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Area archeologica di San Paragorio

Tipologia: Siti archeologici
via Collegio - Noli
Telefono: 010 271 81

L'area archeologica tardoantica - altomedievale con la Chiesa romanica di San Paragorio, gestita dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri, è visitabile su richiesta.
Come guida alla visita degli scavi è stato predisposto un percorso didattico che illustra gli edifici di culto e le fasi insediative.

Secondo l'ipotesi di Nino Lamboglia, l'antico borgo di Noli avrebbe avuto origine da una Neapolis menzionata da Giorgio Ciprio, come città nuova fondata (o rifondata) al tempo della dominazione bizantina in Liguria. Lo studioso ipotizzava anche l'esistenza di un vicus di età romana, collegato al porto - approdo naturale. A breve distanza da tale approdo sorge la chiesa romanica di San Paragorio, ai piedi della collina di San Michele e allo sbocco di due torrenti: il Rio Mazeno e il Rio Luminella, al di là del quale si sviluppa il centro storico medievale.

La chiesa di San Paragorio, di tipo romanico lombardo, presenta particolari analogie con edifici coevi provenzali e catalani. La sua datazione agli inizi del secolo XI, che ne fa una delle fondazioni più antiche della Liguria, è stata confermata dall'esame dei dieci bacini in ceramica invetriata - attribuibili a tale età - che erano murati, all'esterno, nell'abside maggiore. Il recente intervento di distacco delle ceramiche islamiche (in parte di produzione nordafricana, in parte siciliana), deciso per motivi di tutela - sostituendo gli originali con copie fedeli - ha consentito, infatti, di appurare che i bacini sono stati inseriti nella muratura al momento della costruzione dell'edificio religioso. L'aspetto attuale della chiesa e dovuto al restauro del d'Andrade che, intervenendo per i necessari lavori di consolidamento e ripristino dopo il terremoto del 1887, ne mise in luce l'originaria facies protoromanica, allora in parte celata da intonacature e aggiunte posteriori.

La cattedrale di San Paragorio costituisce uno dei migliori esempi d'arte romanica in Liguria; risale nelle forme attuali al secolo XI. Archetti pensili, lesene e maioliche islamiche ornano la facciata dell'edificio, i fianchi e le absidi; sul lato sinistro vi è un portico quattrocentesco fiancheggiato da tombe medievali. L'interno, romanico, conserva un ambone di epoca preromanica (ricostruito) ed un crocifisso ligneo coevo, una cattedra vescovile in legno (secolo XIII) ed affreschi trecenteschi. La chiesa romanica di San Paragorio si è sovrapposta, con il suo lato meridionale, a un edificio d'età tardo imperiale o altomedievale a pianta ottagonale: probabilmente un antico battistero.

La parte bassa dell'edificio (e le fondazioni di una costruzione ad esso adiacente, forse appartenenti a una chiesa affiancata al battistero) sono ancora visibili, incastrate nella muratura della chiesa medievale.

Area archeologica di San Paragorio
Tipologia: Siti archeologici
via Collegio Noli
Telefono: 010 271 81

L'area archeologica tardoantica - altomedievale con la Chiesa romanica di San Paragorio, gestita dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri, è visitabile su richiesta.
Come guida alla visita degli scavi è stato predisposto un percorso didattico che illustra gli edifici di culto e le fasi insediative.

Secondo l'ipotesi di Nino Lamboglia, l'antico borgo di Noli avrebbe avuto origine da una Neapolis menzionata da Giorgio Ciprio, come città nuova fondata (o rifondata) al tempo della dominazione bizantina in Liguria. Lo studioso ipotizzava anche l'esistenza di un vicus di età romana, collegato al porto - approdo naturale. A breve distanza da tale approdo sorge la chiesa romanica di San Paragorio, ai piedi della collina di San Michele e allo sbocco di due torrenti: il Rio Mazeno e il Rio Luminella, al di là del quale si sviluppa il centro storico medievale.

La chiesa di San Paragorio, di tipo romanico lombardo, presenta particolari analogie con edifici coevi provenzali e catalani. La sua datazione agli inizi del secolo XI, che ne fa una delle fondazioni più antiche della Liguria, è stata confermata dall'esame dei dieci bacini in ceramica invetriata - attribuibili a tale età - che erano murati, all'esterno, nell'abside maggiore. Il recente intervento di distacco delle ceramiche islamiche (in parte di produzione nordafricana, in parte siciliana), deciso per motivi di tutela - sostituendo gli originali con copie fedeli - ha consentito, infatti, di appurare che i bacini sono stati inseriti nella muratura al momento della costruzione dell'edificio religioso. L'aspetto attuale della chiesa e dovuto al restauro del d'Andrade che, intervenendo per i necessari lavori di consolidamento e ripristino dopo il terremoto del 1887, ne mise in luce l'originaria facies protoromanica, allora in parte celata da intonacature e aggiunte posteriori.

La cattedrale di San Paragorio costituisce uno dei migliori esempi d'arte romanica in Liguria; risale nelle forme attuali al secolo XI. Archetti pensili, lesene e maioliche islamiche ornano la facciata dell'edificio, i fianchi e le absidi; sul lato sinistro vi è un portico quattrocentesco fiancheggiato da tombe medievali. L'interno, romanico, conserva un ambone di epoca preromanica (ricostruito) ed un crocifisso ligneo coevo, una cattedra vescovile in legno (secolo XIII) ed affreschi trecenteschi. La chiesa romanica di San Paragorio si è sovrapposta, con il suo lato meridionale, a un edificio d'età tardo imperiale o altomedievale a pianta ottagonale: probabilmente un antico battistero.

La parte bassa dell'edificio (e le fondazioni di una costruzione ad esso adiacente, forse appartenenti a una chiesa affiancata al battistero) sono ancora visibili, incastrate nella muratura della chiesa medievale.