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Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
via del Prione 156 - 19121 La Spezia (SP)
Telefono: 0187 258570
Fax: 0187 257426
esterno dell'oratorio di san bernardino esterno dell'oratorio di san bernardino

L’oratorio di San Bernardino a La Spezia è da riferire alla ripetuta presenza del Santo nel territorio spezzino e alla vivissima devozione suscitata. Appena sei anni dopo la sua morte venne decretata la solenne canonizzazione da Papa Niccolò V°, Tommaso Parentuccelli da Sarzana. Alla Spezia, di li a poco si costituì la confraternita o casaccia intitolata al Santo con il principale scopo di riscattare gli schiavi. Nel 1455 venne fondato l’oratorio, addossandolo alle mura trecentesche della Città, nelle immediate vicinanze della porta di S. Maria. Nella visita apostolica di Monsignor Peruzzi del 1584 l’oratorio venne trovato in buono stato di conservazione "e;con tuniche e cappe ben conservate e in buon ordine e con paramenti sacri in numero sufficiente” .

Nell’oratorio i confratelli svolgevano molte opere di pietà come risulta dalle varie visite pastorali, adempiendo fedelmente ai loro doveri, la messa veniva celebrata la domenica e il venerdì e una fervida attività religiosa e compassionevole si svolse fino a quando la compagnia dei disciplinati venne sciolta, a seguito della sua soppressione che avvenne nel 1812 per decreto napoleonico.

La chiesa ad unica navata aveva conservato fino ad allora la copertura a capanna con falde spioventi parallele al paramento murario trecentesco, a monte un piccolo locale destinato a coro veniva utilizzato per accogliere confratelli e religiosi che durante le pestilenze si dedicavano ad alleviare le sofferenze dei malati. Per tutto il secolo XIX l’oratorio subì profonde manomissioni, nel 1864 il Municipio lo modificò radicalmente per ospitarvi il Consiglio Comunale, venne demolita l’antica copertura a capanna, sostituita dalla edificazione di due piani al di sopra dell’aula sacra, sul fronte di Via Prione venne costruito un nuovo corpo di fabbrica che occupò la piccola piazzetta antistante la chiesa. Dal 1899 l’edificio accolse la società di pubblica assistenza e nel 1999, un secolo dopo, iniziarono i lavori di trasformazione dell’ edificio in sede museale.

L’Oratorio ospita una collezione permanente di grande rilievo storico e artistico, proveniente da edifici religiosi del territorio. Sono state ripristinate in loco alcune sovrapporte in ardesia e in particolare due grandi frammenti che mostrano San Bernardino in gloria e ai lati rispettivamente due disciplinanti con saio, cappuccio e battente, genuflessi e oranti da riferire alla primigenia edificazione dell’ edificio, la parte centrale è lacunosa e la data dovrebbe risalire agli ultimi decenni del quattrocento per il maturo recepimento del linguaggio rinascimentale. Coeva è una Annunciazione con ai lati due disciplinanti, collegabile alla bottega genovese dei Gaggini. Nell’ oratorio sono conservate due altre Annunciazioni tardo quattrocentesche e la Madonna col Bambino, scultura in marmo della metà del trecento proveniente dall’ antica pieve di Marinasco attribuita a maestro ligure lombardo. Queste opere, ed altre assai significative, collegate all’attività di artisti provenienti da area campionese, dal genovesato, da Pisa e dalla Lucchesia, contribuiscono a ricostruire le più antiche fasi di edificazione della città della Spezia. In parallelo si incomincia a intravedere un humus locale che con Giacomo Spinoloto, attivo post 1466, che aveva bottega in città e del quale si conserva nell’oratorio la Madonna con Bambino datata 1474 e firmata, con il Maestro delle Cinque Terre, e successivamente con Antonio Carpenino del quale campeggia al centro della navata la "Gloria di San Nicola da Tolentino" (Antonius Carpeninus spediensis pingevat MDXXIX) cominciava a dare i suoi frutti.

