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Castello Doria Malaspina

Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
- Calice al Cornoviglio
Il castello e il borgo Il castello e il borgo
La torre La torre
Il castello Il castello

Il castello, affacciato sulla valle del torrente Usurana coperta da una fitta vegetazione, sorge su uno sperone roccioso a dominio del borgo murato; nel XI secolo denominato "Calese", apparteneva agli Estensi. All'inizio del XIII secolo l'annosa controversia tra i signori di Giovagallo e i signori Malaspina dello Spino Secco, vide prevalere questi ultimi, fino a quando nel 1416 i Genovesi conquistarono il castello e lo assegnarono ai Fieschi.

A seguito della fallita congiura di Gianluigi Fieschi e della conseguente confisca dei beni della famiglia, Calice pervenne ad Andrea Doria e, in seguito, il castello divenne residenza di Placidia Doria Spinola e Placidia Doria del Carretto. In quel periodo subì le trasformazioni maggiori poiché da baluardo difensivo venne ad assumere la funzione di abitazione con la conseguente scomparsa di  merli e beccatelli.

Nel 1709 tornò ad essere possesso dei Malaspina che, nel 1772, lo vendettero a Pietro Leopoldo Granduca di Toscana per 5000 fiorini. Il castello assunse, così, una funzione burocratico-amministrativa e l'aspetto attuale di un poderoso casamento con due grandi torri.. Dopo il Congresso di Vienna, Calice passò nuovamente agli Estensi e, successivamente, fu annesso al Piemonte sotto la protezione di Carlo Alberto di Savoia. Con l'Unità d'Italia divenne sede Comunale fino al 1993. Dal punto di vista costruttivo e tecnologico risente della tradizione architettonica dei borghi murati della Lunigiana. I conci, in pietra locale, sono generalmente poco lavorati, ad eccezione degli "elementi specialistici". Fortemente caratterizzanti sono le strutture voltate del piano terra che presenta un loggiato a grandi archi.

Attualmente ospita, oltre ad attività culturali, diverse realtà espositive. Al piano terra è collocata la Pinacoteca D. Beghè, che documenta con una selezione di ritratti, di paesaggi e di dipinti di arte sacra, la feconda produzione di questo sensibile artista calicese dell'ottocento, allievo di Hayez all'Accademia di Brera, dove in seguito fu egli stesso docente di disegno. Il Piccolo Museo Pietro Rosa, che ospita anche la Statua Stele Borseda, è dedicato ad un significativo pittore spezzino della prima metà del Novecento ed è allestito in alcuni ambienti del piano nobile. Il Museo dell’Apicoltura illustra l’intero ciclo di produzione del miele con oggetti e stampe d’epoca e pannelli fotografici. Dal luglio 2013 l’offerta culturale si è arricchita con un’esposizione dedicata alle vicende della Brigata Val di Vara nel corso della Lotta partigiana di Liberazione.

Il castello ospita anche una foresteria del Centro di Educazione Ambientale del Parco di Montemarcello Magra.

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario
Castello Doria Malaspina
Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
Calice al Cornoviglio

Il castello, affacciato sulla valle del torrente Usurana coperta da una fitta vegetazione, sorge su uno sperone roccioso a dominio del borgo murato; nel XI secolo denominato "Calese", apparteneva agli Estensi. All'inizio del XIII secolo l'annosa controversia tra i signori di Giovagallo e i signori Malaspina dello Spino Secco, vide prevalere questi ultimi, fino a quando nel 1416 i Genovesi conquistarono il castello e lo assegnarono ai Fieschi.

A seguito della fallita congiura di Gianluigi Fieschi e della conseguente confisca dei beni della famiglia, Calice pervenne ad Andrea Doria e, in seguito, il castello divenne residenza di Placidia Doria Spinola e Placidia Doria del Carretto. In quel periodo subì le trasformazioni maggiori poiché da baluardo difensivo venne ad assumere la funzione di abitazione con la conseguente scomparsa di  merli e beccatelli.

Nel 1709 tornò ad essere possesso dei Malaspina che, nel 1772, lo vendettero a Pietro Leopoldo Granduca di Toscana per 5000 fiorini. Il castello assunse, così, una funzione burocratico-amministrativa e l'aspetto attuale di un poderoso casamento con due grandi torri.. Dopo il Congresso di Vienna, Calice passò nuovamente agli Estensi e, successivamente, fu annesso al Piemonte sotto la protezione di Carlo Alberto di Savoia. Con l'Unità d'Italia divenne sede Comunale fino al 1993. Dal punto di vista costruttivo e tecnologico risente della tradizione architettonica dei borghi murati della Lunigiana. I conci, in pietra locale, sono generalmente poco lavorati, ad eccezione degli "elementi specialistici". Fortemente caratterizzanti sono le strutture voltate del piano terra che presenta un loggiato a grandi archi.

Attualmente ospita, oltre ad attività culturali, diverse realtà espositive. Al piano terra è collocata la Pinacoteca D. Beghè, che documenta con una selezione di ritratti, di paesaggi e di dipinti di arte sacra, la feconda produzione di questo sensibile artista calicese dell'ottocento, allievo di Hayez all'Accademia di Brera, dove in seguito fu egli stesso docente di disegno. Il Piccolo Museo Pietro Rosa, che ospita anche la Statua Stele Borseda, è dedicato ad un significativo pittore spezzino della prima metà del Novecento ed è allestito in alcuni ambienti del piano nobile. Il Museo dell’Apicoltura illustra l’intero ciclo di produzione del miele con oggetti e stampe d’epoca e pannelli fotografici. Dal luglio 2013 l’offerta culturale si è arricchita con un’esposizione dedicata alle vicende della Brigata Val di Vara nel corso della Lotta partigiana di Liberazione.

Il castello ospita anche una foresteria del Centro di Educazione Ambientale del Parco di Montemarcello Magra.

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Questo luogo appartiene all'itinerario