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Caverna delle Arene Candide

Tipologia: Siti archeologici
- Finale Ligure
Telefono: 010 271 81

Il nome dell'ampia caverna (m 70 x 20) è dovuto alla presenza nelle sue vicinanze di una duna di sabbia silicea bianca, le "Arene Candide", presente nella zona (fino agli anni '20 si addossava al promontorio della Caprazoppa). La cavità oggi si apre a 90 metri di altezza sul livello del mare ed è stata oggetto di esplorazioni fin dal XIX secolo.

Nel 1940 Luigi Bernabò Brea, soprintendente archeologo della Liguria, ha cominciato a scavare utilizzando il metodo stratigrafico nella parte più orientale della grotta, in una zona non intaccata dagli scavi ottocenteschi. I successivi scavi hanno messo in luce un deposito dello spessore di oltre otto metri databile tra l'età tardo-romana e il Paleolitico Superiore (25000 anni fa).

Le evidenze più significative sono date da oltre 20 sepolture di individui: tali sepolture si trovano in una zona interna della grotta in un livello datato a circa 11.600 anni fa. I corpi sono nella maggior parte dei casi allungati sulla schiena, in una fossa e l'ocra è presente in abbondanza. I corredi sono generalmente ricchi e si compongono di ornamenti di conchiglie marine e d'osso, pochi manufatti di selce, blocchetti d'ocra, arti e altre parti del corpo dei piccoli mammiferi e uccelli.

Nei livelli P è stata rinvenuta una sepoltura di un adolescente di sesso maschile, di circa 12-14 anni, nota in tutta la letteratura come la tomba del "Principe" per la ricchezza del corredo. Il corpo era deposto in posizione allungata presso la parete rocciosa. Era interamente coperto di ocra e su braccia, mani e piedi erano deposte intenzionalmente alcune pietre; una reticella di centinaia di conchiglie forate ricopriva la testa e quattro bastoni d'osso forati (i cosiddetti "bastoni del comando") si trovavano sulle spalle, sul torace e lungo il fianco sinistro.

La fauna ritrovata è rappresentata da resti di cervo, cinghiale, capriolo, stambecco, alce e camoscio nel livelli M, mentre nei livelli P domina lo stambecco, ma si trovano anche resti molto frammentari di mammut e rinoceronte. La grotta ha continuato ad essere occupata durante l'Età del rame, mentre è stata frequentata saltuariamente durante l'Età del Bronzo e del Ferro.

Caverna delle Arene Candide
Tipologia: Siti archeologici
Finale Ligure
Telefono: 010 271 81

Il nome dell'ampia caverna (m 70 x 20) è dovuto alla presenza nelle sue vicinanze di una duna di sabbia silicea bianca, le "Arene Candide", presente nella zona (fino agli anni '20 si addossava al promontorio della Caprazoppa). La cavità oggi si apre a 90 metri di altezza sul livello del mare ed è stata oggetto di esplorazioni fin dal XIX secolo.

Nel 1940 Luigi Bernabò Brea, soprintendente archeologo della Liguria, ha cominciato a scavare utilizzando il metodo stratigrafico nella parte più orientale della grotta, in una zona non intaccata dagli scavi ottocenteschi. I successivi scavi hanno messo in luce un deposito dello spessore di oltre otto metri databile tra l'età tardo-romana e il Paleolitico Superiore (25000 anni fa).

Le evidenze più significative sono date da oltre 20 sepolture di individui: tali sepolture si trovano in una zona interna della grotta in un livello datato a circa 11.600 anni fa. I corpi sono nella maggior parte dei casi allungati sulla schiena, in una fossa e l'ocra è presente in abbondanza. I corredi sono generalmente ricchi e si compongono di ornamenti di conchiglie marine e d'osso, pochi manufatti di selce, blocchetti d'ocra, arti e altre parti del corpo dei piccoli mammiferi e uccelli.

Nei livelli P è stata rinvenuta una sepoltura di un adolescente di sesso maschile, di circa 12-14 anni, nota in tutta la letteratura come la tomba del "Principe" per la ricchezza del corredo. Il corpo era deposto in posizione allungata presso la parete rocciosa. Era interamente coperto di ocra e su braccia, mani e piedi erano deposte intenzionalmente alcune pietre; una reticella di centinaia di conchiglie forate ricopriva la testa e quattro bastoni d'osso forati (i cosiddetti "bastoni del comando") si trovavano sulle spalle, sul torace e lungo il fianco sinistro.

La fauna ritrovata è rappresentata da resti di cervo, cinghiale, capriolo, stambecco, alce e camoscio nel livelli M, mentre nei livelli P domina lo stambecco, ma si trovano anche resti molto frammentari di mammut e rinoceronte. La grotta ha continuato ad essere occupata durante l'Età del rame, mentre è stata frequentata saltuariamente durante l'Età del Bronzo e del Ferro.