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Lerici: culti collegati con le rotte marittime dei pellegrini verso Santiago de Compostela

Tipologia: Architetture/Architetture civili
Piazza bacigalupi 9 - 19032 Lerici (La Spezia)
Lerici, Chiesa di San Rocco Esterno Lerici, Chiesa di San Rocco Esterno
Lerici, chiesa di San Rocco, sec. XVI Santi Martino Vescovo, Sebastiano, Cristoforo e Rocco Lerici, chiesa di San Rocco, sec. XVI Santi Martino Vescovo, Sebastiano, Cristoforo e Rocco
Lerici Chiesa di San Francesco, sec XVIII inizi San Giacomo Lerici Chiesa di San Francesco, sec XVIII inizi San Giacomo

L’insabbiamento e l’impaludamento del porto di Luni, ma soprattutto motivi politici connessi con questo scacchiere dell’estrema Liguria levante, strategicamente fondamentale, tra i domini del vescovo di Luni episcupus et comes e gli interessi di Lucca, di Pisa e della repubblica di Genova ,costituiscono i principali elementi della crescita del ruolo del porto di Lerici che si va progressivamente affermando come caposaldo portuale già funzionale in età romana al commercio lunense. Notizie certe di uno scalo marittimo e commerciale sono riferibili alla prima fase di influenza genovese (1152 -1241) come attestano le convenzioni stabilite con i lucchesi. L’attracco di Lerici era utilizzato per il  rifornimento del sale e per le spedizione dei tessuti verso le fiere della Provenza e dello Champagne in concorrenza con il porto pisano e probabilmente anche con San Maurizio. Lo stesso territorio di Lerici fu oggetto di una aspra contesa fra Genova e Pisa che riuscì ad imporre la propria dominazione tra il 1241 e il 1256 quando a ridosso della collina costruì il primo borgo murato e il castello successimene ampliato e potenziato dai genovesi. Il più antico edificio religioso di Lerici, oggi distrutto, era la cappella dedicata a Santa Marta, protettrice degli occhi e dei viandanti, il cui culto era particolarmente diffuso in Provenza. La chiesa sarebbe stata ubicata nel carruggio parallelo alla costa nel piano della calata, la devozione a Santa Marta sarà sentita a lungo con celebrazione della festa sancita dalla processione. Presso il porto era situata la chiesa di San Giorgio,  forse da identificare con la cappella dei Santi Martino e Cristoforo costruita nel 1287 e in seguito dedicata, nel 1584, a San Rocco di Montpelier, santo taumaturgo invocato contro la peste, ma anche protettore di pellegrini e viaggiatori, sulla facciata dell’oratorio la statua raffigura il santo in abiti da pellegrino. La presenza dei due culti di Santa Marta e San Rocco, prevenuti nel territorio di Lerici attraverso la Francia e le rotte marittime, testimonia l’importanza dell’approdo lericino nel quadro delle relazioni commerciali e specifico luogo d’imbarco dei viandanti diretti in Galizia, grazie al diritto di passaggio dei pellegrini sulle imbarcazioni mercantili dirette verso Arles da dove la via tolosana li avrebbe guidati oltre i valici pirenaici sul cammino di Santiago.

A Lerici fin dal XV secolo è attestata la presenza di un ospitale dedicato ai santi Pietro e Paolo, oggi demolito, ma ricordato da un epigrafe che indica la derivazione da uno  xenodochio documentato da una carta del Vinzoni. I pellegrini che provenivano da Roma, quando ormai il porto di San Maurizio, ancora citato in due documenti del 1277-1278 nell’autobiografia del vescovo lunense Enrico da Fucecchio, era ormai un toponimo abbandonato, attraversavano il Magra alla scafa di Trebiano. Avevano davanti due alternative: l’antica via Predallara, nei pressi della cappella di San Genesio oppure la via del Mortaretto, praticata ancora nel 1584, come testimonia il viaggiatore inglese Philippe Marrison per salire all’antica pieve di San Michele Arcangelo e passando per Cerri scendere a Lerici, oppure deviare verso Arcola per immettersi nella via delle Pievi dove incontravano l’antica Pieve dei Santi Stefano e Margherita e da lì scendere alla Pieve di San Venerio, raggiungere la Pieve di Marinasco, passando per Feleta, dove una antica cappella era dedicato a San Giacomo e da Marinasco risalire sul percorso romeo interno, costellato di luoghi sacri dedicati ai Santi protettori dei pellegrini, o scendere a Portovenere nell’imbarco utilizzato per il viaggio via mare a Compostela, o ancora proseguire a mezza costa sul versante costiero.

