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Apparizione di N.S. Misericordia al Botta

Tipologia: Architetture/Architetture civili
Bivio tra Via Crispi e Via Garroni, sulla via del Santuario - (SV)
Apparizione di N.S. Misericordia al Botta, altoriolievo in pietra serena del 1940 Apparizione di N.S. Misericordia al Botta, altoriolievo in pietra serena del 1940
Apparizione di N.S. Misericordia al Botta, altoriolievo in pietra serena del 1940 Apparizione di N.S. Misericordia al Botta, altoriolievo in pietra serena del 1940
Apparizione di N.S. Misericordia al Botta, altoriolievo in pietra serena del 1940 Apparizione di N.S. Misericordia al Botta, altoriolievo in pietra serena del 1940
Apparizione di N.S. Misericordia al Botta, altoriolievo in pietra serena del 1940 Apparizione di N.S. Misericordia al Botta, altoriolievo in pietra serena del 1940

L’opera, un altoriolievo in pietra serena del 1940, riporta, ripetuta sulla cornice, l’iscrizione: “Misericordia e non Giustizia”. Sulla lapide sottostante: “Hinc pristina via quae San/ctuari mei fert ad limen  ubi/ fundam pie viator pacis/ thesauros et misericordiae.

Il 18 marzo 1536 la Vergine apparve al contadino Antonio Botta, e ben presto la fede e la devozione portarono alla costruzione, sul luogo dell’apparizione, del Santuario di N.S. di Misericordia, il cui culto si diffuse nel contado verso il Piemonte e sulla intera costa ligure.

Da Lavagnola inizia inizia la via nella Valle del Letimbro verso il Santuario, lungo la quale le antiche Cappellette votive segnano le tappe dell’itinerario dei devoti fino alla basilica mariana.

Il rilievo in pietra serena di Renata Cuneo, murato su un palazzo al bivio Santuario-Lavagnola ripropone secondo una composizione originale la tradizionale iconografia dell’apparizione della Madonna di Savona, col Beato Botta inginocchiato ai suoi piedi, mentre la Vergine leva in alto le braccia sullo sfondo agreste, in cui si incrociano i rami di alberi stilizzati. Al cammino del pellegrino è dedicato il testo dell’epigrafe. Della lastra esiste una replica nel Museo Cuneo e un bozzetto in terracotta in collezione privata.

Altre opere della Cuneo si trovano presso Lavagnola, nella Parrocchia di San Dalmazio, nella Cappella campestre di Marmorassi, sulla cui facciata è visibile l’altorilievo in terracotta con San Sebastiano, e per cui fu eseguita una Madonna pellegrina. L‘itinerario prosegue fino a giungere alla piazza del Santuario, su cui si affacciano, tra le bianche statue marmoree dei benefattori, anche quelle eseguite dalla Cuneo negli anni 30 per il Palazzo degli Ospizi. 

Apparizione di N.S. Misericordia al Botta
Tipologia: Architetture/Architetture civili
Bivio tra Via Crispi e Via Garroni, sulla via del Santuario (SV)

L’opera, un altoriolievo in pietra serena del 1940, riporta, ripetuta sulla cornice, l’iscrizione: “Misericordia e non Giustizia”. Sulla lapide sottostante: “Hinc pristina via quae San/ctuari mei fert ad limen  ubi/ fundam pie viator pacis/ thesauros et misericordiae.

Il 18 marzo 1536 la Vergine apparve al contadino Antonio Botta, e ben presto la fede e la devozione portarono alla costruzione, sul luogo dell’apparizione, del Santuario di N.S. di Misericordia, il cui culto si diffuse nel contado verso il Piemonte e sulla intera costa ligure.

Da Lavagnola inizia inizia la via nella Valle del Letimbro verso il Santuario, lungo la quale le antiche Cappellette votive segnano le tappe dell’itinerario dei devoti fino alla basilica mariana.

Il rilievo in pietra serena di Renata Cuneo, murato su un palazzo al bivio Santuario-Lavagnola ripropone secondo una composizione originale la tradizionale iconografia dell’apparizione della Madonna di Savona, col Beato Botta inginocchiato ai suoi piedi, mentre la Vergine leva in alto le braccia sullo sfondo agreste, in cui si incrociano i rami di alberi stilizzati. Al cammino del pellegrino è dedicato il testo dell’epigrafe. Della lastra esiste una replica nel Museo Cuneo e un bozzetto in terracotta in collezione privata.

Altre opere della Cuneo si trovano presso Lavagnola, nella Parrocchia di San Dalmazio, nella Cappella campestre di Marmorassi, sulla cui facciata è visibile l’altorilievo in terracotta con San Sebastiano, e per cui fu eseguita una Madonna pellegrina. L‘itinerario prosegue fino a giungere alla piazza del Santuario, su cui si affacciano, tra le bianche statue marmoree dei benefattori, anche quelle eseguite dalla Cuneo negli anni 30 per il Palazzo degli Ospizi.