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Teatro Gustavo Modena e Sala Mercato (Archivolto)

Tipologia: Teatri
Piazza Modena, 3 - 16149 Genova
Telefono: Informazioni: 010 65 92 220 Biglietteria: 010 41 21 35
Fax: 010 65 92 224
Panoramica dell'interno del teatro Modena - foto di Bepi Caroli Panoramica dell'interno del teatro Modena - foto di Bepi Caroli
Sala Mercato - foto di Bepi Caroli Sala Mercato - foto di Bepi Caroli
I palchi del teatro Modena I palchi del teatro Modena
Il soffitto decorato da Nicolò Barabino Il soffitto decorato da Nicolò Barabino
Un particolare delle decorazioni interne Un particolare delle decorazioni interne
Un particolare delle decorazioni interne Un particolare delle decorazioni interne
Il Teatro dell’Archivolto è diretto dal 1986 da Pina Rando e Giorgio Gallione. Fin dai suoi esordi ha operato nel settore del teatro di prosa e del teatro ragazzi con un indirizzo artistico, drammaturgico e stilistico assolutamente originale, rivolto all’inseguimento di nuovi territori e nuove forme di espressione teatrale, la cui ispirazione può essere di volta in volta la letteratura o la musica, il cinema o il fumetto, sempre e comunque nella direzione del nuovo, dell’inconsueto e dell’inedito.
In questi quasi venticinque anni di attività ha prodotto più di 100 spettacoli, presentati in tutta Italia. Tra i protagonisti più recenti degli spettacoli dell’Archivolto ricordiamo Claudio Bisio, Neri Marcorè, Marina Massironi, Giorgio Scaramuzzino, Eugenio Allegri.
Dallo stretto rapporto tra teatro e letteratura coltivato dal direttore artistico Giorgio Gallione, sono nate collaborazioni con scrittori come Stefano Benni, Daniel Pennac, Luis Sepulveda, Roddy Doyle, Ian McEwan e molti altri.

Dal 1997, in seguito a un’opera di attento restauro di cui la compagnia si è fatta carico, l’Archivolto opera negli spazi del Teatro Gustavo Modena, vero gioiello architettonico e della moderna Sala Mercato, ricavata qualche anno più tardi dal recupero dell’adiacente vecchio mercato.
In queste sale, oltre a produrre i propri spettacoli, il Teatro dell’Archivolto, ospita una stagione variegata, capace di accogliere espressioni artistiche diverse, dal teatro comico d’autore al teatro civile, dalla danza alla musica jazz, dal teatro di ricerca al teatro ragazzi.
Tra gli ospiti delle ultime stagioni ricordiamo Moni Ovadia, Lella Costa, Emma Dante, Ascanio Celestini, Giuseppe Battiston, Virgilio Sieni.

Il Teatro dell’Archivolto organizza anche rassegne di teatro ragazzi indirizzate alle scuole in matinée (per informazioni: scuola@archivolto.it) e alle famiglie con programmazione pomeridiana.

Notizie storiche

Anche a Sampierdarena, assicurando così la degna prosecuzione di una tradizione teatrale lì risalente al Settecento, è la borghesia a finanziare la costruzione di un teatro moderno individuandone, come era accaduto a Genova, la collocazione urbana su un’area destinata a diventare centrale e particolarmente funzionale ma, diversamente da Genova, intitolando il proprio teatro a un celebre attore contemporaneo, Gustavo Modena, dichiaratamente repubblicano.
Il teatro, realizzato su progetto dell’architetto Nicolò Bruno, è inaugurato il 19 settembre 1857 con un'opera lirica, Tutti in maschera di Carlo Pedrotti, che aveva debuttato l'anno precedente a Verona e non aveva ancora raggiunto i palcoscenici genovesi.
Nel 1859 il teatro è a disposizione delle truppe francesi durante la seconda guerra di indipendenza, con ovvi effetti sulla programmazione. L’attività è da subito altalenante e gradualmente l’interesse del teatro si indirizza alla prosa - ospitando attori quali Ernesto Rossi, Adelaide Ristori, Gustavo Salvini - anche per effetto dell’inaugurazione, nel 1887, del Politeama Sampierdarenese che regolarmente propone stagioni di lirica fino alla fine degli anni Venti.
Nel 1922 il teatro è oggetto di un intervento di restauro per riaprire nel 1923 con Carmen di Bizet cui seguono altri titoli lirici fino alla metà degli anni Trenta.
Il Modena, entrato nel 1926 nel contesto cittadino ma destinato, prevalentemente, ad attività cinematografica, è risparmiato dalla guerra divenendo l’unico superstite del modello teatrale ottocentesco.
L'effettiva impossibilità di adeguare gli spazi alle normative vigenti decreta la chiusura nel 1983 fino al 1997 quando, nuovamente recuperata, la struttura riapre il sipario con lo spettacolo Snaporaz Fellini di Giorgio Gallione con la regia dello stesso Gallione e le scene di Guido Fiorato.

