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Teatro Salvini

Tipologia: Teatri
casa Sibilla, via Umberto 1 - Pieve di Teco
Telefono: 0183 70 44 23
L'interno del teatro L'interno del teatro
L'ingresso del teatro L'ingresso del teatro
L'interno del teatro L'interno del teatro
I palchi I palchi
I palchi I palchi
La facciata La facciata
Il palcoscenico Il palcoscenico
La quinta decorata La quinta decorata

Notizie storiche

Fin dal Settecento a Pieve di Teco si ha notizia di occasioni di intrattenimento musicale e teatrale. Dopo la ventata laica dell’era napoleonica, parte della popolazione chiede che la Chiesa della Ripa, già adibita a teatro prima del 1789, torni ad essere dedicata alla medesima attività, mentre la Confraternita di N.S. Assunta in Cielo si oppone vivacemente. Un decreto di “Sua Maestà Reale” conclude il dibattito proibendo la ricostruzione del teatro nella sede proposta. Nel 1834 Giuseppe Manfredi, esponente di una famiglia benestante, avanza al Consiglio Comunale, che la approva, la richiesta di concessione del fabbricato del forno della Roggia per costruire un teatro.
Così, sino agli anni Venti del XX secolo, il piccolo teatro di Pieve presenta spettacoli di diverso tipo, attraverso l’iniziativa privata ma anche grazie allo stesso Comune che si mantiene su posizioni di mecenatismo intelligente contribuendo ad arricchire il Salvini di importanti opportunità.
Nel 1897 i Sibilla, nuovi proprietari, commissionano lavori di restauro e rifacimento della copertura dell’immobile; nello stesso periodo compare l’intitolazione all’attore Tommaso Salvini, uno dei miti teatrali dell’Ottocento.
Ma la crisi demografica ed economica seguita alla Prima Guerra Mondiale spegne il fermento che aveva favorito la nascita e la crescita del Salvini: inizia la triste decadenza del teatro, che si accompagna a quella generale di Pieve di Teco, e il Salvini è definitivamente chiuso.
Nel 2004, con i lavori di recupero della struttura, la Provincia di Imperia sceglie di ribaltare il finale di una storia di decadenza culturale e di restituire questo piccolo gioiello al suo territorio, animandolo con una programmazione di rilievo, nonostante le dimensioni contenute.

Descrizione architettonica

Il teatro, giunto a noi molto degradato ma mantenuto nella sua configurazione originale, presenta una piccola platea rettangolare da circa 100 posti a sedere, su cui si affacciano un ordine di palchetti lignei ed il loggione. La pianta a U, che non consente una visibilità ottimale, risponde ad un bisogno di comunicazione dell’epoca, quando, essendo molto frequenti le feste danzanti, l’interazione fra il palcoscenico – pur di modeste dimensioni - i palchetti e la platea doveva essere necessariamente favorita. Si tratta di un tipico esempio di teatro all’italiana, un bene culturale da visitare e trattare come un “monumento” a testimonianza di un’epoca, di una evoluzione dell’idea di teatro. La facciata dipinta e le decorazioni dell’interno, ancorché molto degradate, mantengono la loro leggibilità.
Il nuovo, delizioso, piccolo Salvini, dopo il restauro curato dall’architetto Maria Carmen Lanteri, presenta una sala di piccolissime dimensioni e di una grazia strutturale dovuta all’impianto di tipo settecentesco a U: le note tecniche, pur nel confermare necessariamente l’esiguo numero di potenziali spettatori, non lasciano immaginare il feeling particolare di questa struttura leggera e calda, dove l’impatto emozionale, confortato dalla sicurezza degli interventi recenti, è ancora ingigantito dall’armonioso rapporto fra scena e cavea e fra spettatore e spettatore.

Teatro Salvini
Tipologia: Teatri
casa Sibilla, via Umberto 1 Pieve di Teco
Telefono: 0183 70 44 23

Notizie storiche

Fin dal Settecento a Pieve di Teco si ha notizia di occasioni di intrattenimento musicale e teatrale. Dopo la ventata laica dell’era napoleonica, parte della popolazione chiede che la Chiesa della Ripa, già adibita a teatro prima del 1789, torni ad essere dedicata alla medesima attività, mentre la Confraternita di N.S. Assunta in Cielo si oppone vivacemente. Un decreto di “Sua Maestà Reale” conclude il dibattito proibendo la ricostruzione del teatro nella sede proposta. Nel 1834 Giuseppe Manfredi, esponente di una famiglia benestante, avanza al Consiglio Comunale, che la approva, la richiesta di concessione del fabbricato del forno della Roggia per costruire un teatro.
Così, sino agli anni Venti del XX secolo, il piccolo teatro di Pieve presenta spettacoli di diverso tipo, attraverso l’iniziativa privata ma anche grazie allo stesso Comune che si mantiene su posizioni di mecenatismo intelligente contribuendo ad arricchire il Salvini di importanti opportunità.
Nel 1897 i Sibilla, nuovi proprietari, commissionano lavori di restauro e rifacimento della copertura dell’immobile; nello stesso periodo compare l’intitolazione all’attore Tommaso Salvini, uno dei miti teatrali dell’Ottocento.
Ma la crisi demografica ed economica seguita alla Prima Guerra Mondiale spegne il fermento che aveva favorito la nascita e la crescita del Salvini: inizia la triste decadenza del teatro, che si accompagna a quella generale di Pieve di Teco, e il Salvini è definitivamente chiuso.
Nel 2004, con i lavori di recupero della struttura, la Provincia di Imperia sceglie di ribaltare il finale di una storia di decadenza culturale e di restituire questo piccolo gioiello al suo territorio, animandolo con una programmazione di rilievo, nonostante le dimensioni contenute.

Descrizione architettonica

Il teatro, giunto a noi molto degradato ma mantenuto nella sua configurazione originale, presenta una piccola platea rettangolare da circa 100 posti a sedere, su cui si affacciano un ordine di palchetti lignei ed il loggione. La pianta a U, che non consente una visibilità ottimale, risponde ad un bisogno di comunicazione dell’epoca, quando, essendo molto frequenti le feste danzanti, l’interazione fra il palcoscenico – pur di modeste dimensioni - i palchetti e la platea doveva essere necessariamente favorita. Si tratta di un tipico esempio di teatro all’italiana, un bene culturale da visitare e trattare come un “monumento” a testimonianza di un’epoca, di una evoluzione dell’idea di teatro. La facciata dipinta e le decorazioni dell’interno, ancorché molto degradate, mantengono la loro leggibilità.
Il nuovo, delizioso, piccolo Salvini, dopo il restauro curato dall’architetto Maria Carmen Lanteri, presenta una sala di piccolissime dimensioni e di una grazia strutturale dovuta all’impianto di tipo settecentesco a U: le note tecniche, pur nel confermare necessariamente l’esiguo numero di potenziali spettatori, non lasciano immaginare il feeling particolare di questa struttura leggera e calda, dove l’impatto emozionale, confortato dalla sicurezza degli interventi recenti, è ancora ingigantito dall’armonioso rapporto fra scena e cavea e fra spettatore e spettatore.