 

Lerici: culti collegati con le rotte marittime dei pellegrini verso Santiago de Compostela
Tipologia: Architetture/Architetture civili
Piazza bacigalupi 9 19032 Lerici (La Spezia)

L’insabbiamento e l’impaludamento del porto di Luni, ma soprattutto motivi politici connessi con questo scacchiere dell’estrema Liguria levante, strategicamente fondamentale, tra i domini del vescovo di Luni episcupus et comes e gli interessi di Lucca, di Pisa e della repubblica di Genova ,costituiscono i principali elementi della crescita del ruolo del porto di Lerici che si va progressivamente affermando come caposaldo portuale già funzionale in età romana al commercio lunense. Notizie certe di uno scalo marittimo e commerciale sono riferibili alla prima fase di influenza genovese (1152 -1241) come attestano le convenzioni stabilite con i lucchesi. L’attracco di Lerici era utilizzato per il  rifornimento del sale e per le spedizione dei tessuti verso le fiere della Provenza e dello Champagne in concorrenza con il porto pisano e probabilmente anche con San Maurizio. Lo stesso territorio di Lerici fu oggetto di una aspra contesa fra Genova e Pisa che riuscì ad imporre la propria dominazione tra il 1241 e il 1256 quando a ridosso della collina costruì il primo borgo murato e il castello successimene ampliato e potenziato dai genovesi. Il più antico edificio religioso di Lerici, oggi distrutto, era la cappella dedicata a Santa Marta, protettrice degli occhi e dei viandanti, il cui culto era particolarmente diffuso in Provenza. La chiesa sarebbe stata ubicata nel carruggio parallelo alla costa nel piano della calata, la devozione a Santa Marta sarà sentita a lungo con celebrazione della festa sancita dalla processione. Presso il porto era situata la chiesa di San Giorgio,  forse da identificare con la cappella dei Santi Martino e Cristoforo costruita nel 1287 e in seguito dedicata, nel 1584, a San Rocco di Montpelier, santo taumaturgo invocato contro la peste, ma anche protettore di pellegrini e viaggiatori, sulla facciata dell’oratorio la statua raffigura il santo in abiti da pellegrino. La presenza dei due culti di Santa Marta e San Rocco, prevenuti nel territorio di Lerici attraverso la Francia e le rotte marittime, testimonia l’importanza dell’approdo lericino nel quadro delle relazioni commerciali e specifico luogo d’imbarco dei viandanti diretti in Galizia, grazie al diritto di passaggio dei pellegrini sulle imbarcazioni mercantili dirette verso Arles da dove la via tolosana li avrebbe guidati oltre i valici pirenaici sul cammino di Santiago.

A Lerici fin dal XV secolo è attestata la presenza di un ospitale dedicato ai santi Pietro e Paolo, oggi demolito, ma ricordato da un epigrafe che indica la derivazione da uno  xenodochio documentato da una carta del Vinzoni. I pellegrini che provenivano da Roma, quando ormai il porto di San Maurizio, ancora citato in due documenti del 1277-1278 nell’autobiografia del vescovo lunense Enrico da Fucecchio, era ormai un toponimo abbandonato, attraversavano il Magra alla scafa di Trebiano. Avevano davanti due alternative: l’antica via Predallara, nei pressi della cappella di San Genesio oppure la via del Mortaretto, praticata ancora nel 1584, come testimonia il viaggiatore inglese Philippe Marrison per salire all’antica pieve di San Michele Arcangelo e passando per Cerri scendere a Lerici, oppure deviare verso Arcola per immettersi nella via delle Pievi dove incontravano l’antica Pieve dei Santi Stefano e Margherita e da lì scendere alla Pieve di San Venerio, raggiungere la Pieve di Marinasco, passando per Feleta, dove una antica cappella era dedicato a San Giacomo e da Marinasco risalire sul percorso romeo interno, costellato di luoghi sacri dedicati ai Santi protettori dei pellegrini, o scendere a Portovenere nell’imbarco utilizzato per il viaggio via mare a Compostela, o ancora proseguire a mezza costa sul versante costiero.