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Complesso ospitaliero di San Nicolao di Pietra Colice presso il Passo del Bracco

Tipologia: Siti archeologici
- La Spezia
Telefono: per info contattare il numero 348 28 23 807, Alessio Alberti

Sul massiccio del Bracco si snodava, fin da tempi remoti, una rete stradale di notevole importanza per i collegamenti tra Liguria, Toscana ed Emilia. Il centro di questo sistema si trovava sul Monte San Nicolao, chiamato nel medioevo "Pietra Colice". A seguito di recenti scavi archeologici nella zona, sono venute alla luce importantissime testimonianze storiche della presenza di un complesso ospedaliero e di una struttura religiosa romanica e funeraria di epoca medioevale. La Chiesa di San Nicolao costituisce il nucleo centrale dell'area archeologica situata sull'omonimo monte. È visibile l'impianto originale dell'edificio risalente al XII e XIII secolo a forma di croce con tre absidi semicircolari nel braccio orizzontale. Nella struttura, è presente un piccolo vano nella zona nord, destinato probabilmente ad ospitare una tomba piuttosto ricca. La particolare planimetria della chiesa medioevale fa supporre che, in origine, il complesso avesse una zona adibita ad ospedale o ricovero per i viandanti che percorrevano i sentieri. Ci sono anche resti di altri edifici, forse destinati al temporaneo ricovero dei pellegrini.
Durante il medioevo, infatti, erano molte le persone che si incamminavano a piedi per lunghi pellegrinaggi in direzione di Roma. L'ospitale di San Nicolao era piuttosto famoso in eta medievale, in quanto si trovava su un itinerario cruciale di collegamento tra la Liguria, l'Emilia e la Lunigiana e lungo una delle cosiddette "strade romee", come venivano chiamate le vie che più direttamente conducevano a Roma.

Le motivazioni del sorgere di questa "struttura di servizio" possono essere individuate considerando la particolare posizione geografica del luogo. Situato "in loco deserto" - come viene frequentemente definita in riferimenti medievali la zona di Pietra Colice, antico nome del San Nicolao - e quindi bisognoso di un punto di accoglienza per i viandanti. Ricordiamo che a partire dai primi tempi del secondo millennio il sorgere sul territorio degli hospitalia costituisce di fatto l'aspetto fondamentale della struttura organizzativa della viabilità medievale e rappresentavano anche - e forse principalmente - degli efficaci e potenti organi di controllo del territorio.

La sua nascita è voluta dalla famiglia dei Conti di Lavagna e specificamente dei Fieschi, che con l'erezione della struttura si assicurano un importante elemento di visibilita e di immagine e con la sua gestione un altrettanto importante strumento di controllo lungo la via che portava verso l'Italia centrale e quindi verso Roma.
Fu attivo fino al 1590, quando venne distrutto da un furioso incendio.
Attraverso l'Accordo di Programma Quadro (APQ) Salvaguardia e Tutela del Territorio, II° Accordo Integrativo del 30 novembre 2005, la Regione Liguria ha finanziato il progetto "Alta Via dei Monti Liguri: Individuazione e valorizzazione delle risorse culturali e storico-ambientali" coordinato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Pesaggistici della Liguria, con la volontà di salvaguardare e valorizzare le aree rurali connesse all'Alta Via, conciliando la loro tutela con l'utilizzo economico e la fruizione pubblica.
Nell'ambito territoriale interessato dal progetto Alta Via dei Monti Liguri, insediamenti, edifici e manufatti rurali e storici anche di grandi estensioni si sono accumulati ed intersecati nel corso dei millenni, in modo tale da produrre un complesso intreccio di valori paesistici, insediativi, monumentali, archeologici, storico-ambientali, le cui radici affondano talora senza apparente soluzione di continuità nell'Età del Bronzo.
Il programma dei lavori del progetto prevedeva anche la prosecuzione degli scavi presso il complesso ospitaliero di San Nicolao di Pietra Colice presso il Passo del Bracco.
Il sito è stato attrezzato con pannelli didattici esplicativi e inaugurato nella sua veste fruibile al pubblico sabato 26 settembre c.a. dopo otto anni di scavi, i primi sei dedicati alla "riesumazione" dell'hospitale che sorge su un pianoro tra i castagni. In corso d'opera si è scoperto che, sotto, esistevano tracce di frequentazioni dell'area di un'epoca precedente, in gran parte risalenti al III millennio avanti Cristo. È noto che nella zona si verificò un notevole sviluppo demografico durante l'Età del rame. Sono affiorati resti di piccole capanne e di fuochi: in futuro potranno essere oggetto di altre campagne di scavo.
La parte preistorica del sito è stata riseppellita, come prevede la moderna archeologia. La parte superiore medievale è stata oggetto di una estensiva campagna di scavo gestita e coordinata da vari enti (Soprintendenza Archeologica, Istituto Internazionale di Studi Liguri, sezione Tigullia, Universita di Genova, Regione Liguria) ed è ora visitabile effettuando un percorso anulare delimitato da una palizzata che circonda chiesetta e ospedale.
Lungo i sentieri sono posizionati sette pannelli esplicativi per raccontare le vicende storiche dei manufatti e accompagnare come materiale didattico i visitatori (numerosi studenti hanno per altro già seguito sul campo l'intera campagna di scavi).
L'area dotata di pannelli divulgativi è stata sistemata dopo che è stato ultimato lo scavo delle fasi preistoriche e le prospezioni nelle aree esterne, dove non si è mai scavato.
Sono anche a disposizione un volumetto guida a carattere divulgativo (con ampia parte relativa alla frequentazione preistorica) e depliants pieghevoli per facilitare la conoscenza del sito.

