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VILLA DEL PRINCIPE

Tipologia: Musei e raccolte/Arte
PIAZZA PRINCIPE 4 - 16126 Genova (GE)
Telefono: 010/255509
Fax: 010/2464837
attività didattiche
Il giardino Il giardino
Sala del Trionfo di Marco Furio Camillo Sala del Trionfo di Marco Furio Camillo
Sala di Aracne Sala di Aracne
Particolare degli arazzi di Alessandro Magno Particolare degli arazzi di Alessandro Magno
Ritratto di Andrea Doria di Sebastiano del Piombo Ritratto di Andrea Doria di Sebastiano del Piombo
Aperta al pubblico nel 1995 dopo lunghi restauri, Villa del Principe è, dal punto di vista storico e artistico, il più importante complesso monumentale e decorativo del Cinquecento genovese. Era il 1521 quando Andrea Doria, valente ammiraglio e uomo d'armi, avviò i lavori di quello che sarebbe diventato il luogo di pace al rientro dai suoi viaggi e la dimora prescelta dai suoi successori, la famiglia Doria Pamphilij, nonochè l'unica "reggia" che la Repubblica di Genova conobbe nel corso della sua storia secolare. Nel Palazzo si conservano numerosi ritratti del committente, tra cui la celebre tavola eseguita da Sebastiano del Piombo. Notevole fu anche il ruolo dell'ammiraglio quale mecenate delle arti: egli chiamò a decorare il suo Palazzo Perin del Vaga, allievo e collaboratore di Raffaello, che portò a Genova le novità dell'ambiente romano, influenzando profondamente il successivo svolgersi delle vicende artistiche della città. Il percorso di visita si snoda attraverso gli ambienti affrescati da Perino: l'Atrio, la celebre Loggia degli Eroi, la Sala della Carità Romana, il Salone della Caduta dei Giganti, dove si ammira la famosa serie di grandi arazzi con Storie di Alessandro Magno che, considerati i più importanti arazzi quattrocenteschi in Italia, sono stati tessuti intorno al 1460 a Tournai, in Borgogna. Nelle stanze private del Doria - la Sala dei Sacrifici, la Sala dello Zodiaco, la Sala di Perseo e la Sala di Cadmo - sono conservati importanti dipinti ed arazzi cinquecenteschi. Particolarmente suggestiva è la visita della Galleria Aurea, ora prevalentemente luogo di esposizione per le mostre temporanee allestite nei mesi estivi e primaverili. Raffigurazioni di alcuni esponenti della dinastia sono opera, fra gli altri, di Aurelio Lomi e Bernardo Castello. Le stanze sono arredate con torciere e volute, scolpite da Filippo Parodi, e mobili "da parata". Al 2004 risale l'apertura al pubblico, nell'ala di Levante, dell'appartamento di Peretta Usodimare, sposa di Andrea Doria. Nel salone del Nettuno si ammira la straordinaria serie di arazzi della battaglia di Lepanto a cui partecipò, come terzo in comando, Giovanni Andrea I che volle celebrare la vittoria tramite sei teleri illustranti le vicende dello scontro, intessuti a Bruxelles su disegni preparatori di artisti genovesi. La contigua Sala delle Metamorfosi conserva il famoso ritratto "Andrea Doria nelle vesti di Nettuno", attribuito al Bronzino, e il ritratto del cardinale infante Ferdinando, fratello minore di Filippo IV di Spagna, attribuito alla scuola di Pieter Paul Rubens. Le terrazze si affacciano sui giardini all'italiana, recentemente ricondotti all'originale assetto cinquecentesco, ornati dalla "Fontana del Tritone" del Montorsoli, allievo di Michelangelo, dalla "Fontana del Nettuno" opera di Taddeo Carlone, e da quella "dei Delfini", probabilmente opera di Silvio Cosini su disegno di Perin del Vaga.
Il magnifico aspetto tramandato dalle stampe dei secoli passati è dovuto a interventi e stratificazioni successive, non legato al nome di un unico progettista ma frutto di interventi di artisti e di esperienze anche molto diverse tra loro, che hanno sempre avuto un'attenzione particolare alla decorazione. Quando Andrea Doria acquistò il palazzo dalla famiglia Lomellini, l'edificio aveva una struttura limitata al corpo centrale e al cortile a colonne; nel 1529 fu ampliato con l'acquisto di un palazzo contiguo che venne inglobato nell'edificio. Le decorazioni esterne furono affidate ad artisti di fama come il Beccafumi e il Pordenone. Il giardino del palazzo si estendeva sulla collina attigua: un viale pergolato, formato da colonne e pilastri con nicchie, fregi e divinità pagane, testimoniava un gusto decorativo ispirato ai modelli di Raffaello, mentre sul versante a mare, subito dopo l'approdo, si estendeva, come tuttora si estende, il giardino dominato da due ampi scaloni.

