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PALAZZO COMITALE

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
piazza Innocenzo IV 8A - 16030 Cogorno (GE)
Telefono: 0185/382459; 0185/385733
Fax: 0185/380825
Il complesso monumentale del borgo di San Salvatore dei Fieschi occupa la sommità di una collinetta situata a margine della piana solcata dall'Entella e alle pendici del Monte San Giacomo e si stanzia in un sito la cui storia è profondamente legata alle vicende dei Fieschi, che in epoca medievale furono investiti del titolo di conti di Lavagna. Tradizionalmente si ritiene che il Palazzo Comitale sia stato costruito intorno all'anno 1252. Nel 1244, infatti, per volere di Sinibaldo Fieschi, futuro Papa Innocenzo IV, ebbero inizio i lavori dell'attigua e nota Basilica dei Fieschi, bruscamente interrotti per mano di Federico II di Svevia (scomunicato dallo stesso Papa durante il Concilio di Lione) con conseguente distruzione del complesso e dell'intera contea (1245). Il Papa diede inizio alla ricostruzione della chiesa nel 1251, provvedendo ad una completa riorganizzazione dell'intero complesso costituito, appunto, anche dal Palazzo dei Fieschi, da edifici minori ad esso collegato e dall'antica parrocchiale. Il nipote, il cardinale Ottobuono (Ottobono Fieschi), futuro Papa Adriano V, portò a termine il progetto. In realtà non esistono fonti documentarie che attestino l'esistenza del Palazzo anteriormente alla fine del XIV secolo: la prima volta che esso viene citato è nel 1383, anno in cui risulta proprietà degli eredi di Egidio Fieschi. Nel 1408 il Palazzo è già in pessimo stato di conservazione e viene adibito ad uso abitativo rurale, cosa che comporterà ulteriori cambiamenti sia all'interno (con una conseguente suddivisione dell'immobile in diverse unità abitative), che all'esterno (con modifiche relative ad alcune aperture originarie tamponate in vario modo). Il Palazzo Comitale pare essere l'unico rimasto di una serie di edifici simili (forse diciassette), che, secondo fonti storiografiche locali, furono fatti edificare in loco dalla famiglia Fieschi. Il Comune di Cogorno ha realizzato un progetto di recupero dell'ala destra del Palazzo, i cui spazi, una volta restaurati e riportati a nuovo splendore, sono diventati sede di un museo permanente sui fasti del periodo papale della nobile famiglia Fieschi: il 27 aprile 2005, in occasione delle celebrazioni del 750° anniversario della morte di Papa Innocenzo IV, è stato inaugurato il "Centro Culturale Museo dei Fieschi" realizzato, appunto, nelle cosiddette scuderie del Palazzo Comitale. I lavori di consolidamento e di recupero della struttura hanno cercato, nell'ottica del più ampio rispetto del manufatto, di mettere in risalto l'imponente tessitura muraria che, insieme ai rilevanti elementi architettonici dell'edificio, sono stati oggetto di un attento intervento di ripulitura e di una rinnovata attrattiva. L'edificio è stato dichiarato Monumento Nazionale: non si conosce l'anno preciso ma nel 1897 ne aveva già fatto richiesta il D'Andrade e di certo, nel 1902, compare nell'elenco dei Monumenti e delle Opere d'Arte nel circondario di Chiavari.
L'edificio si presenta come un blocco squadrato, di pianta rettangolare, disposto lungo il pendio della collina: la facciata principale, il lato est, è visibile dalla piazza; il lato nord è toccato dalla via Antica Romana; quello sud confina con l'ex parrocchiale, mentre il lato ovest si estende lungo il pendio della collina. La ricca abitazione dei Fieschi riprende la decorazione a fasce bianche e nere della chiesa ed è evidente che essa fu adibita a dimora signorile nel XIII secolo: la sontuosità del manufatto originale si evince dalla presenza di decorazioni (soprattutto nel prospetto est) che, pur non presentando elementi di grande valore, sottolineano e testimoniano l'importanza architettonica dell'edificio. Ne sono un esempio gli archi acuti, le polifore ogivali (oggi in parte tamponate), le decorazioni scultoree a motivi fitomorfi, le modanature, i capitelli a foglie d'acqua e d'acanto, le arcate della loggia del lato est con ghiera decorata a fogliette stilizzate, gli archetti pensili del marcadavanzale decorati con foglie, gigli e una palmetta. Il materiale usato per la costruzione è costituito in gran parte da conci di pietra di colore grigio, simili all'ardesia ma di natura differente e che comunemente sono conosciuti come "agro di ardesia", un materiale estratto sin dall'XI secolo dal Monte San Giacomo; il marmo bianco, invece, interessa la sola facciata orientale (polifore, decorazione del paramento a fasce), mentre negli altri prospetti è limitato alle colonnine e ad alcuni elementi delle ghiere negli archi delle finestre. Come si è anticipato dei quattro prospetti il più importante e qualificato, appunto, come facciata principale, è quello orientale, che è scandito da fasce bianche e nere. A piano terra si riconosce la presenza di un portico, aperto con due archi con ghiere marmoree sulla piazza, che doveva costituire uno spazio di compenetrazione tra interno ed esterno. Nella parte superiore si aprono due ampie quadrifore, con colonnine ed archetti in marmo, che sono state però oggetto di un intervento di restauro nel 1938. Verso monte il prospetto est si conclude con un muro continuo, detto "delle scuderie", e dovuto a un successivo ampliamento. Il prospetto ovest è invece molto imponente: si tratta del lato che corre lungo la valle e che grazie al dislivello si erge su tre piani. Al piano terra vi è un ingresso centrale, mentre ai due piani superiori si aprono due ordini di polifore ogivali, in parte tamponate. La presenza di una serie di mensole aggettanti disposte a circa quattro metri dal terreno ha fatto supporre l'esistenza di una laubia, cioè di un pergolato che creava un porticato antistante a questa parte del palazzo. Molto diverso rispetto al resto dell'edificio si rivela il prospetto nord, che risale probabilmente alla fine del XVI secolo o agli inizi del successivo, quando, a partire dal 1595, i Fieschi risistemarono il complesso. La muratura presenta, infatti, una tessitura a scaglie: una tecnica muraria che in Liguria comincia ad essere utilizzata nel XVI secolo.

