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Cimitero monumentale di Zinola

Tipologia: Architetture/Architetture civili
Via Quiliano 32 - 17100 (SV)
Angelo inginocchiato (1935) della tomba Luciani Angelo inginocchiato (1935) della tomba Luciani
Madonna col Bambino della Cappella di Bella (1951-52) Madonna col Bambino della Cappella di Bella (1951-52)
Sarcofago delle Resurrezioni per la famiglia Gualco (1953-4) Sarcofago delle Resurrezioni per la famiglia Gualco (1953-4)
metafore di peccatori redenti metafore di peccatori redenti
angelo angelo
angelo angelo
angelo angelo
monumento a Raffaele Resio "pittor degli angioli" monumento a Raffaele Resio "pittor degli angioli"
lo storico ed erudito Tommaso Torteroli lo storico ed erudito Tommaso Torteroli
monumento a Filippo Noberasco del 1947 monumento a Filippo Noberasco del 1947

Il cimitero monumentale di Savona sorse nel1880 nel quartiere di Zinola con forme architettoniche improntate al purismo neoclassico. Esso sostituì il vecchio cimitero sito dal 1807 fuori dall’abitato, alla foce del torrente Letimbro, nella zona in cui dal 1887 si sarebbe insediato lo stabilimento Servettaz, e attualmente occupata dai giardini del Prolungamento a mare. Di notevole rilevanza il tempio cattolico e le edicole funerarie disseminate tra i sentieri alberati, destinate a celebrare, come quelle di Staglieno per Genova, la memoria della borghesia protagonista dello sviluppo industriale della città tra Otto e Novecento, composta nel decoro di artistici cenotafi. Queste grandi necropoli monumentali, paradossalmente, rispecchiano le città dei vivi, il censo e lo status sociale dei committenti, che si rivolsero in vita a noti artisti, contribuendo al sorgere di veri e propri musei di scultura a cielo aperto.  Anche nelle sculture di Savona compaiono scene di canoviana memoria con geni pensosi presso stele classicheggianti, metafore di peccatori redenti angeli permeati di languidI richiami simbolisti o penetranti ritratti di buoni borghesi e signori umbertini, in gesti di teatrale oratoria. Sotto al porticato spiccano nell'ala destra il monumento della Famiglia Viglienzoni, e, nell'ala sinistra, nella zona dedicata ai cittadini Illustri, quelli dell'artista Raffaele Resio "pittor degli angioli", e dello storico ed erudito Tommaso Torteroli, autore di una storia di Savona, di cui illustrò i Monumenti di pittura, scultura ed archiettura.        

Tra gli artisti del Novecento, anche Renata Cuneo si è cimentata nella scultura di memoria. Le sue opere spiccano per una personale reinterpretazione della ritrattistica e del tema religioso, come nell'antiretorico monumento a Filippo Noberasco del 1947, contrapposto alla classica stele in memoria del Torteroli e al ritratto celebrativo di Raffaele Resio,

Riflette umanissima grazia l'Angelo inginocchiato (1935) della tomba Luciani  o l’affabile Madonna col Bambino della Cappella di Bella (1951-52)I rilievi del Sarcofago delle Resurrezioni per la famiglia Gualco (1953-4), ricreano con fresca immediatezza il racconto evangelico.

I bozzetti di queste opere sono esposti nel museo Pertini-Cuneo, insieme ai gessi preparatori per le Storie di Lazzaro, realizzati in bronzo nel 1958 per la tomba Ratti a Luino e la michelangiolesca Pietà, realizzata in bronzo nel 1972 per la Tomba Trincheri Durand a Pieve di Teco. Altre simili opere della Cuneo sono l'Angelo della cappella Casaccia (1956) a Staglieno e i bronzi per la Cappella Rognoni a Dego (1974).

Cimitero monumentale di Zinola
Tipologia: Architetture/Architetture civili
Via Quiliano 32 17100 (SV)

Il cimitero monumentale di Savona sorse nel1880 nel quartiere di Zinola con forme architettoniche improntate al purismo neoclassico. Esso sostituì il vecchio cimitero sito dal 1807 fuori dall’abitato, alla foce del torrente Letimbro, nella zona in cui dal 1887 si sarebbe insediato lo stabilimento Servettaz, e attualmente occupata dai giardini del Prolungamento a mare. Di notevole rilevanza il tempio cattolico e le edicole funerarie disseminate tra i sentieri alberati, destinate a celebrare, come quelle di Staglieno per Genova, la memoria della borghesia protagonista dello sviluppo industriale della città tra Otto e Novecento, composta nel decoro di artistici cenotafi. Queste grandi necropoli monumentali, paradossalmente, rispecchiano le città dei vivi, il censo e lo status sociale dei committenti, che si rivolsero in vita a noti artisti, contribuendo al sorgere di veri e propri musei di scultura a cielo aperto.  Anche nelle sculture di Savona compaiono scene di canoviana memoria con geni pensosi presso stele classicheggianti, metafore di peccatori redenti angeli permeati di languidI richiami simbolisti o penetranti ritratti di buoni borghesi e signori umbertini, in gesti di teatrale oratoria. Sotto al porticato spiccano nell'ala destra il monumento della Famiglia Viglienzoni, e, nell'ala sinistra, nella zona dedicata ai cittadini Illustri, quelli dell'artista Raffaele Resio "pittor degli angioli", e dello storico ed erudito Tommaso Torteroli, autore di una storia di Savona, di cui illustrò i Monumenti di pittura, scultura ed archiettura.        

Tra gli artisti del Novecento, anche Renata Cuneo si è cimentata nella scultura di memoria. Le sue opere spiccano per una personale reinterpretazione della ritrattistica e del tema religioso, come nell'antiretorico monumento a Filippo Noberasco del 1947, contrapposto alla classica stele in memoria del Torteroli e al ritratto celebrativo di Raffaele Resio,

Riflette umanissima grazia l'Angelo inginocchiato (1935) della tomba Luciani  o l’affabile Madonna col Bambino della Cappella di Bella (1951-52)I rilievi del Sarcofago delle Resurrezioni per la famiglia Gualco (1953-4), ricreano con fresca immediatezza il racconto evangelico.

I bozzetti di queste opere sono esposti nel museo Pertini-Cuneo, insieme ai gessi preparatori per le Storie di Lazzaro, realizzati in bronzo nel 1958 per la tomba Ratti a Luino e la michelangiolesca Pietà, realizzata in bronzo nel 1972 per la Tomba Trincheri Durand a Pieve di Teco. Altre simili opere della Cuneo sono l'Angelo della cappella Casaccia (1956) a Staglieno e i bronzi per la Cappella Rognoni a Dego (1974).