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PALAZZO DUCALE

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Piazza Matteotti 9 9 - 16123 Genova (GE)
Telefono: 0039-0105574000
Fax: 0039-0105574001
Sede dal 1339 del primo Doge genovese Simon Boccanegra, il palazzo nasce nel 1291 dall'accorpamento del Palazzo dell'Abate coi contigui Palazzo Fieschi e torre Grimaldina. L'acquisizione di immobili limitrofi e la creazione di una piazza, chiusa a metà '400 da una "cortina" per la guardia di palazzo, amplia il complesso che troverà unitarietà nel progetto di Vannone (1590): un edificio imponente incentrato su un grande atrio che unisce due cortili porticati e attraverso uno scalone solenne conduce alla Cappella, all'appartamento del Doge ed ai saloni del Maggior e Minor Consiglio. Questi, distrutti da un incendio nel 1777, sono ricostruiti in maniera innovativa da Simone Cantoni. La cortina è demolita coll'apertura di via S. Lorenzo nel 1850 su progetto di Gardella mentre la torre e i sotterranei continuano ad essere adibiti a carcere. Nel 1929-35 Grosso ripristina la facciata di Cantoni, riporta alla fase medievale la parte più antica dell'edificio e libera i cortili dalle costruzioni ottocentesche ponendo in diretta comunicazione il cortile minore con piazza De Ferrari su cui attesta un prospetto ad architettura dipinta. Il restauro del 1992 ricompone gli spazi eterogenei del palazzo, divenuto "sede della cultura", mantenendo la commistione di elementi medievali, cinquecenteschi, neoclassici e neomedievali; nei sotterranei sono rese fruibili le Cisterne e la sala del Munizioniere, scoperte durante gli scavi archeologici, mentre la nuova scala elicoidale in acciaio pone in diretta relazione gli accessi colle terrazze e la Grimaldina.
Strutturato su un impianto a "C", il palazzo ha come fulcro il grande atrio a padiglione realizzato a piano terra da Vannone con sottili volte "stirate" ottenute dall'inserimento di tiranti in ferro all'estradosso e aperto sui cortili laterali attraverso le combinazioni prospettiche di due file di colonne che ne scandiscono i prospetti. Dall'atrio si diparte il grande scalone coperto da volte a crociera che, dopo una breve rampa, si suddivide in due tronconi simmetrici per giungere ai loggiati superiori dei cortili; a sinistra sul Loggiato Maggiore si attestano gli ambienti più prestigiosi come la Cappella dogale, l'appartamento del Doge e i Saloni del Maggiore e Minor Consiglio mentre a destra si accede alle sale "del Camino" e alla sala d'Armi. L'appartamento del Doge è un complesso di stanze comunicanti decorate nel XVIII sec., disposte sui lati nord e ovest; la Cappella è un'unica aula rettangolare, uno spazio unitario e avvolgente dove la finta architettura di nicchie, colonne, balconi e balaustre, opera di G.B. Carlone, copre totalmente pareti e volta. I saloni del Maggior e Minor Consiglio, al centro del palazzo, sono decorati con marmi e stucchi a sottolineare gli elementi strutturali delle volte e a scandire il ritmo delle pareti con semicolonne e lesene; la volta a botte con testate a padiglione della sala del Maggior Consiglio è in muratura autoportante, appesa con tiranti metallici agli archi della copertura a carena di nave rovesciata. La facciata neoclassica su piazza Matteotti, opera di Cantoni, risolve i contrafforti come una sequenza di colonne binate a doppio ordine concluse da una serie di statue tra lesene e fastigio centrale; l'effetto chiaroscurale sottolinea il verticalismo del fronte solo in parte attenuato da due trabeazioni continue a fregi, cornici e balaustre. Il prospetto ad architettura dipinta su piazza De Ferrari è articolato da un doppio ordine di lesene - bugnate a piano terra e lisce al primo piano - intervallate a bucature decorate con timpani triangolari e curvilinei mentre su via Tommaso Reggio si riesce ad individuare il nucleo medievale dell'edificio: il Palazzo dell'Abate con loggia a tre archi a piano terra e due ordini sovrapposti di polifore, il Palazzo Fieschi con due arcate su pilastri ottagonali e la torre "Grimaldina". Nei sotterranei si trovano gli ambienti più suggestivi dell'edificio: la Cisterna Maggiore, un grandioso spazio con volte a crociera su imponenti pilastri in pietra grigia e la Sala del Munizioniere dove sono visibili tracce delle architetture dell'XI e XII sec. e le fondamenta di un grande torrione medievale. L'accesso ai sotterranei, alla Torre Grimaldina e ai terrazzi avviene tramite una scala sospesa con tiranti e colonne in acciaio risolta formalmente come una strada appesa a gradoni con ammattonato in listelli di cotto a ricordare le vecchie "crose" della città.

