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PALAZZO DELL'ACCADEMIA LIGUSTICA

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
LARGO PERTINI 4 - 16121 Genova (GE)
Telefono: 010560131
Fax: 010587810
Tra il 1826 e il 1832 sorge in Piazza De Ferrari, sull'area del demolito convento di San Domenico e addossato alla collina di Piccapietra, un nuovo edificio a tre piani "ad uso della Libreria e dell'Accademia" che riutilizza il porticato progettato dal Barabino nel 1821 per una caserma posta in aderenza al teatro lirico, oggi Teatro Carlo Felice. Il problema della esigua profondità del lotto a piano terra è risolta dall'architetto con una maggiore spazialità ai piani superiori, soprattutto al secondo piano dove una successione di colonnati termina in una Rotonda con volta emisferica cassettonata. Le ristrutturazioni urbanistiche di fine Ottocento ed inizio Novecento sacrificano il retro dell'edificio e la Rotonda viene demolita; a memoria del passato magniloquente rimane soltanto il fregio eseguito da Santo Varni - raffigurante il "Trionfo di Marcello" o il "Trasporto delle Arti dalla Grecia a Roma" che un tempo collocato lungo le pareti è ormai nel deposito del museo allo stato di frammento. I bombardamenti del 1942 danneggiano i saloni del secondo piano e soltanto nel dopoguerra l'architetto Mario Labò è incaricato di progettare l'arredamento del palazzo che dovrà contenere l'Accademia, il Civico Liceo Artistico Nicolò Barabino, un museo (probabilmente il Museo Chiossone) e la Biblioteca Civica Berio. Dopo il recente trasferimento della Biblioteca Berio nell'ex Seminario Arcivescovile, l'Accademia Ligustica e il suo Museo hanno ampliato gli spazi a propria disposizione.
L'aspetto attuale di blocco con fronti uniformi su tre lati è il risultato delle trasformazioni urbanistiche e degli sbancamenti con cui, tra fine '800 ed inizio '900, è stata costruita via XX Settembre. Dell'impianto originario che presentava uno sviluppo limitato a piano terra per poi espandersi ai piani superiori a causa dell'irregolarità del lotto e dell'acclività della collina di Piccapietra, rimane solo lo scalone che dall'ampio atrio ottagonale si svolge per due rampe monumentali a sbalzo intorno ad un grande vuoto centrale e termina in una loggia con colonne monolitiche provenienti dalla chiesa demolita di S. Domenico. A livello dell'ultimo ballatoio una nicchia di limitata profondità è l'unica testimonianza dell'accesso alla scomparsa Rotonda, esempio interessante di sala neoclassica; nelle nicchie ai diversi piani si collocano statue raffiguranti artisti o provenienti da edifici demoliti come la porta cinquecentesca dell'Acquasola o la chiesa dei SS. Giacomo e Filippo. L'originalità dello scalone è contraddetta nei prospetti neoclassici risolti come un semplice esercizio di maniera: un basamento a bugnato con fornici a tutto sesto e due piani superiori ritmati da bucature intervallate a lesene e riquadri con semplici cornici a rilievo terminanti ad arco a riprendere il motivo dei portici. La simmetria del fronte principale, un continuum dell'adiacente pronao del Teatro Carlo Felice, è esplicitata soltanto dal rilievo nella lunetta della finestra centrale al primo piano.

