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Oratori della provincia di Imperia

Questo itinerario attraverso gli oratori delle confraternite della città di Imperia è stato messo a punto partendo dai risultati del progetto europeo di cooperazione transfrontaliera ACCESSIT, che ha perseguito la conoscenza e l’accessibilità del patrimonio storico-artistico, anche di quello meno noto, presente sul territorio di quattro regioni o dipartimenti tirrenici, fra cui la Liguria.

I centri storici di Porto Maurizio e Oneglia, che dal 1923 formano l’attuale Imperia, hanno origini medievali. Infatti, pur senza escludere la possibilità di minuscoli insediamenti in età classica e preistorica, si osserva nella Tabula Peutingeriana (copia medievale di uno stradario romano di età imperiale) come gli unici toponimi segnati tra Ventimiglia (Albintimilium) e Albenga (Albingaunum) siano Costa Balenae, matrice dell’odierna Taggia, e Lucus Bormani, in corrispondenza della valle di Diano. Porto Maurizio, in origine libero Comune, entra nel 1276 a far parte della Repubblica di Genova e vi resta legata fino all’epoca napoleonica, mentre Oneglia, dapprima feudo vescovile, diviene nel 1298 possedimento della famiglia Doria, per passare nel 1576 sotto il dominio dei Savoia. Come in ogni campo della storia imperiese, anche per le vicende religiose vanno pertanto considerate le diverse situazioni politiche dei due abitati.

Nel borgo della Marina di Porto Maurizio gli Ospitalieri di San Giovanni fondano nel secolo XIII un oratorio con un piccolo ricovero, allo scopo di accogliere i pellegrini giunti sul posto dopo la chiusura delle porte dell’abitato. In esso soggiorna nel 1365 l’ormai anziano Francesco Petrarca, di ritorno da Avignone. Un secondo luogo di culto dedicato al Precursore di Cristo, con annesso ospedale, sorge nei primi anni del Quattrocento all’interno della cerchia muraria. Un sodalizio attivo ab antiquo sul posto è quello di S. Caterina Vergine e Martire, nella borgata omonima. Quindi nella seconda metà del Quattrocento, propiziata dall’insediarsi del convento francescano, si aggiunge la compagnia della Beata Vergine Annunziata. Un’altra viene dedicata nel secolo successivo alla Santissima Trinità dei Pellegrini, collegata all’omonima Arciconfraternita istituita a Roma nel 1548 da S. Filippo Neri.

Nel 1574 le confraternite di Santa Caterina e della Trinità si fondono e fissano il luogo di riunione nella sede della prima, mentre l’altra viene trasformata in ricovero. La congregazione così allargata mantiene il possesso dell’oratorio di San Giovanni Battista, affacciato sul piccolo slargo di fronte alle Clarisse. Tra il 1591 e il 1592 vengono presi accordi con l’Annunziata per un nuovo accorpamento e nel 1595, con atto del notaio Giovanni Battista Curotti (cognome citato in vari modi dalle fonti), si proclama l’aggregazione delle compagnie della SS. Trinità dei Pellegrini, dell’Annunziata e di S. Caterina d’Alessandria. Con la nascita dell’Unione dei Disciplinanti sotto il titolo di San Pietro, che l’11 settembre 1599 s’insedia nell’omonimo oratorio di proprietà della famiglia Barla.
Circa un secolo dopo prende vita la confraternita di Nostra Signora dei Sette Dolori e della Buona Morte che nel 1697, su progetto di Giovanni Battista Oreggia, completa il proprio oratorio (demolito in seguito al terremoto del 1887) non lontano dall’antica Collegiata. Una nuova confraternita della Trinità, legata all’Ordine fondato in Francia alla fine del secolo XII da Giovanni di Matha e Felice di Valois, sorge nei primi anni del Settecento su iniziativa del canonico Bartolomeo Bruno (1638-1713), che edifica in parte a proprie spese una chiesa dedicata alla Santa Croce sulla collina oggi detta del Calvario.

Nell’enclave sabauda di Oneglia sono attestate anticamente due associazioni religiose laicali. La prima, intitolata alla Santissima Annunziata, è attiva nella cappella di Santa Maria della Pietà, eretta nei primi anni del Quattrocento dopo il passaggio nel Ponente ligure di San Vincenzo Ferrer e dei Penitenti Bianchi. La seconda, dei Disciplinanti dei Santi Sebastiano e Rocco, viene citata in documenti di fine Cinquecento. Verso la metà del secolo XVII le due confraternite si fondono e si trasferiscono nell’oratorio dell’Unione, edificato in quel periodo e oggi scomparso. A causa di contrasti interni si verifica però ben presto la ripresa dei nomi e delle sedi originarie e presso l’Unione si stabilisce un terzo sodalizio sotto il titolo della Santissima Concezione.
Nel 1742, con il sorgere della Collegiata di San Giovanni Battista, l’oratorio di Santa Maria della Pietà viene abbandonato e l’Annunziata si trasferisce dapprima nella chiesetta di Nostra Signora di Loreto, poi nell’antico convento di San Francesco di Paola, per stabilirsi nel 1890 in San Biagio al Collegio, già sede di una compagnia della Buona Morte sotto il titolo di San Giuseppe. L’antico oratorio di San Sebastiano sopravvive fino allo scorcio dell’Ottocento: abbattuto anch’esso a causa dei danni causati dal terremoto del 1887, viene ricostruito nelle forme attuali su progetto dell’ingegnere civico Regnoli.