Luoghi d'arte collegati

CENTRO CULTURALE "MUSEO DEI FIESCHI"
In uno dei borghi storici più importanti della Liguria, affacciato sul sagrato della splendida Basilica di San Salvatore, il centro culturale racconta il passato glorioso dei Fieschi e un presente ricco di iniziative. Il centro polivalente ha sede nell'ala destra del Palazzo Comitale della famiglia dei conti di Lavagna, un edificio duecentesco che è stato di recente oggetto di un complesso intervento di restauro.
PALAZZO COMITALE
Tipologia: Ville e palazzi
piazza Innocenzo IV 8A 16030 Cogorno (GE)
Telefono: 0185/382459; 0185/385733
Fax: 0185/380825
Il complesso monumentale del borgo di San Salvatore dei Fieschi occupa la sommità di una collinetta situata a margine della piana solcata dall'Entella e alle pendici del Monte San Giacomo e si stanzia in un sito la cui storia è profondamente legata alle vicende dei Fieschi, che in epoca medievale furono investiti del titolo di conti di Lavagna. Tradizionalmente si ritiene che il Palazzo Comitale sia stato costruito intorno all'anno 1252. Nel 1244, infatti, per volere di Sinibaldo Fieschi, futuro Papa Innocenzo IV, ebbero inizio i lavori dell'attigua e nota Basilica dei Fieschi, bruscamente interrotti per mano di Federico II di Svevia (scomunicato dallo stesso Papa durante il Concilio di Lione) con conseguente distruzione del complesso e dell'intera contea (1245). Il Papa diede inizio alla ricostruzione della chiesa nel 1251, provvedendo ad una completa riorganizzazione dell'intero complesso costituito, appunto, anche dal Palazzo dei Fieschi, da edifici minori ad esso collegato e dall'antica parrocchiale. Il nipote, il cardinale Ottobuono (Ottobono Fieschi), futuro Papa Adriano V, portò a termine il progetto. In realtà non esistono fonti documentarie che attestino l'esistenza del Palazzo anteriormente alla fine del XIV secolo: la prima volta che esso viene citato è nel 1383, anno in cui risulta proprietà degli eredi di Egidio Fieschi. Nel 1408 il Palazzo è già in pessimo stato di conservazione e viene adibito ad uso abitativo rurale, cosa che comporterà ulteriori cambiamenti sia all'interno (con una conseguente suddivisione dell'immobile in diverse unità abitative), che all'esterno (con modifiche relative ad alcune aperture originarie tamponate in vario modo). Il Palazzo Comitale pare essere l'unico rimasto di una serie di edifici simili (forse diciassette), che, secondo fonti storiografiche locali, furono fatti edificare in loco dalla famiglia Fieschi. Il Comune di Cogorno ha realizzato un progetto di recupero dell'ala destra del Palazzo, i cui spazi, una volta restaurati e riportati a nuovo splendore, sono diventati sede di un museo permanente sui fasti del periodo papale della nobile famiglia Fieschi: il 27 aprile 2005, in occasione delle celebrazioni del 750° anniversario della morte di Papa Innocenzo IV, è stato inaugurato il "Centro Culturale Museo dei Fieschi" realizzato, appunto, nelle cosiddette scuderie del Palazzo Comitale. I lavori di consolidamento e di recupero della struttura hanno cercato, nell'ottica del più ampio rispetto del manufatto, di mettere in risalto l'imponente tessitura muraria che, insieme ai rilevanti elementi architettonici dell'edificio, sono stati oggetto di un attento intervento di ripulitura e di una rinnovata attrattiva. L'edificio è stato dichiarato Monumento Nazionale: non si conosce l'anno preciso ma nel 1897 ne aveva già fatto richiesta il D'Andrade e di certo, nel 1902, compare nell'elenco dei Monumenti e delle Opere d'Arte nel circondario di Chiavari.