COLLEZIONI

Doria Pamphilj
la collezione è formata dai beni accumulati dai membri della famiglia Doria (da Andrea I) e da quelli della famiglia Pamphilj, dopo la fusione delle due dinastie avvenuta nella seconda metà del XVIII secolo.
Tipologia collezioni: artistico (affreschi, arazzi, quadri, sculture, arredi).
Numero beni: 350
Tariffe
Costo biglietto intero: 9,0 euro
Bambini (in età comprese tra 0 e 11 anni): gratuito
Ragazzi (in età comprese tra 12 e 18 anni): intero
Giovani (in età comprese tra 19 e 25 anni): intero
Anziani (oltre 65 anni): ridotto
Studenti singoli (delle scuole di ogni ordine e grado): ridotto
Insegnanti (delle scuole di ogni ordine e grado): gratuito
Disabili: ridotto
Scolaresche: ridotto
Gruppi e comitive: ridotto
Riduzione da 7,0 euro
Prenotazione: facoltativa
Telefono: 010/255509
E-mail: prenotazioni.ge@dopart.it
Fax: 010/2464837
Accessibilità:
Accessibilità: in parte
Servizi igienici: si
Strutture ed attrezzature: no
Assistenza e supporto alla visita: si
Audioguide: si
Computer a disposizione del pubblico: no
Didascalie, pannelli informativi e/o schede mobili: si
Laboratorio per attività di studio: accessibile al pubblico
Percorsi segnalati: no
Postazioni multimediali: no
Prestito di materiale per mostre o studio: si
Produzione sussidi audiovisivi e informatici: no
Produzione altro materiale informativo: no
Pubblicazioni libri e cataloghi: no
Servizio di biglietteria: si
Vendita di pubblicazioni e materiali informativi: si
Visite guidate: si
Parcheggio
Attività didattiche: si
Costo attivita': A PAGAMENTO
VILLA DEL PRINCIPE
Tipologia: Da non perdere/Musei e raccolte/Arte
PIAZZA PRINCIPE 4 16126 Genova (GE)
Telefono: 010/255509
Fax: 010/2464837
attività didattiche
Aperta al pubblico nel 1995 dopo lunghi restauri, Villa del Principe è, dal punto di vista storico e artistico, il più importante complesso monumentale e decorativo del Cinquecento genovese. Era il 1521 quando Andrea Doria, valente ammiraglio e uomo d'armi, avviò i lavori di quello che sarebbe diventato il luogo di pace al rientro dai suoi viaggi e la dimora prescelta dai suoi successori, la famiglia Doria Pamphilij, nonochè l'unica "reggia" che la Repubblica di Genova conobbe nel corso della sua storia secolare. Nel Palazzo si conservano numerosi ritratti del committente, tra cui la celebre tavola eseguita da Sebastiano del Piombo. Notevole fu anche il ruolo dell'ammiraglio quale mecenate delle arti: egli chiamò a decorare il suo Palazzo Perin del Vaga, allievo e collaboratore di Raffaello, che portò a Genova le novità dell'ambiente romano, influenzando profondamente il successivo svolgersi delle vicende artistiche della città. Il percorso di visita si snoda attraverso gli ambienti affrescati da Perino: l'Atrio, la celebre Loggia degli Eroi, la Sala della Carità Romana, il Salone della Caduta dei Giganti, dove si ammira la famosa serie di grandi arazzi con Storie di Alessandro Magno che, considerati i più importanti arazzi quattrocenteschi in Italia, sono stati tessuti intorno al 1460 a Tournai, in Borgogna. Nelle stanze private del Doria - la Sala dei Sacrifici, la Sala dello Zodiaco, la Sala di Perseo e la Sala di Cadmo - sono conservati importanti dipinti ed arazzi cinquecenteschi. Particolarmente suggestiva è la visita della Galleria Aurea, ora prevalentemente luogo di esposizione per le mostre temporanee allestite nei mesi estivi e primaverili. Raffigurazioni di alcuni esponenti della dinastia sono opera, fra gli altri, di Aurelio Lomi e Bernardo Castello. Le stanze sono arredate con torciere e volute, scolpite da Filippo Parodi, e mobili "da parata". Al 2004 risale l'apertura al pubblico, nell'ala di Levante, dell'appartamento di Peretta Usodimare, sposa di Andrea Doria. Nel salone del Nettuno si ammira la straordinaria serie di arazzi della battaglia di Lepanto a cui partecipò, come terzo in comando, Giovanni Andrea I che volle celebrare la vittoria tramite sei teleri illustranti le vicende dello scontro, intessuti a Bruxelles su disegni preparatori di artisti genovesi. La contigua Sala delle Metamorfosi conserva il famoso ritratto "Andrea Doria nelle vesti di Nettuno", attribuito al Bronzino, e il ritratto del cardinale infante Ferdinando, fratello minore di Filippo IV di Spagna, attribuito alla scuola di Pieter Paul Rubens. Le terrazze si affacciano sui giardini all'italiana, recentemente ricondotti all'originale assetto cinquecentesco, ornati dalla "Fontana del Tritone" del Montorsoli, allievo di Michelangelo, dalla "Fontana del Nettuno" opera di Taddeo Carlone, e da quella "dei Delfini", probabilmente opera di Silvio Cosini su disegno di Perin del Vaga.
Il magnifico aspetto tramandato dalle stampe dei secoli passati è dovuto a interventi e stratificazioni successive, non legato al nome di un unico progettista ma frutto di interventi di artisti e di esperienze anche molto diverse tra loro, che hanno sempre avuto un'attenzione particolare alla decorazione. Quando Andrea Doria acquistò il palazzo dalla famiglia Lomellini, l'edificio aveva una struttura limitata al corpo centrale e al cortile a colonne; nel 1529 fu ampliato con l'acquisto di un palazzo contiguo che venne inglobato nell'edificio. Le decorazioni esterne furono affidate ad artisti di fama come il Beccafumi e il Pordenone. Il giardino del palazzo si estendeva sulla collina attigua: un viale pergolato, formato da colonne e pilastri con nicchie, fregi e divinità pagane, testimoniava un gusto decorativo ispirato ai modelli di Raffaello, mentre sul versante a mare, subito dopo l'approdo, si estendeva, come tuttora si estende, il giardino dominato da due ampi scaloni.