Descrizione architettonica

Il Modena è inaugurato il 19 settembre 1857, a poco più di un anno dall'inizio dei lavori. La facciata neoclassica, realizzata su due piani, riportava a livello stradale cinque aperture arcate e al piano superiore un colonnato ionico sormontato da un timpano. All’atrio corrispondeva un ridotto posto al piano superiore. La sala, a forma di ferro di cavallo con eleganti rifiniture in legno e decorazioni, stucchi e dorature, proponeva quattro ordini di palchi e aveva una capienza di 800 posti fra palchi, loggione e platea. Dalla parete di fondo del palcoscenico si accedeva alla zona camerini. La copertura dell’edificio era assicurata da un tetto a capanna con una possente struttura lignea. La decorazione della sala fu affidata al pittore Nicolò Barabino che dipinse il Ritratto di Gustavo Modena sul soffitto e poi firmò il sipario principale che, su una superficie di 120 metri quadrati, raffigurava un'Apoteosi di Ludovico Ariosto al Tempio della Gloria.
Nel 1922 il Modena è oggetto di un intervento - firmato da Raffaele Bruno, nipote del progettista – grazie al quale la struttura è ricostruita in cemento armato e la sala abbassata per poterla ampliare con posti a sedere sotto il primo ordine di palchi; la quarta fila di palchi e il loggione confluiscono in una galleria e la capienza totale aumenta a circa 900 posti.
In seguito alla chiusura del 1983 la struttura subisce un serio degrado, non compromessa nella sua integrità, ma popolata da pulci e colombi, rovinata negli interni, avviata a un inesorabile declino.
Nel 1997, dopo una lunga serie di traversie, il Modena, restituito alla sua antica bellezza, mostra la mantenuta struttura originaria con platea, tre ordini di palchi e loggione.

Teatro Gustavo Modena e Sala Mercato (Archivolto)
Tipologia: Teatri
Piazza Modena, 3 16149 Genova
Telefono: Informazioni: 010 65 92 220 Biglietteria: 010 41 21 35
Fax: 010 65 92 224
Il Teatro dell’Archivolto è diretto dal 1986 da Pina Rando e Giorgio Gallione. Fin dai suoi esordi ha operato nel settore del teatro di prosa e del teatro ragazzi con un indirizzo artistico, drammaturgico e stilistico assolutamente originale, rivolto all’inseguimento di nuovi territori e nuove forme di espressione teatrale, la cui ispirazione può essere di volta in volta la letteratura o la musica, il cinema o il fumetto, sempre e comunque nella direzione del nuovo, dell’inconsueto e dell’inedito.
In questi quasi venticinque anni di attività ha prodotto più di 100 spettacoli, presentati in tutta Italia. Tra i protagonisti più recenti degli spettacoli dell’Archivolto ricordiamo Claudio Bisio, Neri Marcorè, Marina Massironi, Giorgio Scaramuzzino, Eugenio Allegri.
Dallo stretto rapporto tra teatro e letteratura coltivato dal direttore artistico Giorgio Gallione, sono nate collaborazioni con scrittori come Stefano Benni, Daniel Pennac, Luis Sepulveda, Roddy Doyle, Ian McEwan e molti altri.

Dal 1997, in seguito a un’opera di attento restauro di cui la compagnia si è fatta carico, l’Archivolto opera negli spazi del Teatro Gustavo Modena, vero gioiello architettonico e della moderna Sala Mercato, ricavata qualche anno più tardi dal recupero dell’adiacente vecchio mercato.
In queste sale, oltre a produrre i propri spettacoli, il Teatro dell’Archivolto, ospita una stagione variegata, capace di accogliere espressioni artistiche diverse, dal teatro comico d’autore al teatro civile, dalla danza alla musica jazz, dal teatro di ricerca al teatro ragazzi.
Tra gli ospiti delle ultime stagioni ricordiamo Moni Ovadia, Lella Costa, Emma Dante, Ascanio Celestini, Giuseppe Battiston, Virgilio Sieni.

