avancorpo centrale racchiuso da lesene binate e da due corpi laterali leggermente arretrati con cartelle a stucco, non segue la tradizionale suddivisione a due ordini sovrapposti. L'unico ordine di lesene su alto basamento marmoreo si conclude in un frontone riccamente decorato da un festone di frutta e fiori che incornicia l'ampia finestra emisferica.

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario
Chiesa di San Luca a Genova
Tipologia: Edifici religiosi
Genova

La chiesa di San Luca prospetta su una piccola piazza posta a lato dell'antico percorso che collegava la "civitas" (la prima città murata) e il "burgus" di S. Siro. Importante asse commerciale parallelo alla Ripa, via San Luca è sede, dal XII al XVII secolo dell'insediamento dei Grimaldi e degli Spinola, due delle quattro famiglie genovesi (con i Doria e i Fieschi) di nobiltà medievale.

Edificata nel 1188 sull'area di proprietà di Oberto Grimaldi per volere del suocero Oberto Spinola - come viene riportato da una lapide posta al centro dell'architrave del portale d'accesso - la chiesa diventa nel 1485 collegiata per volere di Innocenzo VIII e successivamente, nel 1589, parrocchia gentilizia delle due famiglie. Dopo il XV secolo lungo la via e sulla piazza gli edifici medievali, prendendo a modello i nuovi palazzi di Strada Nuova, si trasformano in più sontuose dimore rinascimentali: si chiudono i portici inserendo atrii e cortili, si risistemano i prospetti.

La chiesa, conseguentemente, è riedificata tra il 1626 e il 1650 su un progetto che la critica recente ascrive a Bartolomeo Bianco nell'impianto planivolumetrico e all'architetto lombardo Carlo Mutone, riconosciuto autore della chiesa dei SS. Croce e Camillo (1667), nella risoluzione della facciata. Lo schema planimetrico ad aula unica, con l'asse longitudinale privilegiato dall'atrio e dal profondo presbiterio con coro curvilineo, è espressione della transizione dal tardomanierismo al barocco proprio per quell'allungamento della pianta centrale che diventera consueto nell'architettura ligure dei decenni successivi.

Al centro una cupola su alto tamburo è impostata su quattro ampi archi a tutto sesto, due dei quali individuano le cappelle poco profonde e a tutta altezza che permettono la dilatazione trasversale della navata. All'interno la decorazione ad affresco, pensata unitariamente per tutte le superfici e realizzata interamente da Domenico Piola con l'unico aiuto del quadraturista Padre Filippino Antonio Haffner nelle cornici e nell'architettura dipinta, accentua la centralita dell'aula; la luce che penetra dai finestroni lunettati del tamburo e dal cupolino fonde in un "unicum" spazio architettonico e apparato decorativo.

All'esterno la facciata (1650 circa), modulata da un avancorpo centrale racchiuso da lesene binate e da due corpi laterali leggermente arretrati con cartelle a stucco, non segue la tradizionale suddivisione a due ordini sovrapposti. L'unico ordine di lesene su alto basamento marmoreo si conclude in un frontone riccamente decorato da un festone di frutta e fiori che incornicia l'ampia finestra emisferica.

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