Luoghi d'arte collegati

LOUSIANA JAZZ CLUB MUSEUM
Ascolto, studio e ricerca: ecco le parole chiave del museo, noto anche come Louisiana jazz club museum. Con i circa ventimila pezzi (ascoltabili) fra dischi in vinile, settantotto giri, compact disc, l'emeroteca e le discografie storiche e monografiche da consultare e il fitto calendario di concerti e conferenze, è un punto d'incontro per gli appassionati di musica.
PALAZZO DUCALE
Tipologia: Ville e palazzi/Da non perdere
Piazza Matteotti 9 9 16123 Genova (GE)
Telefono: 0039-0105574000
Fax: 0039-0105574001
Sede dal 1339 del primo Doge genovese Simon Boccanegra, il palazzo nasce nel 1291 dall'accorpamento del Palazzo dell'Abate coi contigui Palazzo Fieschi e torre Grimaldina. L'acquisizione di immobili limitrofi e la creazione di una piazza, chiusa a metà '400 da una "cortina" per la guardia di palazzo, amplia il complesso che troverà unitarietà nel progetto di Vannone (1590): un edificio imponente incentrato su un grande atrio che unisce due cortili porticati e attraverso uno scalone solenne conduce alla Cappella, all'appartamento del Doge ed ai saloni del Maggior e Minor Consiglio. Questi, distrutti da un incendio nel 1777, sono ricostruiti in maniera innovativa da Simone Cantoni. La cortina è demolita coll'apertura di via S. Lorenzo nel 1850 su progetto di Gardella mentre la torre e i sotterranei continuano ad essere adibiti a carcere. Nel 1929-35 Grosso ripristina la facciata di Cantoni, riporta alla fase medievale la parte più antica dell'edificio e libera i cortili dalle costruzioni ottocentesche ponendo in diretta comunicazione il cortile minore con piazza De Ferrari su cui attesta un prospetto ad architettura dipinta. Il restauro del 1992 ricompone gli spazi eterogenei del palazzo, divenuto "sede della cultura", mantenendo la commistione di elementi medievali, cinquecenteschi, neoclassici e neomedievali; nei sotterranei sono rese fruibili le Cisterne e la sala del Munizioniere, scoperte durante gli scavi archeologici, mentre la nuova scala elicoidale in acciaio pone in diretta relazione gli accessi colle terrazze e la Grimaldina.
Strutturato su un impianto a "C", il palazzo ha come fulcro il grande atrio a padiglione realizzato a piano terra da Vannone con sottili volte "stirate" ottenute dall'inserimento di tiranti in ferro all'estradosso e aperto sui cortili laterali attraverso le combinazioni prospettiche di due file di colonne che ne scandiscono i prospetti. Dall'atrio si diparte il grande scalone coperto da volte a crociera che, dopo una breve rampa, si suddivide in due tronconi simmetrici per giungere ai loggiati superiori dei cortili; a sinistra sul Loggiato Maggiore si attestano gli ambienti più prestigiosi come la Cappella dogale, l'appartamento del Doge e i Saloni del Maggiore e Minor Consiglio mentre a destra si accede alle sale "del Camino" e alla sala d'Armi. L'appartamento del Doge è un complesso di stanze comunicanti decorate nel XVIII sec., disposte sui lati nord e ovest; la Cappella è un'unica aula rettangolare, uno spazio unitario e avvolgente dove la finta architettura di nicchie, colonne, balconi e balaustre, opera di G.B. Carlone, copre totalmente pareti e volta. I saloni del Maggior e Minor Consiglio, al centro del palazzo, sono decorati con marmi e stucchi a sottolineare gli elementi strutturali delle volte e a scandire il ritmo delle pareti con semicolonne e lesene; la volta a botte con testate a padiglione della sala del Maggior Consiglio è in muratura autoportante, appesa con tiranti metallici agli archi della copertura a carena di nave rovesciata. La facciata neoclassica su piazza Matteotti, opera di Cantoni, risolve i contrafforti come una sequenza di colonne binate a doppio ordine concluse da una serie di statue tra lesene e fastigio centrale; l'effetto chiaroscurale sottolinea il verticalismo del fronte solo in parte attenuato da due trabeazioni continue a fregi, cornici e balaustre. Il prospetto ad architettura dipinta su piazza De Ferrari è articolato da un doppio ordine di lesene - bugnate a piano terra e lisce al primo piano - intervallate a bucature decorate con timpani triangolari e curvilinei mentre su via Tommaso Reggio si riesce ad individuare il nucleo medievale dell'edificio: il Palazzo dell'Abate con loggia a tre archi a piano terra e due ordini sovrapposti di polifore, il Palazzo Fieschi con due arcate su pilastri ottagonali e la torre "Grimaldina". Nei sotterranei si trovano gli ambienti più suggestivi dell'edificio: la Cisterna Maggiore, un grandioso spazio con volte a crociera su imponenti pilastri in pietra grigia e la Sala del Munizioniere dove sono visibili tracce delle architetture dell'XI e XII sec. e le fondamenta di un grande torrione medievale. L'accesso ai sotterranei, alla Torre Grimaldina e ai terrazzi avviene tramite una scala sospesa con tiranti e colonne in acciaio risolta formalmente come una strada appesa a gradoni con ammattonato in listelli di cotto a ricordare le vecchie "crose" della città.

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Ascolto, studio e ricerca: ecco le parole chiave del museo, noto anche come <strong>Louisiana jazz club museum</strong>. Con i circa ventimila pezzi (ascoltabili) fra <strong>dischi in vinile, settantotto giri, compact disc</strong>, l'emeroteca e le discografie storiche e monografiche da consultare e il fitto calendario di <strong>concerti</strong> e conferenze, è un punto d'incontro per gli appassionati di musica.