Oratorio di San Bernardino, sede del Museo Diocesano (La Spezia)
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
via del Prione 156 19121 La Spezia (SP)
Telefono: 0187 258570
Fax: 0187 257426

L’oratorio di San Bernardino a La Spezia è da riferire alla ripetuta presenza del Santo nel territorio spezzino e alla vivissima devozione suscitata. Appena sei anni dopo la sua morte venne decretata la solenne canonizzazione da Papa Niccolò V°, Tommaso Parentuccelli da Sarzana. Alla Spezia, di li a poco si costituì la confraternita o casaccia intitolata al Santo con il principale scopo di riscattare gli schiavi. Nel 1455 venne fondato l’oratorio, addossandolo alle mura trecentesche della Città, nelle immediate vicinanze della porta di S. Maria. Nella visita apostolica di Monsignor Peruzzi del 1584 l’oratorio venne trovato in buono stato di conservazione "e;con tuniche e cappe ben conservate e in buon ordine e con paramenti sacri in numero sufficiente” .

Nell’oratorio i confratelli svolgevano molte opere di pietà come risulta dalle varie visite pastorali, adempiendo fedelmente ai loro doveri, la messa veniva celebrata la domenica e il venerdì e una fervida attività religiosa e compassionevole si svolse fino a quando la compagnia dei disciplinati venne sciolta, a seguito della sua soppressione che avvenne nel 1812 per decreto napoleonico.

La chiesa ad unica navata aveva conservato fino ad allora la copertura a capanna con falde spioventi parallele al paramento murario trecentesco, a monte un piccolo locale destinato a coro veniva utilizzato per accogliere confratelli e religiosi che durante le pestilenze si dedicavano ad alleviare le sofferenze dei malati. Per tutto il secolo XIX l’oratorio subì profonde manomissioni, nel 1864 il Municipio lo modificò radicalmente per ospitarvi il Consiglio Comunale, venne demolita l’antica copertura a capanna, sostituita dalla edificazione di due piani al di sopra dell’aula sacra, sul fronte di Via Prione venne costruito un nuovo corpo di fabbrica che occupò la piccola piazzetta antistante la chiesa. Dal 1899 l’edificio accolse la società di pubblica assistenza e nel 1999, un secolo dopo, iniziarono i lavori di trasformazione dell’ edificio in sede museale.

L’Oratorio ospita una collezione permanente di grande rilievo storico e artistico, proveniente da edifici religiosi del territorio. Sono state ripristinate in loco alcune sovrapporte in ardesia e in particolare due grandi frammenti che mostrano San Bernardino in gloria e ai lati rispettivamente due disciplinanti con saio, cappuccio e battente, genuflessi e oranti da riferire alla primigenia edificazione dell’ edificio, la parte centrale è lacunosa e la data dovrebbe risalire agli ultimi decenni del quattrocento per il maturo recepimento del linguaggio rinascimentale. Coeva è una Annunciazione con ai lati due disciplinanti, collegabile alla bottega genovese dei Gaggini. Nell’ oratorio sono conservate due altre Annunciazioni tardo quattrocentesche e la Madonna col Bambino, scultura in marmo della metà del trecento proveniente dall’ antica pieve di Marinasco attribuita a maestro ligure lombardo. Queste opere, ed altre assai significative, collegate all’attività di artisti provenienti da area campionese, dal genovesato, da Pisa e dalla Lucchesia, contribuiscono a ricostruire le più antiche fasi di edificazione della città della Spezia. In parallelo si incomincia a intravedere un humus locale che con Giacomo Spinoloto, attivo post 1466, che aveva bottega in città e del quale si conserva nell’oratorio la Madonna con Bambino datata 1474 e firmata, con il Maestro delle Cinque Terre, e successivamente con Antonio Carpenino del quale campeggia al centro della navata la "Gloria di San Nicola da Tolentino" (Antonius Carpeninus spediensis pingevat MDXXIX) cominciava a dare i suoi frutti.