vai al contenuto vai al footer

VILLA ORMOND

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
C.so Cavallotti 113 - 18038 Sanremo (IM)
Telefono: 0184/541848
Fax: 0184/541600
L'ingresso di Villa Ormond L'ingresso di Villa Ormond
Il parco Il parco
Un dettaglio Un dettaglio
Un dettaglio Un dettaglio

Era il 1875 quando l'imprenditore svizzero Michel Louis Ormond, a capo di una manifattura di sigari a Vevey, nonché uomo politico amante e cultore della storia e delle arti, divenne proprietario di Villa Rambaldi, al centro di una vasta tenuta nella zona orientale di Sanremo, acquistata per consentire alla moglie, la poetessa Marie Marguerite Renet, di godere del clima mite della Riviera in ragione delle sue cagionevoli condizioni di salute. Quando il 25 febbraio del 1887 un violento terremoto si abbatté sul Ponente ligure, la residenza degli Ormond riportò danni molto seri, tanto che la famiglia elvetica decise di far erigere un nuovo edificio: dopo due anni di lavori (1889) il risultato che ne conseguì fu l'elegante Villa Ormond - nata dal progetto dell'architetto svizzero Emile Réverdin, già autore del Teatro dell'Opera di Ginevra e di numerose ville dell'alta società elvetica - che ebbe tra i suoi ospiti illustri i Principi di Prussia, il Duca d'Aosta e l'Imperatrice Elisabetta d'Austria.

La villa, di impianto classico, risulta essere molto estesa in lunghezza e presenta un solo piano rialzato su di un ampio piazzale a cui giungono i viali e le scalinate del giardino all'inglese, costruito in sostituzione dei terrazzamenti liguri e dell'oliveto preesistente. L'intero corpo dell'edificio è percorso da una luminosa terrazza, con ai lati due logge vagamente rinascimentali e con al centro un pronao posto in corrispondenza dell'ingresso. All'interno si possono vedere ancor oggi ampi soffitti a cassettoni policromi e in un salone un caminetto proveniente dal castello dei Doria di Dolceacqua. L'elegante edificio è stato costruito con pietre provenienti da una cava vicino a Tolone, mentre i vetri istoriati sono giunti da una manifattura di Saint-Gobain; per le decorazioni delle pareti furono chiamati invece appositamente alcuni pittori ginevrini, mentre le tappezzerie vennero tessute a Genova e a Lione. Anche la progettazione del parco seguì alcuni schemi tipici del gusto ambientale francese del secondo Ottocento: i tipici terrazzamenti liguri lasciarono il posto ad un andamento a "stanze", con ambienti vegetali molto caratterizzati, il giardino all'italiana e il giardino giapponese, in ricordo del gemellaggio tra le città di Sanremo e di Atami. Con la morte prima di Michel Louis Ormond (1901) e poi di Marie Marguerite (1925) la proprietà degli Ormond fu messa in vendita e fu il Comune di Sanremo ad acquistare l'intera tenuta nel 1930 per tre milioni di lire. Grazie al podestà di allora Pietro Agosti il parco fu aperto al pubblico, e furono costruiti l'ampia fontana disegnata dall'Agosti stesso e il padiglione per le esposizioni. Da ricordare inoltre la presenza di due statue: la prima eretta in memoria del messicano Ignacio Altamirano, poeta, storico e politico, e la seconda in ricordo di Nicola I sovrano del Montenegro, anch'egli ospite della città. Oggi un'ala della villa ospita l'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario, mentre la villa è spesso sede di mostre floreali internazionali o per manifestazioni turistiche.

Il Parco della villa

Il parco è caratterizzato da una ricchissima vegetazione esotica dove l’elemento architettonico dominante è un’antica fontana in pietra con putti. Le piante più significative sono raggruppate nel prestigioso Palmetum in cui primeggiano due gruppi di palme Phoenix reclinata di notevoli dimensioni, una magnifica Erythrina crista-galli, dall’incantevole fioritura rosso sangue, alcune Jacaranda mimosifolia, Cinnamomum camphora, grandi Ficus macrophylla, Corynocarpus laevigatus, Phoenix dactylifera, Washingtonia filifera, Washingtonia robusta, Caesalpinia gilliesii, Trithrinax campestris, Nolina longifolia.

