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I Primitivi fiamminghi a Genova

Tra i musei genovesi, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco conserva il maggior numero di opere, alcune estremamente significative dell’arte primitiva fiamminga.

Le quattro tavole del Maestro di San Giovanni Evangelista (San Giovanni Evangelista a Patmos; Resurrezione di Drusiana; Ultima Cena; Miracolo di San Giovanni Evangelista) formavano, con la pala centrale raffigurante la Messa di San Pietro di collezione privata, un polittico proveniente dalla chiesa genovese della SS. Annunziata del Vastato; dalla chiesa di San Colombano proviene Annunciazione di Jan Provost.

Dall’abbazia benedettina di San Gerolamo della Cervara, Santa Margherita Ligure, pervennero a Palazzo Bianco, in occasione della prima soppressione degli ordini religiosi di fine Settecento, le quattro tavole di Gerard David (Madonna dell’uva, San Gerolamo, San Mauro, Crocifissione), che formavano un articolato polittico, ed il trittico di Pieter Coecke van Aelst con Annunciazione, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto.

Ancora nella loro sede originale si possono vedere, nel secondo chiostro del convento domenicano di Santa Maria di Castello, il dipinto murale di Justus de Allemagna e due trittici: quello smembrato in due tavole rettangolari della chiesa di San Pancrazio e l’Adorazione dei Magi di Joos van Cleve della chiesa di San Donato.

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I Primitivi fiamminghi a Genova

Tra i musei genovesi, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco conserva il maggior numero di opere, alcune estremamente significative dell’arte primitiva fiamminga.

Le quattro tavole del Maestro di San Giovanni Evangelista (San Giovanni Evangelista a Patmos; Resurrezione di Drusiana; Ultima Cena; Miracolo di San Giovanni Evangelista) formavano, con la pala centrale raffigurante la Messa di San Pietro di collezione privata, un polittico proveniente dalla chiesa genovese della SS. Annunziata del Vastato; dalla chiesa di San Colombano proviene Annunciazione di Jan Provost.

Dall’abbazia benedettina di San Gerolamo della Cervara, Santa Margherita Ligure, pervennero a Palazzo Bianco, in occasione della prima soppressione degli ordini religiosi di fine Settecento, le quattro tavole di Gerard David (Madonna dell’uva, San Gerolamo, San Mauro, Crocifissione), che formavano un articolato polittico, ed il trittico di Pieter Coecke van Aelst con Annunciazione, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto.

Ancora nella loro sede originale si possono vedere, nel secondo chiostro del convento domenicano di Santa Maria di Castello, il dipinto murale di Justus de Allemagna e due trittici: quello smembrato in due tavole rettangolari della chiesa di San Pancrazio e l’Adorazione dei Magi di Joos van Cleve della chiesa di San Donato.