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Oratorio del Cristo Risorto

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Via Aonzo 2R - 17100 Savona (SV)
Telefono: 019 83 86 306
La facciata La facciata

Via Pia a Savona è caratterizzata da palazzi con portali in ardesia quattro-cinquecenteschi e case a schiera medievali. Al termine della via si trova uno slargo, creato dall'apertura di Via Paleocapa.(attuale Largo Varaldo). Qui si segnala l'Oratorio del Cristo Risorto, in origine chiesa agostiniana delle suore della SS. Annunziata, edificata intorno al 1480 e ricostruita nel 1604.

Storia

La storia della confraternita, oggi meglio conosciuta con la titolazione al Cristo Risorto, analogamente a quella delle altre istituzioni religiose cittadine, è il risultato di alterne vicende che hanno originato, nel corso del tempo, il consociarsi tra differenti sodalizi e lo spostamento delle loro sedi. Si ritiene che anche l’oratorio di San Domenico sorgesse, tra il XIII e il XIV secolo, nell’antica cittadella religiosa, sulla collina del Priamàr. Al suo interno, nel 1344, venne istituito l’Ospedale Grande della Misericordia, la più importante associazione assistenziale savonese dell’epoca.
Nella prima metà XVI secolo, in un periodo di grave crisi per la città, a quella di San Domenico si erano già aggregate, in un unico oratorio, i sodalizi della SS. Annunciata e di S. Maria Maddalena. Dopo la distruzione sul Priamàr, a seguito delle note vicende, l’oratorio era riedificato, tra il 1547 e il 1568, sul colle del Monticello, a ridosso delle Mura dello Sperone. Di quest’epoca è la titolazione al Cristo Risorto, a seguito dell’acquisizione della statua taumaturgica, protagonista della processione che ancora oggi si svolge all’alba della Pasqua.

L'edificio

L’edificio, ristrutturato tra il 1787 e il 1802, agli inizi del ‘900 era nuovamente demolito e dal 1906 la confraternita si trasferiva nella chiesa attigua al convento delle monache agostiniane della SS. Annunciata, presenti a Savona dal 1464. Lo stabile, la cui fondazione risaliva al 1606, risulta oggi circondato dal tessuto della città ottocentesca, dopo l’apertura, di via Paleocapa e l’erezione, nel perimetro dell’antico convento, di un fabbricato scolastico. La semplice costruzione seicentesca, presenta all’esterno facciata spoglia, con motivi architettonici dipinti e, sul fianco destro, un rilievo in ceramica di Roberto Bertagnin, del 1955, con la raffigurazione scorciata di un Compianto sul Cristo morto. L’interno, ad unica aula voltata a botte è decorato da stucchi dorati, opera di maestranze intelviesi, che incornicianoin un armonico complesso gli affreschi di Giuseppe Robatto con la Gloria dello Spirito Santo. Una certa mancanza di equilibrio nel rapporto tra architettura e scultura induce ad attribuire lo scenografico altar maggiore al lavoro di allievi e non, come comunemente ritenuto, di Filippo e Domenico Parodi. Tra il 1775 e il 1782 vengono eretti, nelle due brevi cappelle ai lati del presbiterio, i due altari, di impostazione neoclassica, sormontati, quello di sinistra dalla tela attribuita a Carlo Giuseppe Ratti con i Santi Agostino e Monica, quello a destra, da un’Immacolata Concezione e Santi databile al secondo quarto del XVII secolo.La decorazione ad affresco dell’interno si conclude nel 1735, con l’opera di G.B Natali e di Sebastiano Galeotti, mentre gli eleganti intagli rocaille della tribuna dell’organo sono opera di G. B. Reggio, del 1757. Lungo le pareti della controfacciata sono stati disposti gli stalli lignei cinquecenteschi, provenienti dall’antico duomo.
I confratelli sfilano nella Processione del Venerdì Santo con la cappa bianca portando le casse della Annunziata e della Deposizione dal sepolcro.