Il catasto “napoleonico” del 1812 aveva individuato i terreni oggi compresi nel grande parco Ormond destinati ad agrumeto ed oliveto, ma vi si trovavano già palme della specie Phoenix dactylifera.

Lo spazio verde viene modellato secondo alcuni schemi tipici del gusto ambientale francese del secondo Ottocento, sull’esempio dell’Alphand e di André. I terrazzamenti liguri e gli agrumeti vengono eliminati in favore di viabilità comode e panorami sempre variati. Le piante esotiche vengono collocate accanto ad ulivi ed agrumi. Il progetto del parco riprende un andamento a “stanze” con ambienti vegetali molto caratterizzati: palmeto, area dei cedri, antico oliveto, sequenza di Ficus e grandioso panorama centrale ispirato al tema del giardino all’italiana.

In questo contesto, va ricordato come lo spazio retrostante la villa sia stato utilizzato come prestigioso “giardino d’inverno”, luogo destinato a manifestazioni e cerimonie di premiazione.

Nel Parco di Villa Ormond è possibile ammirare anche il noto Giardino giapponese, frutto del gemellaggio che unisce la città di Sanremo alla città di Atami.

Su di un tappeto erboso dal verde intenso, sono sistemati in modo fantasioso massi e pietre che ne mettono in risalto la bellezza e creano un’atmosfera tipica, in armonia con gli alberi e gli arbusti. Particolarmente suggestivo è l’angolo ispirato alla filosofia ZEN.

La flora tipicamente originaria del mondo giapponese si integra in modo piacevole, dando all’insieme un intenso richiamo d’oriente. Tra le specie principali si segnalano: Bambusa vulgaris, Corylus avellana “Contorta”, Bambusa arundinacea “Aurea”, Pinus parviflora “Pentaphylla”, Chamaecyparis “pisifera Filifera Aurea”, Cryptomeria japonica “Globosa”, Acer palmatum, Corylopsis pauciflora, Cornus kousa, Ilex crenata, Cydonia japonica, Mahonia iaponica, Sophora japonica, Lagerstroemia indica, Chamaecyparis obtusa “Nana”, Nandina domestica.

Luoghi d'arte collegati

Istituto Internazionale di Diritto Umanitario
VILLA ORMOND
Tipologia: Ville e palazzi
C.so Cavallotti 113 18038 Sanremo (IM)
Telefono: 0184/541848
Fax: 0184/541600

Era il 1875 quando l'imprenditore svizzero Michel Louis Ormond, a capo di una manifattura di sigari a Vevey, nonché uomo politico amante e cultore della storia e delle arti, divenne proprietario di Villa Rambaldi, al centro di una vasta tenuta nella zona orientale di Sanremo, acquistata per consentire alla moglie, la poetessa Marie Marguerite Renet, di godere del clima mite della Riviera in ragione delle sue cagionevoli condizioni di salute. Quando il 25 febbraio del 1887 un violento terremoto si abbatté sul Ponente ligure, la residenza degli Ormond riportò danni molto seri, tanto che la famiglia elvetica decise di far erigere un nuovo edificio: dopo due anni di lavori (1889) il risultato che ne conseguì fu l'elegante Villa Ormond - nata dal progetto dell'architetto svizzero Emile Réverdin, già autore del Teatro dell'Opera di Ginevra e di numerose ville dell'alta società elvetica - che ebbe tra i suoi ospiti illustri i Principi di Prussia, il Duca d'Aosta e l'Imperatrice Elisabetta d'Austria.