Puoi consultare le tappe dell'itinerario dalla mappa interattiva o dall'elenco sottostante
Oratori della provincia di Imperia

Questo itinerario attraverso gli oratori delle confraternite della città di Imperia è stato messo a punto partendo dai risultati del progetto europeo di cooperazione transfrontaliera ACCESSIT, che ha perseguito la conoscenza e l’accessibilità del patrimonio storico-artistico, anche di quello meno noto, presente sul territorio di quattro regioni o dipartimenti tirrenici, fra cui la Liguria.

I centri storici di Porto Maurizio e Oneglia, che dal 1923 formano l’attuale Imperia, hanno origini medievali. Infatti, pur senza escludere la possibilità di minuscoli insediamenti in età classica e preistorica, si osserva nella Tabula Peutingeriana (copia medievale di uno stradario romano di età imperiale) come gli unici toponimi segnati tra Ventimiglia (Albintimilium) e Albenga (Albingaunum) siano Costa Balenae, matrice dell’odierna Taggia, e Lucus Bormani, in corrispondenza della valle di Diano. Porto Maurizio, in origine libero Comune, entra nel 1276 a far parte della Repubblica di Genova e vi resta legata fino all’epoca napoleonica, mentre Oneglia, dapprima feudo vescovile, diviene nel 1298 possedimento della famiglia Doria, per passare nel 1576 sotto il dominio dei Savoia. Come in ogni campo della storia imperiese, anche per le vicende religiose vanno pertanto considerate le diverse situazioni politiche dei due abitati.

Nel borgo della Marina di Porto Maurizio gli Ospitalieri di San Giovanni fondano nel secolo XIII un oratorio con un piccolo ricovero, allo scopo di accogliere i pellegrini giunti sul posto dopo la chiusura delle porte dell’abitato. In esso soggiorna nel 1365 l’ormai anziano Francesco Petrarca, di ritorno da Avignone. Un secondo luogo di culto dedicato al Precursore di Cristo, con annesso ospedale, sorge nei primi anni del Quattrocento all’interno della cerchia muraria. Un sodalizio attivo ab antiquo sul posto è quello di S. Caterina Vergine e Martire, nella borgata omonima. Quindi nella seconda metà del Quattrocento, propiziata dall’insediarsi del convento francescano, si aggiunge la compagnia della Beata Vergine Annunziata. Un’altra viene dedicata nel secolo successivo alla Santissima Trinità dei Pellegrini, collegata all’omonima Arciconfraternita istituita a Roma nel 1548 da S. Filippo Neri.

Nel 1574 le confraternite di Santa Caterina e della Trinità si fondono e fissano il luogo di riunione nella sede della prima, mentre l’altra viene trasformata in ricovero. La congregazione così allargata mantiene il possesso dell’oratorio di San Giovanni Battista, affacciato sul piccolo slargo di fronte alle Clarisse. Tra il 1591 e il 1592 vengono presi accordi con l’Annunziata per un nuovo accorpamento e nel 1595, con atto del notaio Giovanni Battista Curotti (cognome citato in vari modi dalle fonti), si proclama l’aggregazione delle compagnie della SS. Trinità dei Pellegrini, dell’Annunziata e di S. Caterina d’Alessandria. Con la nascita dell’Unione dei Disciplinanti sotto il titolo di San Pietro, che l’11 settembre 1599 s’insedia nell’omonimo oratorio di proprietà della famiglia Barla.
Circa un secolo dopo prende vita la confraternita di Nostra Signora dei Sette Dolori e della Buona Morte che nel 1697, su progetto di Giovanni Battista Oreggia, completa il proprio oratorio (demolito in seguito al terremoto del 1887) non lontano dall’antica Collegiata. Una nuova confraternita della Trinità, legata all’Ordine fondato in Francia alla fine del secolo XII da Giovanni di Matha e Felice di Valois, sorge nei primi anni del Settecento su iniziativa del canonico Bartolomeo Bruno (1638-1713), che edifica in parte a proprie spese una chiesa dedicata alla Santa Croce sulla collina oggi detta del Calvario.

Nell’enclave sabauda di Oneglia sono attestate anticamente due associazioni religiose laicali. La prima, intitolata alla Santissima Annunziata, è attiva nella cappella di Santa Maria della Pietà, eretta nei primi anni del Quattrocento dopo il passaggio nel Ponente ligure di San Vincenzo Ferrer e dei Penitenti Bianchi. La seconda, dei Disciplinanti dei Santi Sebastiano e Rocco, viene citata in documenti di fine Cinquecento. Verso la metà del secolo XVII le due confraternite si fondono e si trasferiscono nell’oratorio dell’Unione, edificato in quel periodo e oggi scomparso. A causa di contrasti interni si verifica però ben presto la ripresa dei nomi e delle sedi originarie e presso l’Unione si stabilisce un terzo sodalizio sotto il titolo della Santissima Concezione.
Nel 1742, con il sorgere della Collegiata di San Giovanni Battista, l’oratorio di Santa Maria della Pietà viene abbandonato e l’Annunziata si trasferisce dapprima nella chiesetta di Nostra Signora di Loreto, poi nell’antico convento di San Francesco di Paola, per stabilirsi nel 1890 in San Biagio al Collegio, già sede di una compagnia della Buona Morte sotto il titolo di San Giuseppe. L’antico oratorio di San Sebastiano sopravvive fino allo scorcio dell’Ottocento: abbattuto anch’esso a causa dei danni causati dal terremoto del 1887, viene ricostruito nelle forme attuali su progetto dell’ingegnere civico Regnoli.