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Castello San Giorgio

Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
- La Spezia
La scalinata La scalinata
Le mura Le mura
Una delle porte Una delle porte
Il castello visto dal mare Il castello visto dal mare
Il castello visto dal mare Il castello visto dal mare

Il castello San Giorgio è situato sulla collina del Poggio, luogo da cui era possiblle difendere il primitivo nucleo abitato della Spezia. Nel 1262 Nicolò Fieschi, guelfo fuoriuscito dalla Repubblica di Genova, iniziò la costruzione del castello cercando di rafforzare il suo dominio sul territorio spezzino. Alcuni anni più tardi egli dovette arrendersi ai genovesi e nel 1273 Oberto Doria riconquistò Spezia, incendiò il borgo e distrusse il castello. Nel 1276 Nicolò Fieschi dovette cedere anche i feudi rivieraschl e dell'entroterra alla Repubblica Genovese che stabilizzò il proprio dominio su tutta la Liguria.

Nel 1343 Spezia fu eletta Podesteria dal Doge di Genova Simone Boccanegra, ma venne nuovamente distrutta dalla Compagnia di ventura di Ambrogio Visconti che nel 1366 sconfisse le truppe dei genovesi. Nel 1371, per concessione del Doge Domenico da Campofregoso, si arrivò all'unificazione della Podesteria della Spezia con la Podesteria di Carpena. Si assiste così, alla fine del XlV secolo, alla riedificazione del castello sui resti del precedente e alla costruzione delle nuove mura difensive, arricchite da cinque torri e cinque porte.

Le lotte tra i Genovesi e i Visconti portarono, nel 1443, a ricostruire il tracciato delle mura, includendo la cattedrale all'interno della cinta, nell'intento di salvarla dal saccheggio delle truppe viscontee di Niccolò Piccinino, infine nel1607 si diede inizio alla costruzione della parte superiore del castello San Giorgio che durò un anno.Ulteriori modifiche furono apportate in età napoleonica, ma senza alterare la sua forma e la sua struttura.

L'attuale aspetto evidenzia nella parte superiore del castello tessuti murari medioevali inglobati in strutture successive. Un elemento a pianta quadrata di 5,50 metri di lato, si ritiene possa essere la torre del primitivo apprestamento altomedievale, probabilmente il maschio del sistema difensivo. La cinta muraria trecentesca, realizzata in conci di pietra disposti a filaretto con elementi angolari squadrati di maggiori dimensioni, comprensive di sottili feritoie verticali per arcieri, è tuttora parzialmente visibile.

Il castello conservò la facies medioevale flno alla metà del quattrocento quando, con l'introduzione delle artiglierie, iniziarono ad essere costruite murature di forte spessore, di minore accuratezza costruttiva, con profilo a scarpa, caratterizzate da feritoie per armi da fuoco per il tiro radente. Gli ambienti interni, coperti con volte, datano ai primi del 1600, periodo in cui fu aumentata la resistenza passiva alla caduta del proiettili da bombarda mediante il riempimento dei muri perimetrali con terra bagnata bene battuta. I due bastioni maggiormente esposti, ad est e nord-ovest, furono interamente rivestiti con un nuovo apparato murario tuttora osservabile. Sotto l'ingresso del castello, in corrispondenza della parte più antica del complesso, sono visibili i resti del battiponte, situati nello spazio a verde antistante.

Oggi è sede del Museo Civico Archeologico Ubaldo Formentini che conserva le statue stele della Lunigiana, straordinarie sculture antropomorfe dell'età del rame e del ferro e statuaria, ritrattistica, mosaici e frammenti della collezione Fabbricotti provenienti dagli scavi dell'antica città di Luni.

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario
Castello San Giorgio
Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
La Spezia

Il castello San Giorgio è situato sulla collina del Poggio, luogo da cui era possiblle difendere il primitivo nucleo abitato della Spezia. Nel 1262 Nicolò Fieschi, guelfo fuoriuscito dalla Repubblica di Genova, iniziò la costruzione del castello cercando di rafforzare il suo dominio sul territorio spezzino. Alcuni anni più tardi egli dovette arrendersi ai genovesi e nel 1273 Oberto Doria riconquistò Spezia, incendiò il borgo e distrusse il castello. Nel 1276 Nicolò Fieschi dovette cedere anche i feudi rivieraschl e dell'entroterra alla Repubblica Genovese che stabilizzò il proprio dominio su tutta la Liguria.

Nel 1343 Spezia fu eletta Podesteria dal Doge di Genova Simone Boccanegra, ma venne nuovamente distrutta dalla Compagnia di ventura di Ambrogio Visconti che nel 1366 sconfisse le truppe dei genovesi. Nel 1371, per concessione del Doge Domenico da Campofregoso, si arrivò all'unificazione della Podesteria della Spezia con la Podesteria di Carpena. Si assiste così, alla fine del XlV secolo, alla riedificazione del castello sui resti del precedente e alla costruzione delle nuove mura difensive, arricchite da cinque torri e cinque porte.

Le lotte tra i Genovesi e i Visconti portarono, nel 1443, a ricostruire il tracciato delle mura, includendo la cattedrale all'interno della cinta, nell'intento di salvarla dal saccheggio delle truppe viscontee di Niccolò Piccinino, infine nel1607 si diede inizio alla costruzione della parte superiore del castello San Giorgio che durò un anno.Ulteriori modifiche furono apportate in età napoleonica, ma senza alterare la sua forma e la sua struttura.

L'attuale aspetto evidenzia nella parte superiore del castello tessuti murari medioevali inglobati in strutture successive. Un elemento a pianta quadrata di 5,50 metri di lato, si ritiene possa essere la torre del primitivo apprestamento altomedievale, probabilmente il maschio del sistema difensivo. La cinta muraria trecentesca, realizzata in conci di pietra disposti a filaretto con elementi angolari squadrati di maggiori dimensioni, comprensive di sottili feritoie verticali per arcieri, è tuttora parzialmente visibile.

Il castello conservò la facies medioevale flno alla metà del quattrocento quando, con l'introduzione delle artiglierie, iniziarono ad essere costruite murature di forte spessore, di minore accuratezza costruttiva, con profilo a scarpa, caratterizzate da feritoie per armi da fuoco per il tiro radente. Gli ambienti interni, coperti con volte, datano ai primi del 1600, periodo in cui fu aumentata la resistenza passiva alla caduta del proiettili da bombarda mediante il riempimento dei muri perimetrali con terra bagnata bene battuta. I due bastioni maggiormente esposti, ad est e nord-ovest, furono interamente rivestiti con un nuovo apparato murario tuttora osservabile. Sotto l'ingresso del castello, in corrispondenza della parte più antica del complesso, sono visibili i resti del battiponte, situati nello spazio a verde antistante.

Oggi è sede del Museo Civico Archeologico Ubaldo Formentini che conserva le statue stele della Lunigiana, straordinarie sculture antropomorfe dell'età del rame e del ferro e statuaria, ritrattistica, mosaici e frammenti della collezione Fabbricotti provenienti dagli scavi dell'antica città di Luni.

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