Complesso ospitaliero di San Nicolao di Pietra Colice presso il Passo del Bracco
Tipologia: Siti archeologici
La Spezia
Telefono: per info contattare il numero 348 28 23 807, Alessio Alberti

Sul massiccio del Bracco si snodava, fin da tempi remoti, una rete stradale di notevole importanza per i collegamenti tra Liguria, Toscana ed Emilia. Il centro di questo sistema si trovava sul Monte San Nicolao, chiamato nel medioevo "Pietra Colice". A seguito di recenti scavi archeologici nella zona, sono venute alla luce importantissime testimonianze storiche della presenza di un complesso ospedaliero e di una struttura religiosa romanica e funeraria di epoca medioevale. La Chiesa di San Nicolao costituisce il nucleo centrale dell'area archeologica situata sull'omonimo monte. È visibile l'impianto originale dell'edificio risalente al XII e XIII secolo a forma di croce con tre absidi semicircolari nel braccio orizzontale. Nella struttura, è presente un piccolo vano nella zona nord, destinato probabilmente ad ospitare una tomba piuttosto ricca. La particolare planimetria della chiesa medioevale fa supporre che, in origine, il complesso avesse una zona adibita ad ospedale o ricovero per i viandanti che percorrevano i sentieri. Ci sono anche resti di altri edifici, forse destinati al temporaneo ricovero dei pellegrini.
Durante il medioevo, infatti, erano molte le persone che si incamminavano a piedi per lunghi pellegrinaggi in direzione di Roma. L'ospitale di San Nicolao era piuttosto famoso in eta medievale, in quanto si trovava su un itinerario cruciale di collegamento tra la Liguria, l'Emilia e la Lunigiana e lungo una delle cosiddette "strade romee", come venivano chiamate le vie che più direttamente conducevano a Roma.

Le motivazioni del sorgere di questa "struttura di servizio" possono essere individuate considerando la particolare posizione geografica del luogo. Situato "in loco deserto" - come viene frequentemente definita in riferimenti medievali la zona di Pietra Colice, antico nome del San Nicolao - e quindi bisognoso di un punto di accoglienza per i viandanti. Ricordiamo che a partire dai primi tempi del secondo millennio il sorgere sul territorio degli hospitalia costituisce di fatto l'aspetto fondamentale della struttura organizzativa della viabilità medievale e rappresentavano anche - e forse principalmente - degli efficaci e potenti organi di controllo del territorio.

La sua nascita è voluta dalla famiglia dei Conti di Lavagna e specificamente dei Fieschi, che con l'erezione della struttura si assicurano un importante elemento di visibilita e di immagine e con la sua gestione un altrettanto importante strumento di controllo lungo la via che portava verso l'Italia centrale e quindi verso Roma.
Fu attivo fino al 1590, quando venne distrutto da un furioso incendio.
Attraverso l'Accordo di Programma Quadro (APQ) Salvaguardia e Tutela del Territorio, II° Accordo Integrativo del 30 novembre 2005, la Regione Liguria ha finanziato il progetto "Alta Via dei Monti Liguri: Individuazione e valorizzazione delle risorse culturali e storico-ambientali" coordinato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Pesaggistici della Liguria, con la volontà di salvaguardare e valorizzare le aree rurali connesse all'Alta Via, conciliando la loro tutela con l'utilizzo economico e la fruizione pubblica.
Nell'ambito territoriale interessato dal progetto Alta Via dei Monti Liguri, insediamenti, edifici e manufatti rurali e storici anche di grandi estensioni si sono accumulati ed intersecati nel corso dei millenni, in modo tale da produrre un complesso intreccio di valori paesistici, insediativi, monumentali, archeologici, storico-ambientali, le cui radici affondano talora senza apparente soluzione di continuità nell'Età del Bronzo.
Il programma dei lavori del progetto prevedeva anche la prosecuzione degli scavi presso il complesso ospitaliero di San Nicolao di Pietra Colice presso il Passo del Bracco.
Il sito è stato attrezzato con pannelli didattici esplicativi e inaugurato nella sua veste fruibile al pubblico sabato 26 settembre c.a. dopo otto anni di scavi, i primi sei dedicati alla "riesumazione" dell'hospitale che sorge su un pianoro tra i castagni. In corso d'opera si è scoperto che, sotto, esistevano tracce di frequentazioni dell'area di un'epoca precedente, in gran parte risalenti al III millennio avanti Cristo. È noto che nella zona si verificò un notevole sviluppo demografico durante l'Età del rame. Sono affiorati resti di piccole capanne e di fuochi: in futuro potranno essere oggetto di altre campagne di scavo.
La parte preistorica del sito è stata riseppellita, come prevede la moderna archeologia. La parte superiore medievale è stata oggetto di una estensiva campagna di scavo gestita e coordinata da vari enti (Soprintendenza Archeologica, Istituto Internazionale di Studi Liguri, sezione Tigullia, Universita di Genova, Regione Liguria) ed è ora visitabile effettuando un percorso anulare delimitato da una palizzata che circonda chiesetta e ospedale.
Lungo i sentieri sono posizionati sette pannelli esplicativi per raccontare le vicende storiche dei manufatti e accompagnare come materiale didattico i visitatori (numerosi studenti hanno per altro già seguito sul campo l'intera campagna di scavi).
L'area dotata di pannelli divulgativi è stata sistemata dopo che è stato ultimato lo scavo delle fasi preistoriche e le prospezioni nelle aree esterne, dove non si è mai scavato.
Sono anche a disposizione un volumetto guida a carattere divulgativo (con ampia parte relativa alla frequentazione preistorica) e depliants pieghevoli per facilitare la conoscenza del sito.