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Tessuti ricamati

Molti dei paramenti provenienti dal monastero dei Santi Giacomo e Filippo sono abbelliti da preziosi ricami che testimoniano l'importanza di tale produzione. Riferimenti a ricamatrici genovesi sono stati recuperati per il parato dei Santi Giacomo e Filippo esposto nel retro-coro del convento di Santa Maria di Castello.

L'escursus ha permesso l'inserimento di alcuni di questi paramenti all'interno di un'evoluzione dell'arte ricamatoria ligure che trova conferme e confronti in altri manufatti recuperati sul territorio. Si tratta in particolare di tessuti tardo secenteschi e settecenteschi i cui motivi decorativi travalicano l'ambito tessile coinvolgendo altre arti minori (legni, argenti, stucchi).

La raffigurazione quasi scientifica delle specie floreali si univa alla fantasia ed al virtuosismo tecnico dei motivi decorativi che testimoniano la divulgazione in Liguria di repertori degli ornatisti francesi e permettono l'individuazione di un comune percorso artistico.

La decorazione a vaso presenta una progressiva riduzione dell¿imbottitura per il ricamo prezioso e un'elaborazione dell'oro e dell'argento che si può leggere all'interno dell'evoluzione della ricerca cromatica e naturalistica propria alla produzione settecentesca. D'altronde l'intervento di famosi artisti genovesi nella realizzazione dei disegni per i ricamatori produsse l'ampliamento di uno stesso linguaggio artistico attraverso tecniche diverse.

La produzione ottocentesca ripropone ancora i modelli del secolo precedente ridotti a poche sfumature cromatiche, a un irrigidimento della linea secondo un depauperamento complessivo che genera manufatti a volte di livello qualitativo medio basso. In questo periodo si collocano alcuni oggetti di livello artigianale minore, anche due cotte e tre camici abbelliti da pizzi ricamati che presentano la tipica pieghettatura del tessuto praticata a partire dal sec. XVIII nei monasteri.