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MUSEO CIVILTA' CONTADINA "CAP. G.PENDOLA"

Tipologia: Musei e raccolte/Etnografia e antropologia
STRADA ANTICA DI MONTI (O DA PASSO GROPALLO) 16 - 16035 Rapallo (GE)
Telefono: 0185-56952; 331/4432141
Sala macine Sala macine
Esterno del museo Esterno del museo
Ponte di accesso con edicola Ponte di accesso con edicola
Sulla "strada antica di Monti", parte della via del Sale che da Rapallo sale lungo la Vallata del fiume S. Francesco, il Museo G. Pendola raccoglie piccoli e medi attrezzi da lavoro e per uso domestico; sono inoltre esposti fotografie ed effetti personali dell'antico proprietario Giovanni Pendola, capitano dei Garibaldini, e icone dedicate a N.S. di Montallegro, patrona di Rapallo. Il Museo occupa parte del Complesso molitorio del XVII secolo che fu sede di una piccola azienda che lavorava per conto terzi in cambio di denaro o di parte del prodotto e che oggi, dichiarato monumento nazionale, riveste grande interesse storico e di cultura materiale. Il complesso è composto da quattro edifici in pietra locale, posti su tre livelli, destinati all'uso di frantoio per le olive (localmente "copressa"), di mulini (l'uno per il grano e l'altro per le castagne) e per i reflui della spremitura.
Al frantoio per le olive è destinato l'edificio più grande, una costruzione seicentesca rimaneggiata agli inizi del Novecento e certo anche recentemente. La struttura precedente è ancora leggibile nei materiali e nelle linee costruttive: gli angoli della fabbrica ben intessuti, lo sporto di gronda ancora in " ciappe" d'ardesia ed un grande arcone interno in pietra che consente un'unica grande sala per la lavorazione delle olive. All'interno, la grande vasca rotonda in pietra su cui la ruota macinatrice girava a frangere le olive, il " puieu" dove si riscaldava l'acqua per le successive spremiture, il grande camino, il mantice, l'enorme torchio con l' "alberetto" e le due vasche in ardesia per la raccolta dell'olio costituiscono le presenze necessarie all'antico lavoro All'esterno è ancora visibile il canaletto artificiale che, derivato dal torrente in posizione di quota più elevata, è stato portato a formare le cascatelle che cadevano sulle pale facendo girare le ruote. Accanto, si trova l'edificio del mulino del grano, più piccolo e anch'esso in pietra, con il tetto a due falde, una costituita in "ciappe" d'ardesia, l'altra in tegole di cotto "marsigliesi" con lo sporto di gronda in "ciappe" a supporre un parziale rifacimento in economia nei primi del Novecento. Più in alto, per far recuperare velocità all'acqua ad uso dei due mulini più in basso, si trova il terzo edificio rustico, adibito alla macinazione delle castagne, anch'esso in pietra locale a conci irregolari e riscagliati i precedenti. Una quarta costruzione in pietra, molto piccola e con il tetto in ciappe, è situata sotto il frantoio per le olive: è la "casetta da moia", ovvero il punto di raccolta dei reflui della spremitura della polpa di olive, costituita da un vano unico, con i muri riscagliati in pietra e basati sul letto del torrente. Il frantoio ed i mulini hanno funzionato nell'immediato dopoguerra; in seguito, la difficoltà di accesso ed il ricorso a macchinari elettrici hanno causato un rapido abbandono.