L'edificio si presenta come un blocco squadrato, di pianta rettangolare, disposto lungo il pendio della collina: la facciata principale, il lato est, è visibile dalla piazza; il lato nord è toccato dalla via Antica Romana; quello sud confina con l'ex parrocchiale, mentre il lato ovest si estende lungo il pendio della collina. La ricca abitazione dei Fieschi riprende la decorazione a fasce bianche e nere della chiesa ed è evidente che essa fu adibita a dimora signorile nel XIII secolo: la sontuosità del manufatto originale si evince dalla presenza di decorazioni (soprattutto nel prospetto est) che, pur non presentando elementi di grande valore, sottolineano e testimoniano l'importanza architettonica dell'edificio. Ne sono un esempio gli archi acuti, le polifore ogivali (oggi in parte tamponate), le decorazioni scultoree a motivi fitomorfi, le modanature, i capitelli a foglie d'acqua e d'acanto, le arcate della loggia del lato est con ghiera decorata a fogliette stilizzate, gli archetti pensili del marcadavanzale decorati con foglie, gigli e una palmetta. Il materiale usato per la costruzione è costituito in gran parte da conci di pietra di colore grigio, simili all'ardesia ma di natura differente e che comunemente sono conosciuti come "agro di ardesia", un materiale estratto sin dall'XI secolo dal Monte San Giacomo; il marmo bianco, invece, interessa la sola facciata orientale (polifore, decorazione del paramento a fasce), mentre negli altri prospetti è limitato alle colonnine e ad alcuni elementi delle ghiere negli archi delle finestre. Come si è anticipato dei quattro prospetti il più importante e qualificato, appunto, come facciata principale, è quello orientale, che è scandito da fasce bianche e nere. A piano terra si riconosce la presenza di un portico, aperto con due archi con ghiere marmoree sulla piazza, che doveva costituire uno spazio di compenetrazione tra interno ed esterno. Nella parte superiore si aprono due ampie quadrifore, con colonnine ed archetti in marmo, che sono state però oggetto di un intervento di restauro nel 1938. Verso monte il prospetto est si conclude con un muro continuo, detto "delle scuderie", e dovuto a un successivo ampliamento. Il prospetto ovest è invece molto imponente: si tratta del lato che corre lungo la valle e che grazie al dislivello si erge su tre piani. Al piano terra vi è un ingresso centrale, mentre ai due piani superiori si aprono due ordini di polifore ogivali, in parte tamponate. La presenza di una serie di mensole aggettanti disposte a circa quattro metri dal terreno ha fatto supporre l'esistenza di una laubia, cioè di un pergolato che creava un porticato antistante a questa parte del palazzo. Molto diverso rispetto al resto dell'edificio si rivela il prospetto nord, che risale probabilmente alla fine del XVI secolo o agli inizi del successivo, quando, a partire dal 1595, i Fieschi risistemarono il complesso. La muratura presenta, infatti, una tessitura a scaglie: una tecnica muraria che in Liguria comincia ad essere utilizzata nel XVI secolo.

Luoghi d'arte collegati

CENTRO CULTURALE "MUSEO DEI FIESCHI"
In uno dei borghi storici più importanti della Liguria, affacciato sul sagrato della splendida <strong>Basilica di San Salvatore</strong>, il centro culturale racconta il passato glorioso dei Fieschi e un presente ricco di iniziative. Il centro polivalente ha sede nell'ala destra del <strong>Palazzo Comitale </strong>della<strong> </strong>famiglia dei <strong>conti di Lavagna</strong>, un edificio duecentesco che è stato di recente oggetto di un complesso intervento di restauro.