Luoghi d'arte collegati

MUSEO DELL'ACCADEMIA LIGUSTICA DI BELLE ARTI
Pittura ligure dal XIV al XIX secolo e maioliche europee dal Seicento in poi: ecco i due principali fil rouge espositivi del museo. Un istituto antico ma capace di rinnovarsi, che oltre alle opere dei grandi maestri della scuola genovese - da Cambiaso a Strozzi, da Fiasella, al Grechetto e al Piola - e quelle di artisti moderni e contemporanei, completa il percorso di visita con l'archivio, la gipsoteca e le collezioni di disegni e stampe.
PALAZZO DELL'ACCADEMIA LIGUSTICA
Tipologia: Ville e palazzi
LARGO PERTINI 4 16121 Genova (GE)
Telefono: 010560131
Fax: 010587810
Tra il 1826 e il 1832 sorge in Piazza De Ferrari, sull'area del demolito convento di San Domenico e addossato alla collina di Piccapietra, un nuovo edificio a tre piani "ad uso della Libreria e dell'Accademia" che riutilizza il porticato progettato dal Barabino nel 1821 per una caserma posta in aderenza al teatro lirico, oggi Teatro Carlo Felice. Il problema della esigua profondità del lotto a piano terra è risolta dall'architetto con una maggiore spazialità ai piani superiori, soprattutto al secondo piano dove una successione di colonnati termina in una Rotonda con volta emisferica cassettonata. Le ristrutturazioni urbanistiche di fine Ottocento ed inizio Novecento sacrificano il retro dell'edificio e la Rotonda viene demolita; a memoria del passato magniloquente rimane soltanto il fregio eseguito da Santo Varni - raffigurante il "Trionfo di Marcello" o il "Trasporto delle Arti dalla Grecia a Roma" che un tempo collocato lungo le pareti è ormai nel deposito del museo allo stato di frammento. I bombardamenti del 1942 danneggiano i saloni del secondo piano e soltanto nel dopoguerra l'architetto Mario Labò è incaricato di progettare l'arredamento del palazzo che dovrà contenere l'Accademia, il Civico Liceo Artistico Nicolò Barabino, un museo (probabilmente il Museo Chiossone) e la Biblioteca Civica Berio. Dopo il recente trasferimento della Biblioteca Berio nell'ex Seminario Arcivescovile, l'Accademia Ligustica e il suo Museo hanno ampliato gli spazi a propria disposizione.
L'aspetto attuale di blocco con fronti uniformi su tre lati è il risultato delle trasformazioni urbanistiche e degli sbancamenti con cui, tra fine '800 ed inizio '900, è stata costruita via XX Settembre. Dell'impianto originario che presentava uno sviluppo limitato a piano terra per poi espandersi ai piani superiori a causa dell'irregolarità del lotto e dell'acclività della collina di Piccapietra, rimane solo lo scalone che dall'ampio atrio ottagonale si svolge per due rampe monumentali a sbalzo intorno ad un grande vuoto centrale e termina in una loggia con colonne monolitiche provenienti dalla chiesa demolita di S. Domenico. A livello dell'ultimo ballatoio una nicchia di limitata profondità è l'unica testimonianza dell'accesso alla scomparsa Rotonda, esempio interessante di sala neoclassica; nelle nicchie ai diversi piani si collocano statue raffiguranti artisti o provenienti da edifici demoliti come la porta cinquecentesca dell'Acquasola o la chiesa dei SS. Giacomo e Filippo. L'originalità dello scalone è contraddetta nei prospetti neoclassici risolti come un semplice esercizio di maniera: un basamento a bugnato con fornici a tutto sesto e due piani superiori ritmati da bucature intervallate a lesene e riquadri con semplici cornici a rilievo terminanti ad arco a riprendere il motivo dei portici. La simmetria del fronte principale, un continuum dell'adiacente pronao del Teatro Carlo Felice, è esplicitata soltanto dal rilievo nella lunetta della finestra centrale al primo piano.

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MUSEO DELL'ACCADEMIA LIGUSTICA DI BELLE ARTI
Pittura ligure dal XIV al XIX secolo e maioliche europee dal Seicento in poi: ecco i due principali fil rouge espositivi del museo. Un istituto antico ma capace di rinnovarsi, che oltre alle opere dei grandi maestri della <strong>scuola genovese</strong> - da Cambiaso a Strozzi, da Fiasella, al Grechetto e al Piola - e quelle di artisti moderni e contemporanei, completa il percorso di visita con l'<strong>archivio</strong>, la <strong>gipsoteca</strong> e le collezioni di <strong>disegni e stampe</strong>.