La villa, di impianto classico, risulta essere molto estesa in lunghezza e presenta un solo piano rialzato su di un ampio piazzale a cui giungono i viali e le scalinate del giardino all'inglese, costruito in sostituzione dei terrazzamenti liguri e dell'oliveto preesistente. L'intero corpo dell'edificio è percorso da una luminosa terrazza, con ai lati due logge vagamente rinascimentali e con al centro un pronao posto in corrispondenza dell'ingresso. All'interno si possono vedere ancor oggi ampi soffitti a cassettoni policromi e in un salone un caminetto proveniente dal castello dei Doria di Dolceacqua. L'elegante edificio è stato costruito con pietre provenienti da una cava vicino a Tolone, mentre i vetri istoriati sono giunti da una manifattura di Saint-Gobain; per le decorazioni delle pareti furono chiamati invece appositamente alcuni pittori ginevrini, mentre le tappezzerie vennero tessute a Genova e a Lione. Anche la progettazione del parco seguì alcuni schemi tipici del gusto ambientale francese del secondo Ottocento: i tipici terrazzamenti liguri lasciarono il posto ad un andamento a "stanze", con ambienti vegetali molto caratterizzati, il giardino all'italiana e il giardino giapponese, in ricordo del gemellaggio tra le città di Sanremo e di Atami. Con la morte prima di Michel Louis Ormond (1901) e poi di Marie Marguerite (1925) la proprietà degli Ormond fu messa in vendita e fu il Comune di Sanremo ad acquistare l'intera tenuta nel 1930 per tre milioni di lire. Grazie al podestà di allora Pietro Agosti il parco fu aperto al pubblico, e furono costruiti l'ampia fontana disegnata dall'Agosti stesso e il padiglione per le esposizioni. Da ricordare inoltre la presenza di due statue: la prima eretta in memoria del messicano Ignacio Altamirano, poeta, storico e politico, e la seconda in ricordo di Nicola I sovrano del Montenegro, anch'egli ospite della città. Oggi un'ala della villa ospita l'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario, mentre la villa è spesso sede di mostre floreali internazionali o per manifestazioni turistiche.

Il Parco della villa

Il parco è caratterizzato da una ricchissima vegetazione esotica dove l’elemento architettonico dominante è un’antica fontana in pietra con putti. Le piante più significative sono raggruppate nel prestigioso Palmetum in cui primeggiano due gruppi di palme Phoenix reclinata di notevoli dimensioni, una magnifica Erythrina crista-galli, dall’incantevole fioritura rosso sangue, alcune Jacaranda mimosifolia, Cinnamomum camphora, grandi Ficus macrophylla, Corynocarpus laevigatus, Phoenix dactylifera, Washingtonia filifera, Washingtonia robusta, Caesalpinia gilliesii, Trithrinax campestris, Nolina longifolia.

Il catasto “napoleonico” del 1812 aveva individuato i terreni oggi compresi nel grande parco Ormond destinati ad agrumeto ed oliveto, ma vi si trovavano già palme della specie Phoenix dactylifera.

Lo spazio verde viene modellato secondo alcuni schemi tipici del gusto ambientale francese del secondo Ottocento, sull’esempio dell’Alphand e di André. I terrazzamenti liguri e gli agrumeti vengono eliminati in favore di viabilità comode e panorami sempre variati. Le piante esotiche vengono collocate accanto ad ulivi ed agrumi. Il progetto del parco riprende un andamento a “stanze” con ambienti vegetali molto caratterizzati: palmeto, area dei cedri, antico oliveto, sequenza di Ficus e grandioso panorama centrale ispirato al tema del giardino all’italiana.

In questo contesto, va ricordato come lo spazio retrostante la villa sia stato utilizzato come prestigioso “giardino d’inverno”, luogo destinato a manifestazioni e cerimonie di premiazione.

Nel Parco di Villa Ormond è possibile ammirare anche il noto Giardino giapponese, frutto del gemellaggio che unisce la città di Sanremo alla città di Atami.

Su di un tappeto erboso dal verde intenso, sono sistemati in modo fantasioso massi e pietre che ne mettono in risalto la bellezza e creano un’atmosfera tipica, in armonia con gli alberi e gli arbusti. Particolarmente suggestivo è l’angolo ispirato alla filosofia ZEN.

La flora tipicamente originaria del mondo giapponese si integra in modo piacevole, dando all’insieme un intenso richiamo d’oriente. Tra le specie principali si segnalano: Bambusa vulgaris, Corylus avellana “Contorta”, Bambusa arundinacea “Aurea”, Pinus parviflora “Pentaphylla”, Chamaecyparis “pisifera Filifera Aurea”, Cryptomeria japonica “Globosa”, Acer palmatum, Corylopsis pauciflora, Cornus kousa, Ilex crenata, Cydonia japonica, Mahonia iaponica, Sophora japonica, Lagerstroemia indica, Chamaecyparis obtusa “Nana”, Nandina domestica.

Luoghi d'arte collegati

Istituto Internazionale di Diritto Umanitario