Il Teatro dell’Archivolto organizza anche rassegne di teatro ragazzi indirizzate alle scuole in matinée (per informazioni: scuola@archivolto.it) e alle famiglie con programmazione pomeridiana.

Notizie storiche

Anche a Sampierdarena, assicurando così la degna prosecuzione di una tradizione teatrale lì risalente al Settecento, è la borghesia a finanziare la costruzione di un teatro moderno individuandone, come era accaduto a Genova, la collocazione urbana su un’area destinata a diventare centrale e particolarmente funzionale ma, diversamente da Genova, intitolando il proprio teatro a un celebre attore contemporaneo, Gustavo Modena, dichiaratamente repubblicano.
Il teatro, realizzato su progetto dell’architetto Nicolò Bruno, è inaugurato il 19 settembre 1857 con un'opera lirica, Tutti in maschera di Carlo Pedrotti, che aveva debuttato l'anno precedente a Verona e non aveva ancora raggiunto i palcoscenici genovesi.
Nel 1859 il teatro è a disposizione delle truppe francesi durante la seconda guerra di indipendenza, con ovvi effetti sulla programmazione. L’attività è da subito altalenante e gradualmente l’interesse del teatro si indirizza alla prosa - ospitando attori quali Ernesto Rossi, Adelaide Ristori, Gustavo Salvini - anche per effetto dell’inaugurazione, nel 1887, del Politeama Sampierdarenese che regolarmente propone stagioni di lirica fino alla fine degli anni Venti.
Nel 1922 il teatro è oggetto di un intervento di restauro per riaprire nel 1923 con Carmen di Bizet cui seguono altri titoli lirici fino alla metà degli anni Trenta.
Il Modena, entrato nel 1926 nel contesto cittadino ma destinato, prevalentemente, ad attività cinematografica, è risparmiato dalla guerra divenendo l’unico superstite del modello teatrale ottocentesco.
L'effettiva impossibilità di adeguare gli spazi alle normative vigenti decreta la chiusura nel 1983 fino al 1997 quando, nuovamente recuperata, la struttura riapre il sipario con lo spettacolo Snaporaz Fellini di Giorgio Gallione con la regia dello stesso Gallione e le scene di Guido Fiorato.

Descrizione architettonica

Il Modena è inaugurato il 19 settembre 1857, a poco più di un anno dall'inizio dei lavori. La facciata neoclassica, realizzata su due piani, riportava a livello stradale cinque aperture arcate e al piano superiore un colonnato ionico sormontato da un timpano. All’atrio corrispondeva un ridotto posto al piano superiore. La sala, a forma di ferro di cavallo con eleganti rifiniture in legno e decorazioni, stucchi e dorature, proponeva quattro ordini di palchi e aveva una capienza di 800 posti fra palchi, loggione e platea. Dalla parete di fondo del palcoscenico si accedeva alla zona camerini. La copertura dell’edificio era assicurata da un tetto a capanna con una possente struttura lignea. La decorazione della sala fu affidata al pittore Nicolò Barabino che dipinse il Ritratto di Gustavo Modena sul soffitto e poi firmò il sipario principale che, su una superficie di 120 metri quadrati, raffigurava un'Apoteosi di Ludovico Ariosto al Tempio della Gloria.
Nel 1922 il Modena è oggetto di un intervento - firmato da Raffaele Bruno, nipote del progettista – grazie al quale la struttura è ricostruita in cemento armato e la sala abbassata per poterla ampliare con posti a sedere sotto il primo ordine di palchi; la quarta fila di palchi e il loggione confluiscono in una galleria e la capienza totale aumenta a circa 900 posti.
In seguito alla chiusura del 1983 la struttura subisce un serio degrado, non compromessa nella sua integrità, ma popolata da pulci e colombi, rovinata negli interni, avviata a un inesorabile declino.
Nel 1997, dopo una lunga serie di traversie, il Modena, restituito alla sua antica bellezza, mostra la mantenuta struttura originaria con platea, tre ordini di palchi e loggione.