COLLEZIONI

Doria Pamphilj
la collezione è formata dai beni accumulati dai membri della famiglia Doria (da Andrea I) e da quelli della famiglia Pamphilj, dopo la fusione delle due dinastie avvenuta nella seconda metà del XVIII secolo.
Tipologia collezioni: artistico (affreschi, arazzi, quadri, sculture, arredi).
Numero beni: 350
Tariffe
Costo biglietto intero: 9,0 euro
Bambini (in età comprese tra 0 e 11 anni): gratuito
Ragazzi (in età comprese tra 12 e 18 anni): intero
Giovani (in età comprese tra 19 e 25 anni): intero
Anziani (oltre 65 anni): ridotto
Studenti singoli (delle scuole di ogni ordine e grado): ridotto
Insegnanti (delle scuole di ogni ordine e grado): gratuito
Disabili: ridotto
Scolaresche: ridotto
Gruppi e comitive: ridotto
Riduzione da 7,0 euro a , euro
Prenotazione: FACOLTATIVA
Telefono: 010/255509
E-mail: prenotazioni.ge@dopart.it
Fax: 010/2464837
Accessibilità: in parte
Servizi igienici: si
Strutture ed attrezzature: no
Assistenza e supporto alla visita: si
Attività didattiche: si
Audioguide: si
Computer a disposizione del pubblico: no
Didascalie, pannelli informativi e/o schede mobili: si
Laboratorio per attività di studio: accessibile al pubblico
Percorsi segnalati: no
Postazioni multimediali: no
Prestito di materiale per mostre o studio: si
Produzione sussidi audiovisivi e informatici: no
Produzione altro materiale informativo: no
Pubblicazioni libri e cataloghi: no
Servizio di biglietteria: si
Vendita di pubblicazioni e materiali informativi: si
Visite guidate: si
Parcheggio
$$datasiel.label.luogo.A PAGAMENTO$$