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SINAGOGA DI GENOVA

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
VIA BERTORA 6 - 16122 Genova (GE)
Telefono: 010-8391513
Fax: 010-8461006
Piccoli nuclei di ebrei furono presenti a Genova specialmente a partire dal 1658, quando la citta divenne porto franco. Nelle aree loro assegnate come ghetto si succedettero tre piccoli oratori, ora scomparsi: in vico del Campo, in piazza dei Tessitori e presso le Mura di Malapaga. All'inizio del Novecento lo sviluppo industriale produsse un rapido incremento demografico; in pochi anni oltre 2500 ebrei giunsero nella città ligure. La comunità ebraica di Genova volle allora dotarsi di un edificio monumentale, degno del suo status e prestigio nella città. Si tratta dell'unica grande sinagoga costruita in Italia nel periodo fascista, nel 1935. Niente lasciava ancora presagire la svolta repressiva e le leggi razziali del 1938. Il progetto della sinagoga fu affidato all'architetto Francesco Morandi che ideò una struttura massiccia e squadrata in cemento armato, sormontata da una grande cupola centrale e quattro semicupole angolari. Alte finestre a feritoia si aprono sulle pareti. Sulla facciata si colloca l'ampio portale sormontato da una lunetta con l'immagine dipinta delle Tavole delle Legge e la scritta in ebraico: "Poiché la mia casa sarà chiamata casa di preghiera di tutti i popoli" (Is 56,7). Sopra il portale si apre un enorme rosone sulla cui vetrata è raffigurata la stella di Davide. L'interno ha forma di un vasto anfiteatro, con due alti matronei semicircolari. Il punto focale è dato dall'aron con davanti la tevah. Tutti gli arredi sono moderni. Nel 1959 furono collocate tre vetrate, opera di Emanuele Luzzati, raffiguranti gli emblemi delle dodici tribù di Israele e la menorah. La sinagoga è correntemente in uso come sede della Comunità Ebraica di Genova

Luoghi d'arte collegati

MUSEO EBRAICO DI GENOVA
C'era una volta una scuola, frequentata dai bimbi di religione ebraica. Oggi c'è un museo, nato nel 2004 per non dimenticare la tragedia della Shoa e dare spazio ad esposizioni temporanee dedicate alla cultura ebraica. Progettato dall'architetto Gianfranco Franchini, il percorso di visita è organizzato in tre tappe cronologiche: il 1935, con la cerimonia d'apertura della Sinagoga; il 1943, anno della deportazione degli ebrei genovesi; il 1945, il dopoguerra e la memoria.
SINAGOGA DI GENOVA
Tipologia: Edifici religiosi
VIA BERTORA 6 16122 Genova (GE)
Telefono: 010-8391513
Fax: 010-8461006
Piccoli nuclei di ebrei furono presenti a Genova specialmente a partire dal 1658, quando la citta divenne porto franco. Nelle aree loro assegnate come ghetto si succedettero tre piccoli oratori, ora scomparsi: in vico del Campo, in piazza dei Tessitori e presso le Mura di Malapaga. All'inizio del Novecento lo sviluppo industriale produsse un rapido incremento demografico; in pochi anni oltre 2500 ebrei giunsero nella città ligure. La comunità ebraica di Genova volle allora dotarsi di un edificio monumentale, degno del suo status e prestigio nella città. Si tratta dell'unica grande sinagoga costruita in Italia nel periodo fascista, nel 1935. Niente lasciava ancora presagire la svolta repressiva e le leggi razziali del 1938. Il progetto della sinagoga fu affidato all'architetto Francesco Morandi che ideò una struttura massiccia e squadrata in cemento armato, sormontata da una grande cupola centrale e quattro semicupole angolari. Alte finestre a feritoia si aprono sulle pareti. Sulla facciata si colloca l'ampio portale sormontato da una lunetta con l'immagine dipinta delle Tavole delle Legge e la scritta in ebraico: "Poiché la mia casa sarà chiamata casa di preghiera di tutti i popoli" (Is 56,7). Sopra il portale si apre un enorme rosone sulla cui vetrata è raffigurata la stella di Davide. L'interno ha forma di un vasto anfiteatro, con due alti matronei semicircolari. Il punto focale è dato dall'aron con davanti la tevah. Tutti gli arredi sono moderni. Nel 1959 furono collocate tre vetrate, opera di Emanuele Luzzati, raffiguranti gli emblemi delle dodici tribù di Israele e la menorah. La sinagoga è correntemente in uso come sede della Comunità Ebraica di Genova

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MUSEO EBRAICO DI GENOVA
C'era una volta una scuola, frequentata dai bimbi di religione ebraica. Oggi c'è un museo, nato nel 2004 per non dimenticare la tragedia della <strong><em>Shoa</em></strong> e dare spazio ad esposizioni temporanee dedicate alla <strong>cultura ebraica</strong>. Progettato dall'architetto Gianfranco Franchini, il percorso di visita è organizzato in tre tappe cronologiche: il 1935, con la cerimonia d'apertura della Sinagoga; il 1943, anno della deportazione degli ebrei genovesi; il 1945, il dopoguerra e la memoria.