COLLEZIONI

Icone N.S. di Montallegro
Raccolta
Tipologia collezioni: Manifesti, quadri, statuine
Numero beni: 50
Tariffe
Prenotazione: facoltativa
Telefono: 0185/56952
Accessibilità:
Accessibilità: no
Servizi igienici: no
Strutture ed attrezzature: no
Assistenza e supporto alla visita: no
Audioguide: no
Biblioteca: ad uso interno
Computer a disposizione del pubblico: no
Didascalie, pannelli informativi e/o schede mobili: no
Percorsi segnalati: si
Postazioni multimediali: no
Visite guidate: si
Parcheggio
MUSEO CIVILTA' CONTADINA "CAP. G.PENDOLA"
Tipologia: Musei e raccolte/Etnografia e antropologia
STRADA ANTICA DI MONTI (O DA PASSO GROPALLO) 16 16035 Rapallo (GE)
Telefono: 0185-56952; 331/4432141
Sulla "strada antica di Monti", parte della via del Sale che da Rapallo sale lungo la Vallata del fiume S. Francesco, il Museo G. Pendola raccoglie piccoli e medi attrezzi da lavoro e per uso domestico; sono inoltre esposti fotografie ed effetti personali dell'antico proprietario Giovanni Pendola, capitano dei Garibaldini, e icone dedicate a N.S. di Montallegro, patrona di Rapallo. Il Museo occupa parte del Complesso molitorio del XVII secolo che fu sede di una piccola azienda che lavorava per conto terzi in cambio di denaro o di parte del prodotto e che oggi, dichiarato monumento nazionale, riveste grande interesse storico e di cultura materiale. Il complesso è composto da quattro edifici in pietra locale, posti su tre livelli, destinati all'uso di frantoio per le olive (localmente "copressa"), di mulini (l'uno per il grano e l'altro per le castagne) e per i reflui della spremitura.
Al frantoio per le olive è destinato l'edificio più grande, una costruzione seicentesca rimaneggiata agli inizi del Novecento e certo anche recentemente. La struttura precedente è ancora leggibile nei materiali e nelle linee costruttive: gli angoli della fabbrica ben intessuti, lo sporto di gronda ancora in " ciappe" d'ardesia ed un grande arcone interno in pietra che consente un'unica grande sala per la lavorazione delle olive. All'interno, la grande vasca rotonda in pietra su cui la ruota macinatrice girava a frangere le olive, il " puieu" dove si riscaldava l'acqua per le successive spremiture, il grande camino, il mantice, l'enorme torchio con l' "alberetto" e le due vasche in ardesia per la raccolta dell'olio costituiscono le presenze necessarie all'antico lavoro All'esterno è ancora visibile il canaletto artificiale che, derivato dal torrente in posizione di quota più elevata, è stato portato a formare le cascatelle che cadevano sulle pale facendo girare le ruote. Accanto, si trova l'edificio del mulino del grano, più piccolo e anch'esso in pietra, con il tetto a due falde, una costituita in "ciappe" d'ardesia, l'altra in tegole di cotto "marsigliesi" con lo sporto di gronda in "ciappe" a supporre un parziale rifacimento in economia nei primi del Novecento. Più in alto, per far recuperare velocità all'acqua ad uso dei due mulini più in basso, si trova il terzo edificio rustico, adibito alla macinazione delle castagne, anch'esso in pietra locale a conci irregolari e riscagliati i precedenti. Una quarta costruzione in pietra, molto piccola e con il tetto in ciappe, è situata sotto il frantoio per le olive: è la "casetta da moia", ovvero il punto di raccolta dei reflui della spremitura della polpa di olive, costituita da un vano unico, con i muri riscagliati in pietra e basati sul letto del torrente. Il frantoio ed i mulini hanno funzionato nell'immediato dopoguerra; in seguito, la difficoltà di accesso ed il ricorso a macchinari elettrici hanno causato un rapido abbandono.

COLLEZIONI

Icone N.S. di Montallegro
Raccolta
Tipologia collezioni: Manifesti, quadri, statuine
Numero beni: 50
Tariffe
Riduzione da , euro a , euro
Prenotazione: FACOLTATIVA
Telefono: 0185/56952
Accessibilità: no
Servizi igienici: no
Strutture ed attrezzature: no
Assistenza e supporto alla visita: no
Audioguide: no
Biblioteca: ad uso interno
Computer a disposizione del pubblico: no
Didascalie, pannelli informativi e/o schede mobili: no
Percorsi segnalati: si
Postazioni multimediali: no
Visite guidate: si
Parcheggio