Oratorio del Cristo Risorto
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Via Aonzo 2R 17100 Savona (SV)
Telefono: 019 83 86 306

Via Pia a Savona è caratterizzata da palazzi con portali in ardesia quattro-cinquecenteschi e case a schiera medievali. Al termine della via si trova uno slargo, creato dall'apertura di Via Paleocapa.(attuale Largo Varaldo). Qui si segnala l'Oratorio del Cristo Risorto, in origine chiesa agostiniana delle suore della SS. Annunziata, edificata intorno al 1480 e ricostruita nel 1604.

Storia

La storia della confraternita, oggi meglio conosciuta con la titolazione al Cristo Risorto, analogamente a quella delle altre istituzioni religiose cittadine, è il risultato di alterne vicende che hanno originato, nel corso del tempo, il consociarsi tra differenti sodalizi e lo spostamento delle loro sedi. Si ritiene che anche l’oratorio di San Domenico sorgesse, tra il XIII e il XIV secolo, nell’antica cittadella religiosa, sulla collina del Priamàr. Al suo interno, nel 1344, venne istituito l’Ospedale Grande della Misericordia, la più importante associazione assistenziale savonese dell’epoca.
Nella prima metà XVI secolo, in un periodo di grave crisi per la città, a quella di San Domenico si erano già aggregate, in un unico oratorio, i sodalizi della SS. Annunciata e di S. Maria Maddalena. Dopo la distruzione sul Priamàr, a seguito delle note vicende, l’oratorio era riedificato, tra il 1547 e il 1568, sul colle del Monticello, a ridosso delle Mura dello Sperone. Di quest’epoca è la titolazione al Cristo Risorto, a seguito dell’acquisizione della statua taumaturgica, protagonista della processione che ancora oggi si svolge all’alba della Pasqua.

L'edificio

L’edificio, ristrutturato tra il 1787 e il 1802, agli inizi del ‘900 era nuovamente demolito e dal 1906 la confraternita si trasferiva nella chiesa attigua al convento delle monache agostiniane della SS. Annunciata, presenti a Savona dal 1464. Lo stabile, la cui fondazione risaliva al 1606, risulta oggi circondato dal tessuto della città ottocentesca, dopo l’apertura, di via Paleocapa e l’erezione, nel perimetro dell’antico convento, di un fabbricato scolastico. La semplice costruzione seicentesca, presenta all’esterno facciata spoglia, con motivi architettonici dipinti e, sul fianco destro, un rilievo in ceramica di Roberto Bertagnin, del 1955, con la raffigurazione scorciata di un Compianto sul Cristo morto. L’interno, ad unica aula voltata a botte è decorato da stucchi dorati, opera di maestranze intelviesi, che incornicianoin un armonico complesso gli affreschi di Giuseppe Robatto con la Gloria dello Spirito Santo. Una certa mancanza di equilibrio nel rapporto tra architettura e scultura induce ad attribuire lo scenografico altar maggiore al lavoro di allievi e non, come comunemente ritenuto, di Filippo e Domenico Parodi. Tra il 1775 e il 1782 vengono eretti, nelle due brevi cappelle ai lati del presbiterio, i due altari, di impostazione neoclassica, sormontati, quello di sinistra dalla tela attribuita a Carlo Giuseppe Ratti con i Santi Agostino e Monica, quello a destra, da un’Immacolata Concezione e Santi databile al secondo quarto del XVII secolo.La decorazione ad affresco dell’interno si conclude nel 1735, con l’opera di G.B Natali e di Sebastiano Galeotti, mentre gli eleganti intagli rocaille della tribuna dell’organo sono opera di G. B. Reggio, del 1757. Lungo le pareti della controfacciata sono stati disposti gli stalli lignei cinquecenteschi, provenienti dall’antico duomo.
I confratelli sfilano nella Processione del Venerdì Santo con la cappa bianca portando le casse della Annunziata e della Deposizione dal sepolcro.